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Un caso scuola: il melanoma

Il melanoma è la forma più grave di tumore della pelle e, in stadio avanzato, è aggressivo e mortale. Diversamente da quanto accade in molti altri tumori solidi, questa malattia colpisce una popolazione più giovane, di mezza età. È caratterizzato dalla trasformazione dei melanociti, cellule che producono e contengono un pigmento, la melanina, e si trovano nello strato profondo della pelle, in quello medio dell’occhio e dell’orecchio interno e in alcuni organi interni. Il melanoma, per le sue caratteristiche biologiche, è il candidato ideale per l’applicazione dell’immuno-oncologia, che cambia i criteri di valutazione della risposta al trattamento.

Nel melanoma metastatico la ricerca non registrava progressi significativi da decenni, ma oggi abbiamo a disposizione nuove armi, molto efficaci. Ipilimumab ha completato il programma di sviluppo clinico ed è stato approvato in Europa a luglio 2011 dall’Agenzia Europea dei Farmaci (EMA). A settembre 2014 ipilimumab ha ricevuto il via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per il trattamento in prima linea dei pazienti colpiti da melanoma metastatico. 

Il concetto che sta alla base dell’immuno-oncologia va oltre il trattamento del melanoma e si può esportare ad altri tipi di cancro, proprio perché il target non è la cellula tumorale ma il sistema immunitario. In questa ottica si stanno sperimentando anche nuove molecole, come nivolumab e pembrolizumab, inibitori del checkpoint immunitario PD-1 (programmed death-1). 

I risultati degli studi in corso su nivolumab nel melanoma e in altre neoplasie, come quelle del polmone e del rene e nel linfoma di Hodgkin, offrono ulteriori evidenze cliniche del potenziale dell’immuno-oncologia come approccio innovativo nel trattamento dei tumori.

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