ServiziMenu principaleHome
Home  /  Professionisti  /  Notiziario AIOM  /  Tumore, nuove strategie per migliorare la tutela dei pazienti

Tumore, nuove strategie per migliorare la tutela dei pazienti

Il 5% della popolazione italiana ha il cancro e le stime segnalano che il 60% dei malati sopravvive a 5 anni e più. Adesso però diverse Associazioni chiedono percorsi assistenziali per colmare il divario che c'è tra le diverse regioni

Da la Repubblica.it del 1-12-2017

Il cancro rappresenta la principale malattia a livello mondiale, come emerge dai dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), e in Italia a conviverci sono oltre 3 milioni di persone, il 5% della popolazione. Fra queste 369mila sono nuovi casi diagnosticati. Benché il tasso di sopravvivenza cresca ogni anno – il 60% di chi ha il tumore, infatti, raggiunge e supera i 5 anni - rimangono delle disparità nel trattamento tra le Regioni. Da questo punto è partita l'iniziativa di Salute donna onlus che, con 17 associazioni di pazienti, ha presentato il progetto "La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere". La proposta è quella di un Accordo di legislatura che arriverà sui tavoli di tutti i partiti che si presenteranno alle prossime elezioni legislative e regionali e sarà oggetto di discussione e di confronto con tutti gli attori del sistema salute.

"L'Accordo di legislatura vuole essere una sorta di programma politico sulle patologie oncologiche - spiega Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus, l'Associazione pazienti che coordina il progetto 'La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere' - dalle Reti Oncologiche alle Breast Unit, dallo psico-oncologo al Centro di assistenza e servizi, dal programma 'Guadagnare Salute' sugli stili di vita alla lotta alle fake news, il paziente oncologico è oggi al centro di un universo che necessita di politiche attente e dedicate. Come Associazioni pazienti vigileremo affinché tutto ciò avvenga nel rispetto dei vincoli e della sostenibilità del nostro Sistema sanitario".

I PUNTI DELL'ACCORDO DI LEGISLATURA

I 15 punti dell’Accordo affrontano temi fondamentali, quali il Piano oncologico nazionale (scaduto nel 2016 e non ancora rinnovato), le Reti oncologiche, i Registri tumori, le Breast Unit, i Pdta (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) e il Team multidisciplinare nella gestione a 360° del paziente oncologico: "Questo Accordo contiene elementi di dibattito che sono costanti nell'universo dell'oncologia, ma ha il pregio della sintesi e della chiarezza negli obiettivi - spiega Paolo Marchetti, direttore U.O.C. oncologia medica presso l'ospedale Sant'Andrea di Roma - . I percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, ad esempio, sono stati approvati in molte Regioni" ma si tratta spesso di strutture che non sempre assolvono alla loro 'missione'. Questo per una serie di ragioni, spiega Marchetti, come "la mancanza di un soggetto dedicato all'applicazione pratica delle decisioni del 'percorso', l'estrema frammentazione dei sistemi informatici, che rende pressoché impossibile ottenere una reale e qualificata attività d’integrazione delle informazioni, inficiando il risultato della discussione interdisciplinare. Tutto questo si può decisamente migliorare".

Tra gli altri punti presi in considerazione dall'Accordo ci sono: i Centri accoglienza e servizi, il fondo per i farmaci oncologici innovativi, i test diagnostici e l'accesso agli studi clinici, la psico-oncologia, le campagne di comunicazione sugli screening oncologici e gli stili di vita, fino all'annoso fenomeno delle fake news.

L'INDAGINE SULLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE ONCOLOGICO

Nel corso dell'iniziativa, è stata presentata un'indagine che fotografa lo stato dell'arte della presa in carico e cura del paziente oncologico e onco-ematologico nella Regione Puglia, grazie al contributo di 25 oncologi e 12 ematologi responsabili delle Unità di oncologia ed ematologia regionali negli ospedali e nelle AA.SS.LL pugliesi.

"Dalle risposte emerge un quadro complessivo certamente incoraggiante, per la presenza di Gruppi Multidisciplinari di Patologia attivi in numerosi Centri", dichiara Vito Lorusso, direttore U.O.C. oncologia medica, Istituto Tumori G. Paolo II di Bari, che aggiunge: "Esiste un'offerta oncologica giudicata di buon livello su tutto il territorio, con alcuni aspetti che potrebbero essere perfezionati. L'istituzione della struttura organizzativa di coordinamento dell’attività dei Centri oncologici avrà un impatto positivo sia attraverso l'implementazione dei Gruppi multidisciplinari, sia soprattutto di Pdta con valenza regionale".

L'indagine svolta in Puglia sarà replicata in altre Regioni d'Italia proprio per sottolineare le disparità di trattamento e individuare strategie per eliminarle. Il filo rosso sarà sempre quello delle Reti oncologiche ed ematologiche – ad oggi attuate compiutamente solo in 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Valle d'Aosta, Umbria) – che richiederanno nel corso della prossima legislatura un'attenzione molto particolare e un impegno realmente costante.

Di Sara Pero

AIOM - Via Enrico Nöe, 23 - 20133 - Milano - tel. +39 02 70630279

© AIOM. Tutti i diritti riservati. P. I. 11957150151