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Debito delle Regioni oltre 66 miliardi

Corte dei Conti. Esercizio finanziario 2015

Da Il Sole24 ORE del 13-7-2017

Cresce ancora l'indebitamento a lungo termine del pianeta-Regioni, che nel 2015 ha raggiunto quota 66,13 miliardi, quasi il 5% in più dell'anno prima. Un macigno che per 55,4 miliardi è a carico delle regioni a statuto ordinario e per 10,7 pesa su quelle a statuto speciale. Col risultato "a valle" di un indebitamento medio pro-capite per ciascun italiano pari a 1.086 euro. Ben 313 euro in più (+3o%) rispetto a soli tre anni prima, il 2012. Un indebitamento che ha effetti pesanti anche per i fornitori, verso i quali il debito a breve è lievitato del 47% dal 2013 al 2015, nell'ambito di un insolvenza che a fine 2015 valeva 28,3 miliardi. Tutto questo, escludendo i debiti del settore sanitario che sempre nel 2015 avevano raggiunto complessivamente (inclusi quelli interni al sistema pubblico) i 56,6 miliardi, con crediti da parte dei fornitori pari a poco più di 20 miliardi.

La Corte dei conti si sofferma diffusamente sulla Caporetto dell'indebitamento regionale, una vera palla al piede per gli enti territoriali, nel rapporto sull'esercizio finanziario delle Regioni nel 2015, appena consegnato al Parlamento dalla sezione delle autonomie della magistratura contabile. Due corposi volumi per oltre 500 pagine, ricche di analisi e tabelle, che dipingono un quadro finanziario del sistema regionale con sfaccettature non tutte di segno negativo. Anche se alcune voci confermano la pressione sui contribuenti e le criticità del sistema nel suo complesso.

È il caso del calice amaro delle entrate regionali che tra il 2012 e il 2015 sono lievitate del 21,4% nelle speciali e invece solo dell'1,8% nelle regioni ordinarie. Con accertamenti per le entrate tributarie a 135 miliardi e un aumento del 3,5% in quelle ordinarie rispetto al 2014 e del 10,6% in quelle speciali. Una buona notizia di gestione riguarda la massa dei residui, scesa del 24% fino a toccare al ribasso i 24,3 miliardi, ma solo nelle 13 Regioni che hanno partecipato al riaccertamento straordinario di questa voce contabile. Tutto questo, ricorda la Corte dei conti in un quadro che ha consentito agli enti territoriali, grazie alle «molteplici forme agevolative» ricevute, di rispettare gli obiettivi del Patto di stabilità nel 2015 e nel 2016.

Ma le «criticità» non mancano. Con un saldo totale degli equilibri di bilancio in perdita di 15,9 miliardi in 4 anni, sebbene il 2015 abbia fatto segnare +1,47 miliardi. E ancora con una spesa in crescita del 2,9% dal 2012, che però segna il crollo degli investimenti per effetto di uscite in conto capitale in diminuzione del 12,2% nelle Regioni ordinarie, e in particolare nel Centro-Nord, mentre soprattutto al Sud (+58%) e nelle Regioni a statuto speciale (+12%) ha fatto segnare un notevole balzo in avanti.

Voce a sé, nel rapporto della Corte dei conti, fa la spesa sanitaria, il vero nervo scoperto locale. In questo caso viene apprezzato lo sforzo di questi anni e la riduzione dei disavanzi. Ma anche per la sanità il macigno del debito è pesantissimo: l'indebitamento complessivo degli enti del Ssn valeva nel 2015 oltre 56 miliardi (51,4 nelle regioni ordinarie), incluso quello verso la Regione stessa, le asl locali e quelle di altre Regioni. E i fornitori del Ssn possono attendere: benché crollato rispetto ai 34 miliardi del 2011, i crediti insoluti erano ancora nel 2015 pari a 20,05 miliardi. Appena 200 milioni meno dell'anno prima.

Di Roberto Turno

 

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