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'L'intervento è tra un anno'. Obesi in coda se non perdono peso

In Gran Bretagna

da la Repubblica Salute del 5-12-2017

Lo avevano detto e lo stanno facendo. Gli obesi (ma insieme a loro ci sono e ci saranno anche i fumatori) scivoleranno in fondo alle liste di attesa per gli interventi chirurgici programmabili. Dodici mesi di penalità, se non saranno in grado di dimagrire di almeno il 10% del loro peso. Parliamo di Gran Bretagna, che ha i numeri più alti di obesi con indice di massa corporea (Bmi) sopra 30 di tutta l'Europa occidentale: il 26,9% di tutta la popolazione. Numeri in effetti molto alti e allarmanti.

Qualche anno fa aveva provocato grande polemica la notizia di escludere i fumatori dalle liste d'attesa dei trapianti. Come si fa in altri paesi, del resto, anche per gli alcolisti. La domanda è scontata: è etico? E, soprattutto, davvero la restrizione all'accesso delle cure può spingere le persone ad avere più a cuore la propria salute, come sostengono i fautori della cosa? Certo, è vero che i pazienti con peso maggiore avrebbero peggiori risultati per alcuni interventi, a cominciare dalle protesi agli arti, che costano molto. E, considerati i bilanci sempre più risicati, il sistema sanitario vorrebbe evitare di "sprecare" interventi. Ma si può penalizzarli in questo modo solo perché troppo grassi?

L'Aso, l'Associazione britannica che si occupa dello studio dell'obesità, grida ovviamente alla discriminazione. Ma la decisione del comitato congiunto delle Valli dell'Hertfordshire (contea non lontano da Londra) è presa. Il peso sarà discriminante nell'accesso alle cure non urgenti. «Sfortunatamente la composizione corporea, misurata con il Bmi, viene comunemente utilizzata senza considerare complessivamente un individuo - spiega l'Aso - e questa decisione non fa che aumentare lo stigma nei confronti di questi pazienti. La cui malattia è causata da una complessa interazione di fattori tra cui genetica, famiglia, circostanze sociali e ambientali».

di Anna Rita Cillis

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