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In questa sezione verranno pubblicate periodicamente notizie e approfondimenti sulla nutrizione per la lotta contro il tumore del pancreas.

Il jogging fa venir voglia di cibi sani

Roma, 31 luglio 2017 – Chi corre con regolarità è magro non soltanto perché con il jogging smaltisce la ciccia. L’attività fisica, infatti, stimola il desiderio di mangiare alimenti sani e poco calorici. Lo conferma uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e condotto dall’Università di Birmingham. I ricercatori hanno coinvolto i partecipanti in due test: nel primo hanno dovuto correre intensamente per un’ora, nel secondo hanno riposato per lo stesso tempo. Dopo entrambe le prove sono stati mostrati loro diversi alimenti ed è stata misurata la risposta del cervello agli stimoli sensoriali del cibo. È emerso che, dopo l’attività fisica, i centri neuronali associati alla ricompensa restituivano maggiori impulsi dopo la visione di cibi a basso contenuto di calorie, mentre riducevano la propria attività con gli alimenti più calorici. Dopo il test a riposo i risultati erano opposti. Lo sport, insomma, non ha solo benefici sul metabolismo, ma anche indiretti, aiuta a scegliere e mangiare più sano.

Cancro al pancreas: dall’Università della Calabria nuove speranze di cure

Roma, 21 luglio 2017 – Dal Sud d’Italia in arrivo nuove speranze per sconfiggere il tumore del pancreas. La notizia arriva dal Istituto di nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-Nanotec) di Rende (CS) che ha avviato da tempo uno studio in collaborazione con Universita’ della Calabria e altri atenei europei (Madrid, Saragozza e Marsiglia). L’obiettivo della ricerca si e’ concentrato sull’individuazione di una molecola in grado di inibire la proteina Nupr1, appartenente alla classe speciale delle proteine “intrinsecamente disordinate”. Il cancro al pancreas e’ uno dei tumori piu’ letali, combattuto finora con trattamenti generici chemioterapici. Partendo dalla studio della proteina Nupr1 si sono provati oltre mille farmaci per diverse indicazioni terapeutiche. “L’uso combinato di alcune simulazioni e tecniche sperimentali – ha affermato Bruno Rizzulli del CNR di Rende – ha permesso di individuare alcuni di questi farmaci in grado di interagire con la proteina Nupr1, dimostrando che alcuni di questi farmaci sono in grado di diminuire la vitalita’ delle cellule tumorali, di diminuire la capacita’ di migrazione e di sopprimere la possibilita’ di formazione di colonie”. “Il composto piu’ efficace – ha aggiunto Rizzulli – una molecola nota come trifluoperazina, finora utilizzata solo per la sua azione antipsicotica, e’ stato sperimentato ‘in vivo’ su cellule del tumore del pancreas umano trapiantate su modelli murini, e si e’ dimostrato in grado di arrestare completamente lo sviluppo della malattia. La molecola in questione ha avvalorato un’efficacia antitumorale superiore perfino ai piu’ potenti trattamenti chemioterapici finora disponibili”.

Tumore del pancreas: da un test del sangue si può ottenere una diagnosi precoce

Roma, 17 luglio 2017 – Ottenere una diagnosi precoce del tumore al pancreas grazie ad un test del sangue. E’ questa la notizia che si può leggere su Science Translational Medicine che pubblica uno studio realizzato dalla Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania. La diagnosi precoce del tumore al pancreas, una dei tumori con la più alta mortalità, è un traguardo raggiunto grazie alla scoperta del biomarcatore trombospondina-2. Inoltre, associando il biomarcatore di fase precoce, la trombospondina-2, col biomarcatore di fase tardiva classico, il CA 19-9, sarà possibile effettuare anche una diagnosi differenziale più accurata tra forme tumorali e pancreatiti. Spiega Robert Vonderheide, direttore dell’Abramson Cancer Center (ACC) della University of Pennsylvania: “La diagnosi precoce in campo oncologico è fondamentale nel determinare la prognosi di molti tipi di tumore. E purtroppo i pazienti con tumore del pancreas sono spesso diagnosticati quando è troppo tardi per avere le migliori chance di efficacia dal trattamento. Per questo, avere a disposizione un biomarcatore per questa malattia potrebbe modificare in maniera incredibile la prognosi di questi pazienti”.

Dalla dieta un aiuto per il benessere e l'ambiente

Roma, 10 luglio 2017 - La tua dieta quotidiana non influisce solo sul tuo benessere ma anche sull’intero pianeta. E’ questa la principale conclusione di uno studio condotto nel 2016 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dal Climate Network Food Research (FCRN) e dall’Università di Oxford.“Un numero crescente di persone comincia a rendersi conto che le diete ricche di cereali integrali, di legumi, di frutta e verdura – con un consumo ridotto di carne e quantità minori di cibi ad alto contenuto di grassi e ricchi di zuccheri – sono buone per il nostro corpo.  E’ anche ampiamente dimostrato che tali diete hanno un impatto ambientale molto più basso rispetto a modelli alimentari insalubri e insostenibili, oggi sempre più diffusi”, spiega Carlos Gonzales-Fischer del FCRN, uno degli autori principali del rapporto. “Quindi, mangiando bene per la nostra salute personale, stiamo anche comportandoci bene nei confronti del pianeta – in sostanza, è una situazione in cui tutti ci guadagnano”. Dal riso integrale, per esempio, è possibile attraverso un particolare processo di germogliazione, ottenere chicchi integrali con al loro interno tutti gli elementi nutritivi e vitali. Questi quindi non vengono dispersi durante la lavorazione ma sono integralmente presenti anche nel prodotto finale. Si tratta di un alimento a basso impatto ambientale ed inoltre un vero e proprio toccasana per la salute. “Con i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e l’Accordo sul clima di Parigi, la comunità internazionale ha con forza messo la sostenibilità al centro della pianificazione e del processo decisionale”, aggiunge Anna Lartey, Direttrice della Divisione FAO “Sistemi Nutritivi e Alimentari”. “In particolare il secondo degli obiettivi di sviluppo stabilisce un chiaro nesso tra le esigenze di una sana alimentazione e un’agricoltura sostenibile – ed è il momento che le linee guida dietetiche riflettano questo legame”.

Cancro? No grazie! Previenilo con cereali integrali, legumi, pesce e frutta

Roma, 3 luglio 2017 - Il 30% dei tumori sono legati all’alimentazione. Anche i troppi grassi e la poca frutta e verdura nuocciono gravemente alla salute e aumentano il rischio di cancro proprio come le sigarette. Esistono dei cibi che sono in grado di prevenire alcune pericolose patologie oncologiche. Ecco i principali:

Legumi: Sono molto ricchi in proteine vegetali, ferro, vitamine del gruppo B, fibre, saponine. Contengono inoltre gli isoflavonoidi (fitoestrogeni) che modulano l’azione degli ormoni sessuali, ostacolando la crescita tumorale.

Cibi integrali: Sono nutrienti anti antiossidanti, stabilizzano la glicemia e il colesterolo e riducono l’estradiolo (ormone estrogeno). Sulla tavola non devono mancare grano, riso, avena, orzo, mais: apportano cellulosa, vitamine B e minerali (selenio e ferro).

Semi e frutta secca: noci, mandorle, prugne secche sono ricchi di potassio e di composti anticancerogeni: come il laetrile delle mandorle, i fitosteroli delle arachidi, gli acidi grassi omega-3 delle noci, il selenio delle noci brasiliane o le vitamine A ed E dei semi di girasole, zucca e sesamo.

Pesce: Soprattutto il tipo grasso, come quello azzurro (sardine, acciughe, sgombri), offre acidi grassi polinsaturi omega-3, coenzima Q10 e selenio, sostanze con funzioni antiossidanti.

“Quattro neoplasie su dieci possono essere evitate grazie alla prevenzione, adottando cioè stili di vita sani - afferma il prof. Carmine Pinto presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Tutte le evidenze scientifiche dimostrano come l’attività fisica sia fondamentale così come la cessazione del vizio del fumo e la limitazione del consumo di alcol. L’AIOM realizza da anni campagne di sensibilizzazione rivolte a tutte le fasce d’età”.

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