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Mobilità sanitaria interregionale. Nel 2015 una spesa di oltre 4,100 miliardi per curarsi fuori regione. Ecco chi ci guadagna e chi ci rimette

Le Regioni hanno condiviso oggi la tabella dei saldi della mobilità sanitaria 2015 che andrà comunque a pesare sul riparto 2017. Come ormai da anni è “tradizione”, la migliore, quella che dalla mobilità incassa di più, è la Lombardia con un saldo positivo per quasi 598 milioni, seguita da Emilia Romagna (+346 milioni circa), Toscana (+146) e Veneto (poco meno di +113 milioni). La peggiore è la Campania, con un rosso di oltre 282 milioni, seguita in negativo dalla Calabria con oltre 276 milioni di buco e poi dal Lazio che supera i 240 milioni. Il documento

Da Quotidianosanità.it del 9-3-2017

Vale 4,154 miliardi la ricerca di cure migliori o più sollecite in Regioni diverse da quelle di residenza. Tra dare e avere la mobilità sanitaria 2015 quella che per scelta delle stesse Regioni peserà sul riparto 2017 e che è oggi all'esame finale dei governatori dopo il parere favorevole degli assessori alla regionali alla Sanità, dà un quadro tristemente conosciuto della situazione dell’assistenza.

Il Nord e le Regioni tradizionalmente virtuose hanno i conti (il saldo tra dare e avere) in nero. Per le altre, quasi tutte del Sud e praticamente tutte quelle in piano di rientro, le cifre sono in rosso e cinque di loro (Campania, Calabria, Lazio, Sicilia e Puglia), da sole hanno un saldo negativo che supera il miliardo.

Come ormai da anni è “tradizione”, la migliore, quella che dalla mobilità incassa di più, è la Lombardia con un saldo positivo per quasi 598 milioni, seguita da Emilia Romagna (+346 milioni circa), Toscana (+146) e Veneto (poco meno di +113 milioni). La peggiore è la Campania, con un rosso di oltre 282 milioni, seguita in negativo dalla Calabria con oltre 276 milioni di buco e poi dal Lazio che supera i 240 milioni.

Unica eccezione nella parte alta della classifica è il Molise che chiude il bilancio in positivo: +25,25 milioni.
Tuttavia è ormai noto che il saldo in nero è legato all’Irccs Istituto neurologico mediterraneo di Isernia (Neuromed) a cui affluiscono pazienti da tutta Italia, creando un dato più che positivo di mobilità.

Nella parte bassa della classifica invece ci sono tutte le Regioni in piano di rientro, tre a statuto speciale, Valle d’Aosta, Trento e Sardegna, che si appoggiano la prima al Piemonte e alla Lombardia (e all’estero in Francia), la seconda a Veneto, Lombardia e Bolzano e la terza, la Sardegna, con i debiti maggiori verso Lombardia, Lazio e Piemonte.

Ci sono poi tra le Regioni in rosso e non (o non più) in piano di rientro Basilicata, Liguria e Marche. Per la prima e la seconda la mobilità maggiore è tutta “confinante”, nelle Regioni cioè più Vicine: per la Basilicata sono Puglia, Campania, Calabria e per la Liguria sono Piemonte, Lombardia, Toscana. Anche dalle Marche c’è una mobilità di confine verso Lazio, Emilia Romagna e con una quota elevata (quasi 48 milioni) Abruzzo, ma una quota consistente di spesa (9,5 milioni) va anche in Puglia.

Tra i debiti più elevati verso Regioni non confinanti, c’è quello della Campania verso la Lombardia (quasi 12 milioni, ma la Regione ne ha anche più di 6 verso l’Emilia Romagna, 5,8 con la Toscana, quasi 4 verso il Piemonte, circa 3 con il Veneto).

Dei saldi di mobilità fanno parte anche circa 40 milioni che riguardano voci come il registro di donatori di midollo osseo e le cellule staminali (unico polo il Galliera di Genova), la plasmaderivazione e gli emocomponenti, concentrate tutte su poche Regioni, i 192 milioni per l’ospedale bambino Gesù di Roma e i poco meno di 43 per l’Ordine di Malta. Circa 275 milioni quindi, poco meno del 7% del valore intero della mobilità.

Ci sono infine circa 100,3 milioni di mobilità per ricoveri privati tra il 2013 e il 2015 che le Regioni hanno concordato di calcolare al 50 per cento. Anche in questo caso la quota positiva più alta è della Lombardia, seguita però nell’ordine da Veneto, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, mentre in negativo il saldo peggiore è quello del Lazio e a seguire di Campania, Marche e Sicilia. Si tratta tuttavia di importi relativamente bassi: per la Lombardia, calcolando appunto il 50%, sono poco più di 30 milioni, per il Lazio sul versante opposto un rosso di circa 15 milioni.

Per quanto riguarda l’incidenza della mobilità sul riparto dei fondi per il 2017, per le Regioni vale l’accordo già raggiunto a settembre 2016, in cui si è stabilito di diluire gli effetti in due esercizi: la mobilità 2015 e il relativo conguaglio nel riparto 2017, i conguagli della mobilità 2014 nel riparto 2018 insieme ai dati relativi al 2016.

 

 

 

 

 

 

 

REGIONI

 

 

 

 

 

 

 

CREDITI 2015

 

 

 

 

 

 

 

DEBITI  2015

 

 

 

 

 

 

 

SALDI 2015

 LOMBARDIA

937.805.981

340.175.118

597.630.864

 E ROMAGNA

590.559.899

244.732.523

345.827.376

 TOSCANA

330.197.342

183.813.640

146.383.702

 VENETO

345.071.993

232.437.569

112.634.424

 MOLISE

91.646.419

66.396.099

25.250.320

 UMBRIA

107.875.808

90.133.976

17.741.832

 FRIULI

90.389.727

77.350.887

13.038.840

 BOLZANO

28.452.790

23.126.125

5.326.665

 V D'AOSTA

11.890.779

20.254.644

-8.363.866

 TRENTO

50.143.257

63.028.768

-12.885.510

 BASILICATA

80.554.728

105.061.915

-24.507.187

 LIGURIA

150.694.157

187.505.673

-36.811.517

 PIEMONTE

212.610.819

259.944.227

-47.333.408

 MARCHE

105.677.930

154.591.321

-48.913.391

 SARDEGNA

17.085.723

87.614.317

-70.528.594

 ABRUZZO

102.566.673

175.596.038

-73.029.365

 PUGLIA

129.611.945

315.818.280

-186.206.336

 SICILIA

69.207.009

260.354.011

-191.147.002

 LAZIO

302.022.584

542.193.917

-240.171.333

 CALABRIA

27.491.781

303.894.164

-276.402.384

 CAMPANIA

137.768.550

420.235.487

-282.466.937

 B GESU'

192.193.736

108.203

192.085.533

 ACISMOM

42.847.272

0

42.847.272

 TOTALE

4.154.366.903

4.154.366.903

0

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