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Intervista al Prof. Mauro Ferrari, Presidente e CEO del Methodist Hospital Research Institute e Vicepresidente esecutivo del Methodist Hospital Sysyem (Houston)

foto mauro ferrari

I nanofarmaci attualmente vengono utilizzati in oncologia?

Sì, sono medicinali costituiti da nanoparticelle in grado di penetrare direttamente nelle metastasi causate dal cancro. Il futuro della lotta ai tumori risiede in una maggiore conoscenza delle loro potenzialità. Entro pochi anni, infatti saranno i farmaci più importanti, in particolar modo nel campo oncologico. Permettono di migliorare la somministrazione mirata delle terapie antineoplastiche. Le nanotecnologie stanno aprendo nuovi orizzonti nella personalizzazione del trattamento, così come sta avvenendo anche con i farmaci biologici.

Il successo del nanotech risiede proprio nella sua natura?

Certo perché riesce ad operare sulla scala dei nanometri che sono strutture di dimensioni di qualche atomo. Un nanometro equivale a un miliardesimo di metro: per fare un confronto, lo spessore di un capello umano è di 100mila nanometri. A livello nanoscopico cambiano le proprietà fisiche degli elementi e il modo in cui si esprimono le leggi della natura. È possibile così progettare ‘vettori’ che penetrano con maggiore facilità nei vasi sanguigni prossimi al tessuto tumorale, aumentando la concentrazione di principio attivo del 33%.

Da quando sono utilizzati i nanofarmaci per combattere i tumori?

I primi sono stati approvati negli USA e in Europa a metà degli anni Novanta e vengono utilizzati su migliaia di pazienti ogni giorno. Adesso si sta affacciando una nuova generazione di terapie che avrà un impatto decisivo in oncologia. E’ rappresentata dai farmaci in grado di superare le barriere biologiche che si presentano come difesa dell’organismo. Alcune di queste molecole sono utilizzate nel trattamento del tumore del pancreas.

Esistono altri settori in cui sono impiegate le nano nanotecnologie?

Sì, le nanotecnologie sono trasversali e si applicano dalle biotecnologie per la salute (proteine ricombinanti, vaccini, anticorpi, metodi diagnostici) al settore agroalimentare, alle biotecnologie industriali, alla genomica e alla proteomica. La nanotech unisce molteplici settori scientifici: sulla scala nanometrica le differenze tra discipline svaniscono. I nanofarmaci infatti non possono che essere il frutto della collaborazione tra clinici, oncologi molecolari, ingegneri, chimici, farmaceutici e modellisti matematici.

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