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Intervista alla Prof.ssa Silvia Novello, membro del Direttivo Nazionale AIOM

foto silvia novello

Prof.ssa Novello, il fumo è un fattore di rischio anche per il tumore del pancreas?

Si, molti pensano che il fumo abbia un legame solo con malattie tumorali come quella polmonare, in realtà sono attribuibili a questo vizio fino al 30% dei casi di tumore pancreatico registrati tra gli uomini e il 10% di quelli che colpiscono le donne. I fumatori presentano un rischio di incidenza del tumore da doppio a triplo rispetto a chi rinuncia al vizio. Quindi, ogni volta che qualcuno si accende una "bionda" deve considerare che non sta facendo del male solo al suo apparato respiratorio ma anche a tutto il resto del corpo.

Il carcinoma polmonare è la neoplasia più strettamente collegata al vizio?

La probabilità di svilupparla è di ben 14 volte più alta tra i fumatori rispetto ai non tabagisti. Anche il fumo passivo aumenta fino al 30% il rischio di malattia. Fumare favorisce l'insorgenza anche di altri tipi di tumore come quello del seno, della prostata, della vescica e del colon-retto, oltre ad essere uno dei principali responsabili di molte malattie cardiovascolari e dell'apparato respiratorio. Sono oltre180.000 i decessi che ogni anno potremmo evitare. Il consiglio è quello di buttare via il prima possibile (e per sempre) il pacchetto di "bionde". Tutto l'organismo ne può trarre immediati benefici.

A che età si inizia di solito a fumare e perché?

Per il 25% dei 15enni italiani e il 22% delle ragazze della stessa età l'abitudine al fumo inizia sui banchi delle scuole medie inferiori. Otto ragazzi su dieci cominciano perché lo fanno gli amici o i compagni di classe. Inoltre c'è una evidente sottovalutazione dei pericoli. Il 34% degli adolescenti italiani è convinto che le sigarette non siano così dannose come medici e media sostengono e che al massimo provoca solo febbre, tosse o mal di stomaco.

Secondo gli ultimi dati le sigarette conquistano sempre più le donne?

Nel 2014, per la prima volta dal 2009, si è osservato un aumento delle tabagiste che sono passate dal 15,3% dell'anno precedente al 18,9%. Fumare quindi conquista sempre di più il gentil sesso a partire da un'età molto precoce. Nell’approccio alla prima sigaretta per le adolescenti incidono anche altri fattori quali: il desiderio di sembrare più sexy; la minore attività sportiva e poi la credenza che le bionde facciano perdere peso e la paura che smettere porti a ingrassare. Tutte false credenze che devono essere contrastate con adeguate campagne di informazione. L'AIOM da diversi anni è impegnata in progetti di prevenzione dei tumori dedicati anche ai giovani.

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