


Un fumatore su dieci continua anche dopo la diagnosi di tumore
Washington, 23 gennaio 2012 - Una diagnosi di cancro non è sufficiente per convincere le persone a smettere col fumo. La rivista Cancer ha pubblicato infatti un'indagine del Massachusetts General Hospital della Harvard Medical School di Boston (USA), in cui si evince come il 14% delle persone colpite da tumore al polmone e il 9% di quelle affette da neoplasia al colon-retto non spengano definitivamente la sigaretta. I dati sono stati ricavati tramite l'analisi di 5.338 pazienti. I fumatori incalliti che non smettono dopo la diagnosi di cancro polmonare sono quelli con un basso indice di massa corporea, un insufficiente supporto emotivo e che non hanno ricevuto chemioterapia o interventi chirurgici. I pazienti con tumore colon rettale che vanno avanti col "vizio" sarebbero invece in maggioranza uomini, di bassa istruzione e scarse risorse economiche. "Questo identikit potrebbe aiutare il personale medico a identificare gli individui più a rischio - ha spiegato Elyse R. Park, a capo del gruppo che ha curato lo studio -, e a formulare idonee linee guida per aiutare i consulenti che supportano il malato nel suo percorso verso l'abbandono della sigaretta".






