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Mortalità infantile, in 25 anni dimezzati i casi. Oms: 'Anche merito dei vaccini'

Calati da 12 a 6 milioni l'anno i bambini morti al di sotto dei 5 anni. Al Festival dell'Economia di Trento tra gli ospiti anche Flavia Bustreo, vicedirettore dell'Organizzazione mondiale della sanità: "Le immunizzazione hanno evitato 3 milioni di decessi"

Da la Repubblica.it del 5-6-2017

TRENTO. "Purtroppo stiamo perdendo la memoria storica di quali siano le conseguenze delle malattie per i quali da decenni vacciniamo i nostri figli. Se chiedi a una madre di oggi che cosa sia la difterite, probabilmente non l'ha nemmeno mai sentita nominare. Mia madre ha perso suo fratello per quella malattia. Quando ne ha avuto l'opportunità, quindi, non ha esitato a vaccinarci". Flavia Bustreo è una di quelle donne formidabili delle quali l'Italia dovrebbe andare fiera: medico epidemiologo con 30 anni di esperienza nell'ambito della salute globale, ha collezionato un'infinità di esperienze sul campo, il più delle volte nei Paesi poveri e dilaniati da guerre civili, tra Iraq, Balcani, Sudan, Argentina e Senegal. Dal 2010 è vicedirettore generale per la salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell'Organizzazione mondiale della sanità - Oms.

Bustreo: "Evitati 3 milioni di morti". Ospite alla 12esima edizione del Festival dell'Economia di Trento, ha colto l'occasione per parlare anche di vaccini. "Le informazioni su cui si basano le decisioni degli anti-vaccinisti sono il più delle volte false, veicolate dai social network, senza evidenza scientifica", ha spiegato nel corso dell'evento organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento. "I dati dell'Oms quantificano in 3 milioni le morte di bambini che abbiamo potuto evitare grazie a tali farmaci. Fondamentali soprattutto quelli contro i batteri di polmoniti e diarrea. Eppure, soprattutto nei Paesi ricchi, c'è una esitazione vaccinale che ha un'influenza molto negativa sul ritardo o, nei casi più estremi, sul rifiuto completo di sottoporre i bambini all'immunizzazione. Un fenomeno che ha portato l'Italia a essere il 2° Paese in Europa per casi di morbillo".

Quel bicchiere mezzo pieno (o vuoto?). Ma i vaccini sono solo uno degli elementi che hanno permesso di ridurre nel mondo i tassi di mortalità infantile e materna: 5,9 milioni di decessi di bambini sotto i cinque anni rispetto ai 12 di un quarto di secolo fa e 300mila madri morte di parto anziché 500mila. "Il dato è importante ma i Millennium Goal dell'Onu puntavano a raggiungere i 2/3 di riduzione. Quindi abbiamo ancora molto da lavorare" ammonisce Bustreo. E in tal senso è fondamentale investire sui sistemi di igiene e salute, garantire l'accesso all'acqua potabile, formare operatori sanitari capaci e dotati dei farmaci adeguati, garantire la possibilità di accesso al parto cesareo in ambienti sterili. "Sono passaggi essenziali soprattutto per ridurre la mortalità materna, per le quali la setticemia e l'emorragia post-partum sono rispettivamente la 2a e 3° causa di morte". Ma è altrettanto importante aggredire anche le credenze popolari ancora oggi troppo diffuse in molte parti del mondo: "La donna è sempre stata vista come mero strumento di riproduzione, in numerosi Paesi viene venduta o forzata al matrimonio precoce. Non è un caso che in un caso ogni tre, a morire di parto siano ragazzine sotto i 18 anni. Dobbiamo farle diventare donne prima di trasformarle in madri".

Lo Sri Lanka come gli Usa. Lungo la retta via, comunque, alcuni Stati hanno fatto grandissimi passi in avanti. In alcuni casi veri e propri miracoli: lo Sri Lanka ha abbassato la mortalità materna a livelli sostanzialmente identici a quelli degli Stati Uniti. "Ottimi risultati - spiega Bustreo - li hanno raggiunti anche Cuba e alcuni Stati dell'Africa subsahariana come Etiopia, Malawi e Tanzania". Il loro segreto? Aver ampliato l'accesso alle cure di base, a partire dalla vaccinazione dei bambini e aver investito in educazione delle madri e accesso all'acqua potabile.

Di Sara Ficocelli

 

 

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