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Studio israeliano svela legame tra Olocausto e cancro

Roma, 29 dic. - L'Olocausto non solo come tragedia umana, ma anche come fattore di rischio di malattie. Uno studio condotto dall'Israel National Cancer Registry ha infatti evidenziato un'incidenza significativamente più alta di casi di tumore fra gli ebrei immigrati in Israele dopo essere sopravvissuti allo sterminio dei nazisti, rispetto al numero rilevato fra quelli giunti nel Paese prima o all'inizio della Seconda guerra mondiale. L'incidenza di cancro al seno e colorettale, ad esempio - rileva la ricerca pubblicata sul 'Journal of the National Cancer Institute' - è risultata particolarmente alta fra le persone che hanno vissuto gli anni dell'occupazione tedesca in Europa. E il picco maggiore è stato registrato in chi durante la guerra era più giovane, addirittura appena nato. Nello studio sono state coinvolte oltre 315 mila persone e dalle analisi è emerso che gli uomini nati fra il 1940 e il 1945, e che hanno vissuto nel Vecchio continente durante la guerra, hanno sviluppato una neoplasia con un'incidenza di tre volte e mezzo superiore rispetto ai maschi della stessa età che sono immigrati in Israele, scampando all'Olocausto. Mentre fra le donne l'incidenza è risultata doppia. Gli esperti israeliani vogliono però essere cauti, prima di affermare con certezza che aver vissuto l'Olocausto potrebbe esporre al rischio di ammalarsi di cancro. I dati sono stati definiti interessanti e da analizzare più approfonditamente, insieme alle condizioni assai precarie nelle quali queste persone hanno vissuto, durante quei terribili anni: freddo intenso, malnutrizione, infezioni, stress psicologico continuo. Le persone comprese nella ricerca hanno però vissuto nelle più disparate situazioni: nei ghetti, nei campi di concentramento, in quelli di sterminio o di lavori forzati. "Si tratta di un campione molto eterogeneo", commenta Bonnie McGregor, psicologica del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Anche se, secondo l'esperta, la connessione fra Olocausto e cancro è tutto tranne che casuale. I risultati suggeriscono con forza che esperienze estremamente traumatiche come quelle vissute dagli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, soprattutto in giovanissima età e persino nel periodo neonatale, potrebbero avere avuto ripercussioni a lungo termine sul sistema endocrino e sul corretto sviluppo di queste persone.

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