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Tumori: al via sperimentazione per verificare l’efficacia dell’adroterapia nel trattamento del cordoma del sacro

Da Healthdesk.it del 18-12-2017

Ha preso il via il primo studio clinico al mondo a valutare il miglior trattamento disponibile nel trattamento del cordoma del sacro un tumore osseo maligno. Lo studio, portato avanti da Fondazione CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, insieme all’Istituto Nazionale dei Tumori e promosso dall’Italian Sarcoma Group, vede coinvolti 25 centri di cura in tutto il mondo e confronterà l’efficacia dell’adroterapia con ioni carbonio con quella della chirurgia.

I cordomi sono tumori rari che colpiscono circa 1 una persona ogni 100.000; crescono in aree dell’organismo molto sensibili e associate a funzioni vitali (osso sacro, colonna vertebrale, base del cranio,…). In particolare il cordoma del sacro, al centro dello studio, è attiguo alle formazioni nervose che regolano l’attività sfinteriale dell’intestino e della vescica nonché la potenza sessuale, particolarmente nei pazienti di sesso maschile. Per questa ragione gli interventi chirurgici, che rappresentano oggi la soluzione terapeutica più utilizzata, implicano in diversi casi effetti collaterali anche gravi che possono riguardare, oltre a vescica, intestino e retto, anche le attività motorie e le funzioni sessuali. In oltre il 50% dei casi, l’intervento chirurgico non può rimuovere

«La chirurgia dei cordomi del sacro è potenzialmente curativa, ma spesso è gravata da sequele funzionali rilevanti, che limitano la vita di relazione dei pazienti in maniera importante, andando a compromettere le loro funzioni fisiologiche più delicate», ha illustrato Alessandro Gronchi, chirurgo oncologo specializzato nella chirurgia dei sarcomi della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e coordinatore dello studio. «La disponibilità di nuove tecnologie radioterapiche rappresenta una opportunità per cercare di limitare questi danni. Il trattamento radiante esclusivo con adroni infatti non è gravato dalle stesse sequele della chirurgia e potrebbe ottenere risultati di cura per lo meno confrontabili».

«Vogliamo confrontare l’adroterapia con ioni carbonio e la chirurgia in base alla loro capacità di curare il cordoma del sacro, alla sopravvivenza del paziente, alla tossicità delle cure e alla possibilità di preservare intestino, vescica e funzioni motorie che sono minacciate dalla malattia e dagli effetti collaterali delle terapie chirurgiche. Ad oggi non esiste nella letteratura scientifica un confronto così preciso e dettagliato tra queste soluzioni terapeutiche», ha aggiunto Maria Rosaria Fiore, medico radioterapista della Fondazione CNAO e principal investigator“ per lo CNAO della parte dello studio riguardante l’adroterapia.

Lo studio ora cercherà di fornire risposte. Il disegno del trial prevede 2 gruppi: al primo sono assegnati i pazienti che, dopo essere stati informati sulle terapie e i potenziali effetti collaterali, scelgono di essere sottoposti alla chirurgia (eventualmente associata alla radioterapia nei casi in cui l’intervento chirurgico non possa rimuovere completamente il tumore), oppure all’adroterapia con ioni carbonio; al secondo gruppo sono assegnati i pazienti che, dopo aver firmato il consenso informato, accettano di essere sottoposti secondo randomizzazione ad adroterapia o chirurgia.

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