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Decreto vaccini: rassegna stampa

 

Meno vaccini, meno sanzioni

Multe dimezzate a 3.500 per i genitori "disobbedienti". Farmacie in campo

Da Il Sole24 ORE sanità dell'11-7-2017

Il Ddl 2856 di conversione del decreto 73 "Disposizioni ingenti in materia di prevenzione vaccinale" conclude in settimana il primo giro di boa. L'aula del Senato si trova a votare un articolato riveduto e corretto, anche se sostanzialmente a impianto invariato. In una serie di sedute notturne la commissione Igiene e Sanità ha puntato a ottenere un testo «equilibrato», come l'hanno definito tanto la presidente della XII Emilia De Biasi quanto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

Prima tappa, è stata l'approvazione dell'emendamento 1.1000 (testo 2) della relatrice Patrizia Manassero (Pd), che riduce da 12 a 10 le profilassi imposte ai genitori di bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni. L'obbligo resta quindi per anti poliomielitica; anti difterica; anti tetanica; anti epatite B; anti pertosse; anti Haemophilus influenzae tipo b; anti morbillo; anti rosolia; anti-parotite: anti varicella. Per la stessa fascia d'età il nuovo articolo 1 prevede che altre quattro vaccinazioni - anti meningococco B e C, anti pneumococco e anti rotavirus - siano ad offerta «attiva e gratuita», in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale relativo a ciascuna coorte di nascita.

Spetterà al ministero Salute, sentito l'Iss, dare indicazioni operative su quest'ultima previsione, entro dieci giorni dalla conversione in legge del decreto e sulla base, anche, della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali ottenute, realizzata dalla Commissione nazionale per il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza. L'intesa, raggiunta sul filo di lana grazie a un'asse Pd-Forza Italia che ha portato a 11 voti favorevoli e a dieci contrari, non si limita al minor numero di vaccini obbligatori (nel testo del decreto legge la coercizione riguardava 12 profilassi e l’Iss aveva auspicato che ne fosse introdotta una tredicesima, cioè l'antipneumococco).

L'altra doppia novità importante è il quasi dimezzamento delle multe massime per i genitori che, pur contattati e sensibilizzati dalla Asl, continuino a rifiutare di vaccinare i propri figli: da 7.500 euro la sanzione amministrativa scende a un massimo di 3.500 euro. Il minimo è fissato a 500 euro e l'entità della sanzione varierà in base al numero di vaccinazioni su cui si registrerà il "no" della famiglia. Non solo: dal testo scompare la possibile segnalazione della Azienda sanitaria locale al Tribunale dei minori in caso di reiterato diniego dei genitori.

Stretta in arrivo, infine, sui prezzi: un emendamento al comma 6 dell'articolo 1 prevede che i vaccini indicati nel Calendario vaccinale nazionale siano sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell'Aifa.

La Igiene e Sanità ha votato poi l'emendamento che consente la somministrazione dei vaccini da parte dei medici, con la collaborazione degli infermieri, anche in farmacia. Sarà un Dm della Salute a stabilire le modalità, in attuazione del capitolo del Patto salute sulla farmacia dei servizi. «La possibilità di somministrare i vaccini in farmacia è un'ottima novità e ne potranno beneficiare in particolare le persone che si trovano in aree isolate o disagiate», ha commentato Lorenzin. Ma dalla Fnom è scattato subito l'altolà: lo svolgimento di attività mediche presso le farmacie è vietato, affermano dalla Federazione.

Al momento in cui si va in stampa resta incerta la sorte dell'emendamento che introduce l'obbligo di vaccinazione per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici, rinviato alla commissione Bilancio. Ed è attesa anche l'istituzione dell'anagrafe nazionale vaccinale. Che - ha commentato la relatrice Manassero - «consentirà a tutti gli italiani, dalla prima infanzia, di avere una propria storia vaccinale ma soprattutto consentirà di verificare lo stato delle vaccinazione nel nostro Paese».

Pollice verso sul provvedimento dalla senatrice Nerina Dirindin, presentatrice di un proprio Ddl che eliminerebbe l'obbligo vaccinale tout court. «Migliorano solo gli elementi di contorno - ha commentato -mentre l'impianto che prevede l'obbligatorietà è lo stesso e per noi resta sbagliato».

Di Barbara Gobbi


Regioni divise alla meta

Da Il Sole24 ORE Sanità dell’11-7-2017

Dalle Regioni - fatto salvo il no del Veneto che ha rilanciato sul ricorso alla Corte costituzionale, e della Valle d'Aosta - è arrivato il via libera al decreto legge 73, in via di conversione, che istituisce l'obbligo vaccinale per l'iscrizione a scuola da zero a 12 anni d'età. Il presidente Stefano Bonaccini si è affrettato a spiegare che «la stragrande maggioranza delle Regioni è a favore, comprese Lombardia e Liguria». Ma il parere consegnato al Governo in sede di Conferenza Unificata giovedì scorso, quando ancora alla Igiene e Sanità ferveva il voto sugli emendamenti, conteneva sette richieste precise. Queste: a) realizzare in tempi brevi l'Anagrafe vaccinale informatizzata nazionale, quale strumento fondamentale per il governo e monitoraggio dei programmi vaccinali; b) prevedere un maggiore e più attento utilizzo del sistema di Farmacovigilanza rispetto alle attività vaccinali; c) uniformare entità e modalità di applicazione delle sanzioni, valutandone la riduzione; d) prevedere l'obbligo di vaccinazione anche per gli operatori sanitari coinvolti nei processi assistenziali ai minori; e) prevedere strumenti contrattuali e giuridici che consentano di agire in modo efficace e concreto nei confronti dei sanitari che, opponendosi alle vaccinazioni, ostacolino le campagne vaccinali previste dalla normativa; f) prevedere una nota congiunta di ministero dell'Istruzione e ministero Salute, concordata nei contenuti con le Regioni, che riporti specifici indirizzi volti a facilitare l'attuazione delle norme e a semplificare le procedure per gli aventi diritto e per le istituzioni coinvolte; g) verificare con il Garante della Privacy la percorribilità della trasmissione dei dati e delle informazioni previste dalle procedure attuative.


Il decreto vaccini oggi in Aula. Le proteste non si fermano

Le manifestazioni contro il testo

Da CORRIERE DELLA SERA dell’11-7-2017

Due punture contro dieci malattie infettive. Oggi il decreto sulle vaccinazioni obbligatorie superato nella notte l'esame della commissione Sanità del Senato — arriverà al voto dell'Aula. Le profilassi diventano necessarie per entrare a nido e asilo da 0 a 6 anni mentre da 6 a 12 (elementari, medie biennio delle superiori) l'alunno viene comunque ammesso, però i genitori vanno incontro a una sanzione (fino a 3.500 euro, anziché 7.500) e non rischiano la sospensione della patria potestà come nel testo originario. Le profilassi obbligatorie e gratuite, a seconda dell'età, sono 10 suddivise in una esavalente con 6 componenti (antipolio, tetano, pertosse, epatite B, aemophilus influenzae) e una quadrivalente (antimorbillo, parotite, rosolia e varicella): dunque due sole punture. Altre 4 sono raccomandate e gratuite in base all'anno di nascita: antimeningite B e C, rotavirus e pneumococco (responsabile di meningite nei bambini). In corsa un emendamento sull'obbligo da estendere a operatori sanitari, socio-sanitari e docenti. Il decreto va avanti e gli «anti vax» non demordono nel contrastarlo. Domenica a Pesaro sono scese in piazza migliaia di persone per chiedere la libertà di decidere sulla salute dei propri figli. Sono arrivati da tutta Italia gli stessi gruppi che hanno sfilato nelle settimane scorse a Roma e in altre città. Sul palco stavolta c'era anche il cantante Povia con «Quando i bambini fanno oh», interpretata con un testo rivisitato per l'occasione, e «Chi comanda al mondo»: «La canzone mi è costata 34 querele», ha detto l'artista. Nel corteo molte famiglie in marcia con figli e passeggini, tutti in maglietta arancione e animati dalla volontà di opporsi, obiettare e mandare i bambini a scuola senza certificati. Il provvedimento della ministra della Salute Beatrice Lorenzin dopo il Senato andrà alla Camera. Tra le novità, medici presenti in farmacia per vaccinare.

Di Margherita De Bac


Decreto vaccini. Via libera da Commissione Sanità al provvedimento. Approvati emendamenti su istituzione anagrafe vaccinale nazionale e obbligo per operatori sanitari e scolastici. Nel pomeriggio il testo in Aula

Sull'emendamento che estende l'obbligo vaccinale anche agli operatori sanitari e scolastici si attende ancora il parere della Commissione Bilancio che dovrebbe arrivare entro il primo pomeriggio. Queste le principali novità della sedura di ieri notte in XII Commissione al Senato. L'esame dell'Aula è fissato per le 16:30. Ieri Palazzo Chigi ha autorizzato la fiducia sul provvedimento ma, al momento, Lorenzin e Finocchiaro la escludono

Da Quotidianosanità.it dell’11-7-2017

Via libera dalla Commissione Sanità del Senato al decreto vaccini. Approvati gli emendamenti sull'istituzione dell'anagrafe vaccinale nazionale che registrerà la situazione vaccinale degli italiani e sull'estensione dell'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e scolastici. Su quest'ultimo emendamento, però, si è ancora in attesa del parere della Commissione Bilancio che dovrebbe arrivare entro il primo pomeriggio. Queste le principali novità della sedura di ieri notte in XII Commissione. L'avvio dell'esame in Aula è fissato per oggi alle 16:30.  

Intanto, ieri sera il Consiglio dei Ministri ha autorizzato la fiducia su tre decreti all'esame del Parlamento: il dl Mezzogiorno, il dl Banche venete e il dl Vaccini. Le ministre della Salute e dei Rapporti con il Parlamento, rispettivamente, Beatrice Lorenzin e Anna Finocchiaro, al momento escludono però il ricorso alla questione di fiducia sul provvedimento che punta ad introdurre l'obbligo per 10 vaccinazioni per i minori appartenenti alla fascia d'età 0-16 anni. Anche perché, nelle ultime l'approvazione degli emendamenti in Commissione si è avuta grazie all'asse tra PD e Forza Italia.

Queste, al momento, le misure contenute nel decreto.  

All'articolo 1 si prevede l'introduzione di 10 vaccini obbligatori e gratuiti per i minori di età compresa tra zero e sedici anni:
- anti-poliomielitica;
- anti-difterica;
- anti-tetanica;
- anti-epatite B;
- anti-pertosse;
- anti-Haemophilus influenzae tipo b;
- anti-morbillo;
- anti-rosolia;
- anti-parotite;
- anti-varicella.   

Sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, il Ministero della Salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, e successivamente, sentiti il Consiglio superiore di sanità, l'Aifa, l'Istituto Superiore di Sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e Regioni e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, potrà disporre la cessazione dell'obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni per morbillo, rosolia, parotite e varicella.

A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 "consigliate": anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Il loro inserimento, seppur come "consigliate", ha l'intento di rafforzare con norma di legge la raccomandazione già contenuta nel Nuovo Piano nazionale vaccini. Anche se in questo caso non sono previste sanzioni, le Asl saranno in ogni caso obbligate a fare promozione attiva per queste 4 vaccinazioni.  

Entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto, e successivamente ogni sei mesi, il ministero della Salute, sentito l'istituto superiore di sanità, "fornisce indicazioni operative per l'attuazione" della misura in base alla quale le Regioni "assicurano l'offerta attiva e gratuita" dei vaccini "consigliati" anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Le indicazioni del ministero dovranno anche tener conto della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, effettuta dalla commissione per il monitoraggio dell'attuazione del decreto vaccini.   

Le vaccinazioni potranno essere omesse o differite: in caso di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante o dagli esiti dell'analisi sierologica; o ancora in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.  

In tema di vaccinovigilanza, l'Aifa, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, provvede, avvalendosi della Commissione tecnico-scientifica integrata da esperti, indipendenti e privi di conflitti di interesse, e in collaborazione con l'Istituto superiore di Sanità, a predisporre e trasmettere al Ministero della salute la relazione annuale sui risultati del sistema di farmacovigilanza e sui dati degli eventi avversi per i quali è stata confermata un'associazione con la vaccinazione. Il Ministro della salute trasmetterà poi la relazione al Parlamento.  

Veniamo così alle sanzioni per le mancate vaccinazioni. Ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori è comminata una sanzione amministrativa pecuniaria che potrà andare da un minimo di 500 ad un massimo di 3.500 euro per il mancato rispetto dell'obbligo. Non incorreranno in sanzioni quei genitori che, a seguito di contestazione da parte dell'Asl territorialmente competente, provvedano, nel termine indicato nell'atto di contestazione, a far somministrare al minore il vaccino ovvero la prima dose del ciclo vaccinale, a condizione che il completamento del ciclo previsto per ciascuna vaccinazione obbligatoria avvenga nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla schedula vaccinale in relazione all'età. Sparisce ogni riferimento alla possibile perdita della patria potestà.  

Infine, vi è una stretta sui prezzi dei vaccini. I vaccini indicati dal Calendario vaccinale nazionale dovranno essere sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa).  

L'articolo 1-bis estende le somministrazioni vaccinali anche alle farmacie. Qui si spiega che i medici, anche avvalendosi della collaborazione di infermieri o assistenti sanitari, con modalità stabilite con un decreto del Ministero della Salute, potranno somministrare i vaccini presso le farmacie, in spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario. La farmacia, previo rilascio della certificazione gratuita relativa all'avvenuta vaccinazione, procede all'invio della stessa al competente servizio dell'Asl allo scopo di assicurare l'aggiornamento del libretto delle vaccinazioni.  

Arriviamo così all'articolo 2 riguardante le iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni. A decorrere dal 1°luglio 2017, il Ministero della salute promuoverà iniziative di comunicazione e informazione istituzionale per illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni contenute decreto, nonchè per diffondere nella popolazione e tra gli esercenti le professioni sanitarie la cultura delle vaccinazioni, avvalendosi anche della collaborazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti delle farmacie del territorio, sentite le rispettive rappresentanze ordinistiche e sindacali.  

I dirigenti scolastici, come spiegato all'articolo 3, sono tenuti, all'atto dell'iscrizione del minore, a richiedere ai genitori la presentazione della documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni, l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse, o ancora la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all'Asl territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all'età, entro la fine dell'anno scolastico. La documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni può essere sostituita con un'autocertificazione. In questo caso, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno. La mancata presentazione della documentazione nei termini previsti, viene segnalata, entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici all'Asl che provvede agli adempimenti di competenza.  

Per i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia, incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione costituisce requisito di accesso. Per gli altri gradi di istruzione, e per i centri di formazione professionale regionale la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola o agli esami.  

All'articolo 4 si dispone che i minori esonerati dalle vaccinazioni vengano inseriti in classi nelle quali sono presenti solo minori vaccinati o immunizzati. I dirigenti scolastici dovranno comunicare all'azienda sanitaria locale, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.  

Infine, l'articolo 5 disciplina le disposizioni transitorie in base alle quali, per l'anno scolastico e per il calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2017/2018, la documentazione vaccinale deve essere presentata entro il 10 settembre 2017. Quest'ultima potrà  essere sostituita da un'autocertificazione. In tale caso, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018.

Di Giovanni Rodriquez

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