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Melanoma, il 'Pascale' all'avanguardia in Italia

Napoli, 23 giugno 2010 - I cosiddetti "colletti bianchi" sono la categoria professionale che negli ultimi anni ha fatto registrare il maggior numero di casi di melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo. Il motivo? Si espongono al sole solo quando vanno in vacanza, e per troppe ore consecutive, scottandosi e accumulando nel corso degli anni pericolose lesioni sulla pelle. Un punto di riferimento per il trattamento di questa malattia è l'Istituto Nazionale Tumori di Napoli Fondazione "G. Pascale", un vero e proprio fiore all'occhiello della sanità campana. Non solo. Infatti il 20% dei pazienti curati nella struttura partenopea, uno su cinque, viene da altre Regioni. "Trattiamo circa 400 casi di melanoma l'anno - spiega il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma e Tessuti Molli del Pascale -. Le nuove diagnosi sono 150, fortunatamente sempre più in fase precoce. È un tumore che colpisce persone giovani, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Grazie alle campagne di informazione abbiamo sensibilizzato la popolazione sull'importanza di sottoporsi a esami di screening". L'incidenza della malattia è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altro tipo di tumore (+30% nell'ultimo decennio), ad eccezione delle neoplasie del polmone nelle donne. Ogni anno in Italia si registrano circa 7000 nuove diagnosi, di cui 400 in Campania, e 1500 decessi. Per fare il punto sugli ultimi trattamenti lunedì 28 giugno Napoli ospiterà il convegno "Immunoterapia e melanoma"(Hotel Alabardieri, dalle 9.30 alle 18). "Oggi, per la prima volta dopo 30 anni - afferma il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell'Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del Pascale -, assistiamo a una svolta nella terapia di questa forma di cancro. I trattamenti personalizzati, che agiscono su bersagli specifici, possono rivoluzionare l'approccio al melanoma. In particolare, ipilimumab, è un anticorpo monoclonale con un meccanismo d'azione 'rivoluzionario'. Agisce, infatti, al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un meccanismo target che rimuove i 'blocchi' della risposta immunitaria antitumorale". Attualmente la molecola, che è sviluppata da Bristol-Myers Squibb, è utilizzata in Italia solo per uso compassionevole: il Pascale è uno dei centri che ha guidato la sperimentazione in Italia. "Ricerca, terapia e assistenza al malato a 360 gradi - sottolinea il prof. Aldo Vecchione, Direttore Scientifico del Pascale - caratterizzano da sempre il lavoro dei medici. I nostri ricercatori lavorano in laboratori e strutture molto avanzate per cercare le risposte più adeguate e personalizzate a seconda del paziente. Il nostro obiettivo non è solo quello di trasformare una malattia che ha un impatto devastante in una patologia cronica, ma di riuscire a superare lo stadio della cronicizzazione per giungere a quello della definitiva guarigione".

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