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I consigli per i caregiver

“Caregiver” è una parola inglese che indica una persona che si prende cura di un malato e lo aiuta nella vita di tutti i giorni e nella gestione della malattia. Vivere vicino a chi sta combattendo contro un cancro può essere difficile. Da parte di figli, parenti o del partner la paura di sbagliare è fortissima.

Ecco alcuni semplici, ma preziosi, consigli per come poter assistere un paziente oncologico:

Il dialogo con il medico

Instaurare un rapporto propositivo e di fiducia con l’oncologo e tutto il personale sanitario è fondamentale. Durante le visite è preferibile essere in compagnia e non soli, lo stress a volte fa dimenticare le informazioni necessarie. Può succedere che il malato chieda il sostegno e aiuto ad un familiare o amico durante gli incontri. Se parteci è preferibile annotare le risposte alle domande; in caso di incertezze o dubbio non esitare a chiedere ulteriori spiegazioni.

I disagi emotivi

Ansia e depressione sono due problemi che interessano in maniera grave almeno il 35% dei malati. Non vanno assolutamente sottovalutati perché possono interferire in maniera significativa con l’adesione alle cure e con la qualità della vita. Oggi solo un terzo dei casi è diagnosticato e curato. Sono disagi che possono essere risolti attraverso un supporto psicologico specializzato che nel nostro Paese è gratuito e parte integrante del trattamento. Se noti che il tuo caro non riesce a gestire da solo questi delicati aspetti della malattia spronalo a rivolgersi ad un professionista.

L’importanza dell’alimentazione

Dopo l’inizio delle terapie molti pazienti hanno problemi di nutrizione. Il cancro ha conseguenze sul metabolismo e l’appetito e le cure anti-tumorali presentano effetti collaterali che interessano spesso l’apparato gastro-intestinale. Il malato deve sempre insieme al resto della tua famiglia: i pasti devo continuare ad essere un momento di convivialità tra i parenti. Se proprio non si riesce a a mangiare per diversi più giorni e bene rivolgersi al medico curante che potrà consigliare un integratore alimentare.


È preferibile che i famigliari si alternino nell’assistenza al caro. L’impegno diviene meno gravoso così come lo stress psico-fisico e inoltre così facendo è possibile garantire una copertura continua 24 ore al giorno. Se invece un solo caregiver deve farsi carico di questi compiti c’è il forte rischio che la persona si trascuri e sviluppi problemi di ansia, depressione, insonnia e stanchezza.

Conoscere i diritti del malato

La legge italiana tutela il malato di cancro con una serie di misure che hanno lo scopo di garantire la migliore assistenza medica possibile e, una volta sconfitta la patologia, il ritorno ad una vita normale. Ecco i principali diritti che pazienti e caregiver deve conoscere:

  • assistenza continuativa a domicilio: possono richiederla le persone di qualunque età, non deambulanti, affette da malattia temporaneamente o permanentemente invalidante e impossibilitate ad accedere ai servizi o alle strutture ambulatoriali. Per questa tipologia di servizio vengono valutati i requisiti medici ed economici
  • esenzione dal pagamento del ticket sanitario: per farmaci, visite specialistiche ed esami diagnostici, riabilitazione e prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Il malato a cui sia stata riconosciuta un’invalidità totale ha diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci e visite per qualsiasi patologia
  • un lavoratore deve essere assegnato a mansioni adeguate al suo stato di salute: se lo desidera, può anche chiedere al datore di lavoro di svolgere la propria attività da casa
  • pensione di inabilità e assegno di invalidità civile: lo Stato aiuta i pazienti, che sono in determinate condizioni economiche e di gravità della malattia, attraverso il riconoscimento dell’invalidità civile a prescindere da qualunque requisito assicurativo o contributivo. Queste forme di assistenza sono gestite ed erogate dall’INPS e variano in base al livello di handicap

 

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