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La nostra aspettativa di vita sta rallentando

L'allarme degli scienziati britannici: qualcosa nell'evoluzione dell'uomo sta mutando: viviamo sempre più a lungo, ma questo andamento da qualche anno non prosegue più con come previsto o sperato

Da la Repubblica.it del 18-7-2017

LONDRA – La vita ha smesso di allungarsi. Per certi aspetti è inevitabile, ma gli scienziati lo annunciano con allarme, esprimendo preoccupazione e auspicando una urgente indagine sulle cause. Di certo c'è che, negli ultimi cinque o sei anni, è accaduto qualcosa. L'aspettativa di vita media di uomini e donne era cresciuta progressivamente per un secolo, ma di colpo il tasso di crescita sembra essersi interrotto.

L'aspettativa di vita. Tra il 2002 e il 2010, per esempio, l'aspettativa di vita al momento della nascita è aumentata di un anno ogni cinque anni per le donne e di un anno ogni tre anni e mezzo per gli uomini, continuando una tendenza in atto da lungo tempo. Ma tra il 2010 e il 2015 l'aumento è rallentato a un anno ogni dieci anni per le donne e a un anno ogni sei anni per gli uomini (che hanno dunque risentito meno del fenomeno). Commenta sir Michael Marmot, il docente di epidemiologia autore dello studio, citato dal Times di Londra: "È vicino all'equivalente di un brusco arresto".

Le possibili cause. "Gli esperti ipotizzano – scrive il quotidiano londinese – che il rallentamento dell'aumento dell'aspettativa di vita sia collegato a una maggiore diffusione di malattie come l'Alzheimer e altri disturbi di demenza senile tra la classe media, che in precedenza era fra le categorie che hanno più beneficiato dell'incremento della durata della vita. Demenza e Alzheimer sono la principale causa di morte in Inghilterra fra le donne al di sopra degli 80 anni e gli uomini al di sopra degli 85".

Altri fattori implicati. Ma gli esperti ritengono che potrebbero essere molteplici le cause, perlomeno in Gran Bretagna. Pur rifiutandosi di indicare le ragioni specifiche, sir Marmot coglie l'occasione della pubblicazione del suo nuovo studio, un aggiornamento dei 'Marmot Indicators', con una serie di misure sul rapporto tra ineguaglianza nella salute e aspettativa di vita, per lamentarsi dei 'miserabili' tagli al National Health Service, il servizio sanitario nazionale britannico. "La spesa pubblica in questo campo è cresciuta soltanto dell'1,1% l'anno dal 2010 in poi, durante i budget dettati dall'austerità, rispetto al 3,8% annuo precedente", nota il Times. E la spesa per l'assistenza sanitaria agli anziani è addirittura calata del 6,4 per cento negli ultimi sei anni. Uno stato che spende meno per la salute pubblica, è l'implicita accusa dello scienziato, valida per ogni paese, contribuisce ad accorciarci la vita: o almeno a fare sì che smetta di allungarsi.

di Enrico Franceschini

 

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