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È on line la versione italiana dei PRO-CTCAE: un grande servizio ai malati e all'oncologia medica del nostro Paese

È disponibile sul sito web del National Cancer Institute la versione italiana dei PRO-CTCAE (Patient Reported Outcomes - Common Terminology Criteria for Adverse Event). 

Si tratta di un questionario utilizzato nelle ricerche cliniche negli USA e in altri Paesi: consente di mettere il paziente “al centro” perché il malato, mediante la compilazione del PRO-CTCAE, segnala in autonomia e in maniera dettagliata gli effetti collaterali delle terapie anti-tumorali.

Il Progetto è stato reso possibile grazie a un’alleanza tra pazienti e ricercatori che ha portato alla costituzione, nel 2014, dell’Italian PRO-CTCAE Study Group formato da:  Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli “ Fondazione Pascale”, Federazione delle Associazioni di Volontariato Oncologico (FAVO), Fondazione Smith Kline,  Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), e ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, dell’Università Statale di Milano, dell’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, dell’Ospedale di Cremona per il Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (GOIRC).

La versione italiana dei PRO-CTCAE si aggiunge a quelle in lingua inglese, giapponese, spagnola, tedesca, danese e coreana. Il Progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di oltre 200 pazienti in 15 centri oncologici italiani, che hanno partecipato alle fasi di verifica della comprensione e validazione di questo strumento, che ha richiesto la realizzazione di oltre 100 interviste dei pazienti.

“Abbiamo reso un servizio all’oncologia medica italiana, dal momento che i PRO-CTCAE sono e saranno sempre più spesso usati negli studi clinici nazionali ed internazionali sui nuovi farmaci e la mancanza di una traduzione validata avrebbe di fatto escluso i centri italiani dal contesto della ricerca più avanzata nei prossimi anni”, spiega Francesco Perrone dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. “Inoltre – aggiunge Perrone – speriamo di superare la tendenza alla sottostima da parte dei medici delle tossicità con maggiore componente soggettiva. Non per negligenza, ma per le dinamiche tipicamente insite nella relazione tra paziente e medico, che solo uno strumento apposito può superare”.

Nei prossimi mesi, grazie alla collaborazione tra l’Italian PRO-CTCAE Study Group e la Federazione Italiana dei Gruppi Oncologici Cooperativi (FICOG), vedrà la luce un ampio studio che consentirà di validare ulteriormente lo strumento italiano nelle diverse forme di tumore e con le diverse classi di farmaci antitumorali.

 

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