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A Cagliari il 1° Festival della prevenzione e innovazione in oncologia. Un motorhome in Corso Vittorio Emanuele II: i clinici incontrano i cittadini

Dal 29 al 31 marzo la città ospita l’ottava tappa del tour dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica. I camici bianchi saranno per 3 giorni nel pullman per fornire consigli sugli stili di vita sani contro il cancro. In Sardegna il 9,8% degli adulti è obeso e il 27% fuma. In programma anche lezioni in Università e alle Superiori. Nella Regione nel 2016 stimate 9.600 nuove diagnosi

Cagliari, 28 marzo 2017 - La lotta ai tumori scende in piazza a Cagliari. L’ottava tappa del “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia” si svolge proprio nel capoluogo sardo. Un motorhome, cioè un pullman, sarà allestito per tre giorni, dal 29 al 31 marzo,  in Corso Vittorio Emanuele II (dalle 10 alle 18), dove gli oncologi dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) forniranno informazioni sulla prevenzione, sull’innovazione terapeutica e sui progressi nella ricerca in campo oncologico. Non solo. Mercoledì 29 marzo è previsto un incontro al Policlinico Universitario (dalle 9 alle 10.30)  con gli studenti del corso di laurea in Medicina con la partecipazione del Rettore e con gli studenti dell’Istituto Pertini (Via Vesaglio, dalle 11.30 alle 13) con un l’intervento di un rappresentante del Cagliari Calcio (Daniele Conti) e del dott. Marco Scorcu (medico sociale del Cagliari Calcio). L’obiettivo è portare ai cittadini un messaggio fondamentale: il cancro non va più considerato un male incurabile e contro questa malattia si deve giocare d’anticipo. “Lanciamo, sul modello dei festival della letteratura, il primo ‘Festival della prevenzione e innovazione in oncologia’ per spiegare agli italiani il nuovo corso dell’oncologia, che spazia dai corretti stili di vita, agli screening, alle armi innovative come l’immuno-oncologia e le terapie a bersaglio molecolare, fino alla riabilitazione, al reinserimento nel mondo del lavoro e al ritorno alla vita – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Grazie alla diagnosi precoce e alle nuove armi il 60% dei pazienti sconfigge la malattia, percentuale che raggiunge il 70% nelle neoplasie più frequenti”. La manifestazione itinerante, resa possibile grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb, tocca 16 città con eventi che dureranno tre giorni. In Italia nel 2016 sono stati stimati 365.800 nuovi casi di tumore (189.600 negli uomini e 176.200 nelle donne), in Sardegna 9.600 (5.100 uomini e 4.500 donne). Le cinque neoplasie più frequenti nell’isola sono quelle del colon retto (1.400 nuove diagnosi nel 2016), seno (1.300), polmone (1000), prostata (900) e stomaco (300). “Resta ancora molto da fare sul piano della prevenzione - continua il dott. Daniele Farci, oncologo all’Ospedale Businco di Cagliari e membro del Consiglio Direttivo nazionale AIOM -, se pensiamo che l’Italia destina solo il 4,2% della spesa sanitaria totale a queste attività, collocandosi negli ultimi posti per investimenti in prevenzione fra i 34 Paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD)”. Molti studi hanno dimostrato che il 40% dei tumori può essere evitato con uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta), ma pochi italiani seguono queste regole. Anche in Sardegna emergono dati preoccupanti, in linea con la media nazionale (Report del sistema di sorveglianza PASSI 2012-2015) soprattutto per quanto riguarda l’eccesso ponderale e il fumo: il sovrappeso interessa il 27,2% dei cittadini della Regione (31,6% Italia), il 9,8% è obeso (10,4% Italia) e il 27% è tabagista (26,9% Italia). Migliori le percentuali relative all’attività fisica: “solo” il 25,2% dei sardi è completamente sedentario (32% Italia).

Si stima che oggi in Sardegna 70.349 persone vivano dopo la diagnosi di tumore, una cifra in costante crescita. Oltre alle nuove terapie, anche gli screening svolgono un ruolo fondamentale nel miglioramento dei tassi di guarigione. Nel biennio 2011-2012 solo il 46,4% delle donne residenti nell’isola ha eseguito una mammografia rispetto a una media nazionale pari al 60,9%. Migliore invece la risposta agli altri due test raccomandati, anche in rapporto al dato nazionale. Circa il 45% ha aderito all’invito a sottoporsi al Pap-Test (40,8% Italia) per la diagnosi tempestiva del tumore del collo dell’utero. E il 50,3% dei sardi ha eseguito il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare il cancro del colon-retto (47,1% Italia).

Nelle tre giornate del “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia” saranno presenti presso il motorhome rappresentanti della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e delle associazioni Abbracciamo un sogno e aBRCAdaBRA. Ospite della manifestazione anche una rappresentanza della squadra del Cagliari Calcio. Durante gli eventi saranno distribuiti ai cittadini opuscoli sulle principali regole della prevenzione oncologica e sulle nuove armi in grado di sconfiggere la malattia o di migliorare la sopravvivenza in modo significativo.

 

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