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Intervista a Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM


 foto carmine pinto

Prof. Pinto quanti italiani sono colpiti da tumore del pancreas?

Rappresenta il 4% di tutti i casi di cancro registrati ogni anno nella Penisola. Nel 2016 sono previste 13.500 nuove diagnosi e negli ultimi cinque anni il numero di casi è cresciuto del 18% (erano 11.000 nel 2011). E’ una patologia in forte crescita in tutto il Mondo. Si calcola che nel 2020 colpirà a livello globale 418mila persone diventando così la seconda causa di morte per cancro in Europa. Un incremento di incidenza che preoccupa, visto che si tratta di una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole.

Da cosa è provocato questo boom di casi?

Sotto accusa sono gli stili di vita, soprattutto la scorretta alimentazione e l’eccesso di peso. L’obesità per esempio aumenta del 12% il rischio di malattia. Su questi aspetti c’è ancora poca informazione. Secondo una nostra indagine solo l’8% degli italiani sa che anche a tavola è possibile prevenirla. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni l’AIOM ha perciò deciso di aderire alla Terza Giornata Mondiale sul Tumore del Pancreas. L’evento internazionale si celebra il prossimo 17 novembre ed è promosso da oltre 50 associazioni di pazienti, medici e semplici cittadini di 20 diversi Paesi.

Esiste poi il problema della totale mancanza di screening

Certo, solo il 7% dei casi viene diagnosticato allo stadio iniziale cioè quando possiamo intervenire con maggiore efficacia. Più in generale le nostre conoscenze sulla patologia oncologica risultano ancora limitate. Per offrire le migliori cure bisogna investire nei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali e sulle reti oncologiche. Nel tumore del pancreas fanno la differenza per qualità ed esiti dei trattamenti i volumi, le tecnologie e le professionalità.

Cosa altro possiamo fare contro la neoplasia?

Incentivare il più possibile la prevenzione primaria tra la popolazione che per questa forma di cancro è ancora più importante. Scarsa attività fisica, alimentazione ricca di grassi e zuccheri e chili di troppo sono tutti fattori potenzialmente di rischio che possono essere contrastati attraverso corrette campagne informative ed educazionali.

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