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Intervista a Stefania Gori, Presidente Nazionale Eletto AIOM

 

 

Prof.ssa Gori cosa si intende per chemioterapia “intelligente”?

E’ un tipo di trattamento anti-tumorale che utilizza particelle di dimensioni nanometriche, 100 volte più piccole di un globulo rosso. Può oltrepassare le barriere fisiologiche per portare con forza il farmaco al centro della cellula malata e bloccare la crescita della neoplasia. Così riusciamo a somministrare la cura in dosi maggiori rispetto alla formulazione tradizionale: il 33% in più. In questo modo abbiamo una maggiore efficacia con minori effetti collaterali.

Questa tipologia di farmaci viene utilizzata nella cura del tumore del seno?

Nab-paclitaxel è somministrato prima dell’intervento chirurgico ed ha evidenziato nelle pazienti colpite di migliorare del 9% la risposta patologica completa. Si tratta di un parametro molto importante perché consiste nell’assenza di tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi ed è strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza. La cura si basa nell’impiego dell’albumina, una proteina umana naturalmente presente nell’organismo in dimensioni nanometriche, in cui viene racchiuso un farmaco chemioterapico (paclitaxel) che viene così trasportato direttamente nella sede del tumore.

Il trattamento può essere usato anche per il carcinoma pancreatico?

Per un tumore così insidioso il bisturi offre spesso l’unica possibilità realistica di cura. Ma, al momento della diagnosi, circa l’80% dei pazienti si trova in uno stadio in cui non è possibile garantire una radicale resezione chirurgica. Questo succede perché la malattia è già metastatica o localmente avanzata. In questi casi l’aspettativa di vita media è compresa fra 3 e 6 mesi. Con nab-paclitaxel la sopravvivenza dei pazienti è aumentata del 27%. Si tratta di un risultato davvero straordinario.

Prof.ssa per garantire a tutti le nuove cure anti-cancro l’AIOM ha proposto una tassa speciale sulle sigarette.

L’obiettivo da raggiungere è la creazione immediata di un Fondo Nazionale per l’Oncologia. Può essere finanziato con le accise sul tabacco, basta 1 centesimo in più a sigaretta. Così possiamo colpire e disincentivare il fumo che è una delle prime cause di cancro. Cure e farmaci innovativi consentono ai pazienti di vivere a lungo, in alcuni casi più di 5 anni con una buona qualità di vita, anche se colpiti da patologie particolarmente aggressive.

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