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EMEA e FDA, il ruolo dell'Italia nel mondo globalizzato

Washington, 16 giugno 2010 - Farmaci e salute non sono più "imprese nazionali o continentali ma globali" e in questo contesto l'Italia gioca un ruolo da protagonista per la valutazione sui farmaci. Ne sono convinti i rappresentanti di Food and Drug Administration (Fda) e dell'Agenzia europea per i farmaci (Emea) intervenuti a Washington DC all'incontro promosso da Aifa e Farmindustria per rilanciare il sistema Italia. "Anche se ognuno di noi ha ancora una missione nazionale - ha esordito Murray Lumpkin, vice commissario per i programmi internazionali della Fda - noi facciamo parte di un'impresa sempre più globale: prima ce ne convinceremo, prima capiremo come possiamo assicurare le cure migliori, con prodotti sicuri e di qualità". Non e' un caso, ha sottolineato l'esperto, "i precedenti accordi che abbiamo firmato con l'Aifa". E ha insistito: "Noi siamo presenti in tutte le case e in tutti gli ospedali, e possiamo fare bene solo se lo faremo insieme come parte di un'impresa condivisa". Finita l'era in cui "ognuno guarda solo nel proprio cortile - ha concluso il rappresentante della Fda - la sfida di oggi e' quella di sedersi attorno a un tavolo, ognuno con il proprio bagaglio d'esperienza, i propri test e i propri vaccini, e disegnare delle strategie comuni per una sanità e sicurezza che interessi tutto il mondo". Un appello a "lavorare insieme per rispondere a un quadro globale di scienze condivise" è stato lanciato anche da Thomas Loenngren, direttore esecutivo Emea, alla cui guida e' da nove anni. "In un contesto di crisi in cui il futuro dell'industria farmaceutica è sempre più difficile e c'è un declino della produzione mondiale - ha avvertito il numero uno di Emea - occorre unire gli sforzi, parlare insieme per non duplicare valutazioni con un inutile dispendio di energie e risorse senza prendere decisioni unilaterali e separate per garantire a tutti i cittadini del mondo standard di sicurezza e di qualità dei farmaci". A questo proposito, ha spiegato Loenngren, "abbiamo già lavorato con Aifa, che coinvolgeremo non solo da un punto di vista scientifico ma anche politico".

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