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Development and Validation of a Risk Prediction Model for Acute Kidney Injury After the First Course of Cisplatin

Gli autori dell'articolo pubblicato sul Journal of Clinical Oncology propongono uno score per il calcolo del rischio di danno renale acuto associato alla somministrazione del primo ciclo di cisplatino, basandosi sui dati di una numerosa casistica: oltre 4.400 pazienti trattati presso due centri oncologici statunitensi in un periodo di circa 6 anni. La numerosità della casistica ha consentito agli autori di dividere i pazienti in una coorte di sviluppo e una coorte di validazione, entrambe di oltre 2.000 pazienti. Gli autori hanno definito il danno renale acuto non come il superamento di un valore soglia fisso, ma come un incremento pari ad almeno 0,3 mg/dl nel valore della creatinina sierica, rispetto al valore basale, nelle 2 settimane successive alla prima somministrazione di cisplatino. Tale definizione di danno renale acuto è occorsa nel 13,6% dei pazienti nella coorte di sviluppo dello score e nell'11,6% dei pazienti inclusi nella coorte di validazione. Interessante notare che l'analisi dei fattori predittivi del rischio di sviluppare danno renale acuto non ha evidenziato un ruolo predittivo significativo della clearance stimata al basale (eGFR), mentre ha identificato come fattori predittivi significativi l'età (con rischio progressivamente crescente, leggermente maggiore oltre i 60 anni e decisamente maggiore oltre i 70), la dose assoluta di cisplatino (con un rischio leggermente maggiore oltre i 100 mg totali e decisamente maggiore oltre i 150 mg totali), la presenza di ipertensione arteriosa e l'ipoalbuminemia. Sulla base di questi parametri, gli autori propongono uno score di rischio, che consente di identificare pazienti nei quali la chance di danno renale acuto è molto bassa (3% di probabilità in caso di score pari a 0) e - all'altro estremo - un gruppo di pazienti nei quali invece la probabilità di sviluppare danno renale acuto è elevata (51% di probabilità in caso di score pari a 8,5). Lo score si riferisce, come detto, all'incremento assoluto di 0,3 mg/dl rispetto al valore basale, riscontro che di per sé non descrive né la severità assoluta del danno né la sua durata, ma rappresenta comunque uno strumento utile nel mettere insieme parametri peraltro già descritti dalla letteratura come potenziali fattori di rischio.


Motwani SS, McMahon GM, Humphreys BD, Partridge AH, Waikar SS, Curhan GC

Journal of Clinical Oncology, 2018 Jan 10

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