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Il tumore del pancreas

pancreasCos’è il pancreas?

È un organo dalla forma irregolare, simile ad un martello appiattito, situato in profondità nella cavità addominale e lungo circa 15 cm. Si trova all’incirca tra lo stomaco e la colonna vertebrale. È diviso in tre sezioni: testa (la più grande), corpo e coda (la più sottile). Produce ormoni molto importanti, come l’insulina, indispensabile per regolare il livello degli zuccheri nel sangue. L’organo assembla anche enzimi che permettono la digestione da parte dell’intestino. Purtroppo, il delicato funzionamento del pancreas può essere messo in discussione da alcune malattie; tra queste, infiammazioni più o meno gravi (pancreatiti), in grado di danneggiarlo seriamente.

Così come tutti gli altri organi del nostro corpo, anche il pancreas è sede di formazione di cancro. La testa è la sede colpita con maggior frequenza, anche a causa del suo grande volume. Circa il 95% di tutte le neoplasie che lo interessano riguarda la componente “esocrina”, la porzione che produce i succhi pancreatici. Il tumore del pancreas è un nemico insidioso, perché in fase precoce dà sintomi aspecifici. Le cellule tumorali pancreatiche racchiuse in uno stroma fibroso, infatti, sono particolarmente resistenti ai farmaci, che non riescono a bloccarne lo sviluppo, ma solo a rallentarne in modo estremamente limitato la crescita. Segnali chiari compaiono quando hanno ormai iniziato a diffondersi agli organi circostanti o hanno bloccato i dotti biliari.

Alcuni numeri

Nel 2015 in Italia si sono registrati 12.500 nuovi casi di carcinoma pancreatico che rappresentano il 3% di tutte le neoplasie. Nelle donne over 70 è al quinto posto tra i tumori più frequenti (6%). Con il 6% dei decessi, entra tra le prime 5 cause di morte per tumore solo nel sesso femminile, ma nelle età centrali della vita occupa il quarto posto tra gli uomini (6%) e le donne (7%).

Si tratta di una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole: solo il 7% degli uomini e il 9% delle donne risultano vivi a 5 anni, senza sensibili scostamenti negli ultimi 20 anni. Non si riscontrano differenze significative tra le diverse zone del Paese.
Il numero relativamente ristretto di persone affette da questa patologia (14.695, pari meno dell’1% di tutti i pazienti oncologici, il 45 dei maschi), è direttamente collegabile all’aggressività e alla conseguente breve sopravvivenza di questo tipo di tumore.

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