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In questa sezione verranno pubblicate periodicamente notizie e approfondimenti sulla nutrizione per la lotta contro il tumore del pancreas.

Tumori: nel mondo 1 milioni di casi tra i 20 e 39 anni

Roma, 31 ottobre 2017 – Nell’intero Pianeta si stima ci siano circa un milione di casi di cancro nei giovani adulti, tra 20 e 39 anni, con circa 400mila morti. E’ quanto afferma la prima stima dell’incidenza in questa fascia di età pubblicata dal’Iarc, l’agenzia dell’Oms sui tumori, sulla rivista Lancet. Il tipo di tumore più comune in termini di nuovi casi è quello al seno, seguito da quello cervicale, che è prevenibile almeno in parte con la vaccinazione per l’Hpv, e quello alla tiroide. Il peso è quindi molto maggiore per le donne, che contano per il 65% dei nuovi casi e per il 54% delle morti. “Date le cifre cosi alte per i cancri del seno e della cervice – sottolinea Miranda Fidler, della sezione ‘Sorveglianza dell’Iarc -, sensibilizzare sul tema il pubblico e gli operatori professionali è importante quanto un trattamento dato al momento giusto. Programmi di vaccinazione, diagnosi precoce e, in donne sopra i 30 anni, uno screening possono ridurre il peso del cancro cervicale nelle giovani a costi limitati”. Nel rapporto, che si riferisce all’anno 2012, sono conteggiati anche diversi tumori infantili e giovanili che proseguono poi dopo i 20 anni, come le leucemie. Il tumore del seno è il più frequente in tutti i paesi indipendentemente dal reddito e dallo sviluppo del sistema sanitario, mentre in quelli più avanzati quello della cervice scende al quinto posto.

AIOM: “Subito un patto nazionale contro il cancro”

Roma, 27 ottobre 2017 – La conferma del Fondo per i farmaci anticancro innovativi rappresenta una misura indispensabile per sostenere l’accesso alle cure anche nel 2018. Ma è necessario andare oltre con misure strutturali perché oggi oltre un milione di italiani ogni anno è costretto a cambiare Regione per curarsi. Per questo serve subito il “Patto contro il cancro”, un programma ed una regia unici nazionali che garantiscano una strategia unitaria per combattere la malattia, dalla prevenzione alle terapie, dalla riabilitazione all’umanizzazione dell’assistenza, alla ricerca fino all’innovazione, in grado così di incidere a 360 gradi sull’impatto di questa patologia nel nostro Paese. Un Patto da finanziare con l’aumento del prezzo delle sigarette, una strada già percorsa con successo da altri Paesi come l’Australia, la Norvegia e l’Irlanda. È questo l’appello lanciato nella prima giornata del XIX Congresso nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), che si è aperto oggi a Roma. “La ‘tempesta perfetta’ che si temeva potesse travolgere il sistema sanitario per l’arrivo delle nuove molecole anticancro è stata evitata - afferma Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Grazie anche al Fondo di 500 milioni di euro destinato all’acquisto di queste terapie che gli oncologi italiani lo scorso anno hanno fortemente richiesto e che il Governo italiano ha istituito per la prima volta nell’ottobre 2016. Oggi il Fondo è una misura strutturale, però la spinta all’innovazione e le nuove terapie sempre più efficaci in futuro rischiano di non rendere sufficiente questa fonte. Per questo chiediamo di implementarlo, come parte integrante del Patto, con una tassa di un centesimo in più a sigaretta”. Ogni giorno in Italia più di 270 nuove diagnosi di tumore sono riconducibili al fumo. Preoccupa in particolare la diffusione del tabagismo fra le italiane, con conseguenze evidenti su due fra le neoplasie più frequenti: in quindici anni l’incidenza del cancro del polmone è diminuita fra gli uomini da 29.097 nuovi casi nel 2003 a 28.200 nel 2017 (-1,7% annuo), fra le donne invece è aumentata da 7.962 diagnosi nel 2003 a 13.600 nel 2017 (+3,1% annuo). Simile l’andamento del cancro della vescica (-1,1% uomini e +0,3% donne), anche in questo caso per l’opposto atteggiamento nei confronti del fumo di tabacco nei due sessi. Una vera e propria epidemia prevenibile, che richiede un impegno urgente da parte dei clinici e delle Istituzioni. Nel 2017 sono stimati nel nostro Paese 369mila nuovi casi di tumore (192.000 fra i maschi e 177.000 fra le femmine).

OMS, entro il 2050 sarà over-60 una persona su 5 nel mondo

Roma, 19 ottobre 2017 – Secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) entro il 2050 sarà over-60 una persona su cinque nel mondo. “L’aumento della popolazione anziana – afferma il vice direttore generale OMS per la Salute della famiglia, donne e bambini, Flavia Bustreo – sarà una delle principali sfide globali del futuro. Per l’Italia la sfida è ancora maggiore considerando, rileva, che è “il paese più ‘vecchio’ dopo il Giappone ed un modello di tutela globale. Guardando al futuro – sottolinea Bustreo, riferendosi anche alle linee guida sulla cura integrata per le persone anziane dell’Oms – dobbiamo apprezzare l’importanza dell’invecchiamento, ma è necessario garantire che questi anni in più siano vissuti in salute e in modo dignitoso”. Il tema dell’invecchiamento della popolazione e delle politiche a tutela sarà discusso il prossimo 4 novembre a Milano a corollario del prossimo incontro dei ministri della Salute dei paesi del G7. Sempre per l’OMS la popolazione anziana raddoppierà passando dai 900 milioni di individui a quasi 2 miliardi, e supererà il numero dei bambini di età inferiore ai 5 anni entro il 2020. Con il 21,4% dei cittadini over-65 e il 6,4% è over-80, l’Italia è il secondo paese al mondo per longevità dopo il Giappone, medaglia d’oro d’Europa seguita da Germania e Portogallo. “Un sistema sanitario tra i più evoluti a livello globale, insieme ad uno stile di vita e ad un modello alimentare sano basato sulla dieta Mediterranea, rendono l’Italia uno dei paesi in cui l’aspettativa di vita è tra i più alti. In questo senso – sottolinea Bustreo – il nostro paese può rappresentare un modello per tutti gli altri, in particolare quelli in via di sviluppo”.

Obesità e sovrappeso favoriscono 13 diversi tipi di tumore

Roma, 11 ottobre 2017 – Negli Stati Uniti il 40% delle diagnosi di cancro è favorito dell’obesità. In totale sono almeno 13 le diverse neoplasie la cui insorgenza è legata al grave eccesso di peso. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino settimanale del Centers for Disease Control and Prevention degli USA che ha sottolineato come perdere peso diminuisca il rischio. Il rapporto si basa sui dati dei registri tumori statunitensi tra il 2005 e il 2014 e comprende le neoplasie al cervello, il mieloma multiplo, il cancro dell’esofago, quello al seno post menopausa, quello di tiroide, vescica, stomaco, fegato, pancreas, reni, ovaie, utero e colon. “La notizia che l’obesità e il sovrappeso hanno un effetto sui tumori potrebbe essere sorprendente per molte persone – afferma Anne Schuchat, vicedirettore del Cdc -. La consapevolezza del fenomeno non è ancora diffusa”. Nel periodo considerato, scrivono gli autori, i tumori legati all’obesità sono cresciuti del 7%, mentre le diagnosi degli altri sono diminuite del 23%. Di tutti i tumori il 55% di quelli diagnosticati nelle donne e il 24% di quelli degli uomini hanno qualche contributo da sovrappeso e obesità”.

Gli oncologi: “sì all’aumento del prezzo delle sigarette'

Milano, 2 ottobre 2017 – “Più di centomila casi di tumore ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta. L’85-90% dei tumori del polmone, il 75% di quelli del testa e collo e della vescica, il 25-30% di quelli del pancreas sono imputabili al tabagismo. L’aumento del prezzo delle sigarette rappresenta una battaglia di civiltà ed è una strada giù percorsa con successo da altri Paesi come l’Australia, la Norvegia e l’Irlanda”. Il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), plaude alla proposta del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di aumentare di un centesimo il prezzo di ogni sigaretta: in questo modo si potrebbero recuperare più di 700 milioni di euro ogni anno. “La nostra società scientifica – spiega il prof. Pinto – più di un anno fa sostenne una campagna per l’istituzione di un Fondo Nazionale per l’Oncologia, da finanziare con le accise sul tabacco – ‘1 centesimo a sigaretta’ – per colpire uno dei principali fattori di rischio oncologico e garantire l’accesso a tutti i pazienti ai farmaci innovativi”. Il Governo italiano nell’ottobre 2016 istituì per la prima volta un Fondo di 500 milioni di euro da destinare alle nuove terapie anticancro. “Chiediamo – sottolinea il prof. Pinto – che venga previsto anche per il 2018 un adeguato Fondo Nazionale per i farmaci innovativi in Oncologia e che questo Fondo sia destinato alla copertura dei costi non solo dei farmaci ma anche dei test richiesti dall’agenzia regolatoria per gli stessi farmaci. Uno strumento per garantire il Fondo anche nell’immediato futuro potrebbe essere proprio l’aumento del prezzo delle sigarette. Se non vengono individuate risorse aggiuntive, nel prossimo futuro si può concretizzare il rischio che i malati non siano curati con le terapie più efficaci”.

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