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Inverno 2017. Arriva Michigan

Il virus stagionale è stato isolato negli States. Ha lo stesso ceppo della pandemia del 2009 ma è già pronto il vaccino per combatterlo

Da Repubblica del 9-11-2017

Verrà dal Michigan, oltre che da Hong Kong e da Brisbane, l'influenza 2017-2018.
A/H1N1/Michigan, così si chiama per esteso il virus di tipo A per la prima volta isolato in un laboratorio dello Stato americano che gli dà il nome, è infatti la variante antigenica del virus influenzale che sta circolando di più a livello globale. Ma varianti, ceppi e nomi a parte, cosa possiamo aspettarci dall'influenza 2017? Quali saranno i sintomi con i quali dovremo fare i conti? «Non si può prevedere con certezza la natura della malattia: nessuno può farlo e bisognerebbe guardarsi da chi lo fa», spiega Caterina Rizzo, epidemiologa e coordinatrice della Sorveglianza integrata influenza dell'Istituto Superiore di Sanità. «Possiamo dire che generalmente i virus A-H1N1, com'è il Michigan e come quello della pandemia del 2009, danno complicanze anche nei giovani adulti senza condizioni di rischio particolari. Al contrario degli A-H3N2, che preferiscono colpire gli anziani con patologie concomitanti. La stagione influenzale passata è stata dominata da un virus A/H3N2, il ceppo A/California».

Le sentinelle della rete
Ma se prevedere la natura dell'influenza che verrà non è possibile «quello che invece si può fare e facciamo è una 'intensa attività di sorveglianza», riprende l'epidemiologa. «Già dalla metà di ottobre abbiamo cominciato a raccogliere dati sul modo in cui evolve la stagione influenzale allo scopo di rafforzare le raccomandazioni utili alla prevenzione della malattia e delle complicanze». In Italia la sorveglianza dell'influenza stagionale è affidata a lnfluNet http://www.iss.it/iflu/ una rete di istituzioni e di medici sentinella, di famiglia e pediatri distribuiti sul territorio e coordinata dal ministero della Salute  in collaborazione anche con ISS. «Le sentinelle», spiega Rizzo, «intercettano le sindromi simil-influenzali, che arrivano prima dell'influenza vera e propria, e ne comunicano a livello centrale numeri, sintomi, età dei pazienti, gravità, eccetera… In questo modo riusciamo in anticipo a farci un'idea della malattia, dell'intensità, della fascia che predilige. Attraverso il numero di ricoveri ne valutiamo la severità, e dai tamponi faringei praticati su una quota di casi capiamo quali sono virus che circolano. La sorveglianza ci permette poi di monitorare la copertura e l'efficacia del vaccino».

I tre colpevoli
«L'influenza è provocata da tre ceppi di virus A-H3N2 e A-H1N 1 e un B. In genere è uno solo di questi virus a circolare, al massimo due», riprende l'epidemiologa, «ma è uno a prevalere. Lo scorso anno l'influenza ha provocato 68 decessi e 162 casi gravi. Questi dati si riferiscono ai soli casi di influenza accertati in laboratorio. Misurando le morti provocate da altre patologie che non si sarebbero verificate se le vittime non si fossero ammalate di influenza siamo a 8000. Ma l'arma per difendersi c'è: il vaccino».

Come proteggersi
Attualmente in Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali trivalenti che contengono due virus di tipo A (HIN1 e H3N2 ) e un virus di tipo B, poi un quadrivalente che contiene i due virus A e due virus di tipo B. L'efficacia dipende soprattutto dal match, cioè da quanto corrispondono i virus circolanti e quelli contenuti nel preparato. La cui composizione è stabilita ogni anno dall'Oms sulla base delle informazioni sui ceppi virali circolanti e sull'andamento delle malattie simil-influenzali raccolti dal Global Influenza Surveillance Network. Nel vaccino di quest'anno la novità rispetto all'anno scorso è l'A/H1N1/Michigan. Le altre due varianti, e cioè la A/Hong Kong (un A/H3N2) e il B/Brisbane (un virus di tipo B), erano già nel vaccino 2016/2017.
«Per ottenere il massimo della protezione l'ideale è vaccinarsi entro la fine di novembre», conclude Rizzo, «ma anche farlo dopo dà benefici».

di Tina Simoniello

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