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Intervista al Prof. Francesco Di Costanzo, Direttore dell'Oncologia Medica del Careggi di Firenze

 

Che cos’è il pancreas e che ruolo svolge?

E’ una voluminosa ghiandola collocata nella parte superiore e posteriore dell'addome, dietro lo stomaco e l'intestino. Produce ormoni molto importanti, come l’insulina, indispensabile per regolare il livello degli zuccheri nel sangue. L’organo assembla anche enzimi che permettono la digestione. Anche il pancreas può subire l’attacco di un tumore. La sua testa è la sede colpita con maggior frequenza, anche a causa del suo grande volume. Comunque, circa il 95% di tutte le neoplasie che lo interessano riguarda la componente “esocrina” cioè la porzione che produce i succhi pancreatici.

Come avviene la diagnosi della malattia?

Dopo la comparsa dei sintomi vengono svolti test preliminari che possono mettere in evidenza una sospetta neoplasia. Dopo viene il paziente inviato ad un medico specialista come chirurgo, oncologo o gastroenterologo che lo sottopone ad ulteriori esami al fine di confermare il sospetto clinico iniziale. Questi sono principalmente Tac o Risonanza Magnetica, biopsia con ago sottile per diagnosi di certezza.

Non sono previsti esami di screening come per il tumore del seno o del colon-retto?

Al momento non esistono programmi di screening nella popolazione generale ma solamente in casi selezionati. Per esempio negli Stati Uniti è stato sviluppato un progetto di controllo per persone considerate a rischio che prevede l’uso dell’eco-endoscopia. Grazie a questo esame nel 10% dei pazienti è stata individuata la neoplasia in uno stadio ancora pre-invasivo.

Tra le cause di questa forma di cancro c’è anche l’alimentazione?

Una diretta correlazione tra assunzione di grassi alimentari, consumo di carne rossa ed insorgenza di carcinoma del pancreas è stata evidenziata in alcuni studi. Numerose ricerche hanno inoltre, mostrato un incremento dell’insorgenza del tumore negli alcolisti.

Esiste invece una predisposizione genica alla neoplasia?

Il 10% dei pazienti con carcinoma pancreatico presenta una storia familiare ed ha almeno due parenti di primo grado affetti dalla malattia. Uno studio condotto in Italia ha confermato la presenza di un’aggregazione familiare in circa il 9% dei pazienti, con un rischio complessivo per i familiari, circa tre volte superiore rispetto a quello della popolazione generale.

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