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Ema, corsa a tre con Amsterdam e Copenaghen

Il 30 settembre la classifica. Missione Bruxelles

Da CORRIERE DELLA SERA dell'8-9-2017

Tutti gli occhi puntati al 30 settembre. In quella data la Commissione Ue stilerà una sorta di classifica delle città che si sono candidate a ospitare l'Agenzia del Farmaco. Qualcuno parla addirittura di una short list che scremerebbe la lunga fila dei contendenti (sono 19 le città che hanno presentato il dossier) in attesa della decisione finale. Difficile, molto più probabile che si tratti di una graduatoria, una classifica o comunque una valutazione del rispetto dei criteri stilati dalla Ue per ospitare Ema. In ogni caso, Milano è in ottima posizione insieme a Amsterdam e Copenaghen. Anzi, Milano rispetto ad Amsterdam ha dalla sua la scelta dell'edificio in grado di ospitare e rendere operativa da subito l'Agenzia, il Pirellone, mentre la capitale dei Paesi Bassi non ha ancora realizzato il building. Stesso discorso per Copenaghen che ospiterebbe l'Ema ma in edifici separati.

Un appuntamento importante anche se non decisivo perché l'ultima parola ci sarà a novembre con il voto dei 27 Paesi della Ue e il timore, più volte paventato dai nostri rappresentanti, è che prevalgano scelte geo-politiche di convenienza piuttosto che criteri di merito. Per questo la cabina di regia che sta portando avanti la candidatura (Governo, Comune, Regione, il mondo delle imprese coordinato da Diana Bracco) punta molte delle sue carte sul 30 settembre e sul rispetto delle regole. «Mi auspico che questa decisione — aveva detto a luglio il premier, Paolo Gentiloni — avvenga sulla base della qualità tecnica delle proposte avanzate e non sulla base di una logica di compensazione interna a questo o quel gruppo di paesi europei». Parole non molto dissimili da quelle pronunciate un mese prima dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: «Non siamo al mercato, la valutazione su dove mettere l'agenzia europea del farmaco va fatta sulla base dei criteri elaborati a livello europeo. Non può essere scelta in base a un baratto».

Tanto che l'Italia sta pensando di organizzare un grande evento a Bruxelles proprio a ridosso della data fatidica, probabilmente il 25 settembre, con tutti gli attori principali del dossier dove verranno sottolineati tutti i punti di forza della candidatura milanese. A partire dal trasferimento «agevolato» al Pirellone, già pronto all'uso. Il personale dell'Ema sarà assistito nella fase di transizione da un centro di supporto dedicato. Oltre 250 collegamenti aerei a settimana con Londra agevoleranno la fase transitoria per il personale pendolare. Per continuare con la capacità di collegamento: tre aeroporti con quasi 1.300 voli settimanali verso 27 capitali europee. Si prosegue con l'ospitalità: 100 mila posti letto e 17.400 ristoranti e bar. Situato nel centro della città, il nuovo quartier generale dell'Ema avrebbe accesso a un'ampia gamma di servizi. Come avrà accesso a una rete di scuole internazionali, diciotto università e accademie d'arte nonché a un'ampia rete di istituti di ricerca pubblici e privati. L'Italia vanta la seconda più grande industria farmaceutica in Europa in termini di volumi di produzione, il 60% dei quali si trovano nell'area metropolitana di Milano. Gioca un ruolo strategico anche la possibilità di sinergie in ambito europeo. Il Centro comune di ricerca (Joint Research Centre), la Direzione generale della scienza e della conoscenza della Commissione europea, si trova a Ispra, a circa 50 chilometri a nord di Milano e l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) si trova a Parma, centoventi chilometri a Sud-Est della città. Uno scenario questo che vedrebbe collocati tre organismi scientifici e di ricerca della Ue a 200 chilometri l'uno dall'altro. Tutte carte da giocare in una partita che se fosse solamente affidata a criteri oggettivi lascerebbe poco spazio alle manovre politiche.

Di Maurizio Giannattasio

 

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