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Vaccini a scuola, parte l'iter

Multe e segnalazioni per gli adempimenti ma il primo anno sarà soft

Da Il Sole24 ORE Sanità del 13-6-2017

Dodici vaccinazioni obbligatone per l'iscrizione ad asili, materne e scuole dell'obbligo dei nati nel 2017. Una triangolazione serrata tra famiglie, presidi e Asl, fatta di scadenze da rispettare, documenti da esibire, segnalazioni e sanzioni in vista. Ma, anche, la doppia ciambella di salvataggio dell'autocertificazione e di una fase transitoria che per il prossimo anno scolastico consentirà il rodaggio del sistema.

L'obbligo vaccinale a scuola, per decreto, è cosa fatta. Anche se ora la palla passa al Parlamento, che potrebbe apportare sostanziose modifiche. Ma intanto, dopo un lungo lavorio e un confronto serrato all'interno del Governo, protagoniste le ministre della Salute e dell'Istruzione Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli - con la prima artefice della "fuga in avanti" che ha portato alla scelta della decretazione d'urgenza e, la seconda, perplessa su contenuti e modalità applicative fin dall'inizio - la macchina è partita. Il decreto legge n. 73 «Disposizioni urgenti in materia vaccinale» è entrato in vigore l'8 giugno, il giorno successivo alla firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il testo andrà convertito in legge entro domenica 6 agosto (l'iter comincia dalla Igiene e Sanità del Senato, n. atto 2856); il criterio di "necessità e urgenza" - ha spiegato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin - sarebbe motivato dal calo, al di sotto della soglia del 95% indicata dall'Oms, dei livelli di copertura per tutte le principali malattie infettive. Con la profilassi per la varicella crollata al 46,1% di adesioni e un incremento dei casi di morbillo del 500% rispetto all'anno scorso.

«Garantire sicurezza alla collettività e creare alle famiglie il minor disagio possibile: ecco il criterio che abbiamo seguito», ha spiegato Lorenzin. Con il nuovo Dl, dalle quattro profilassi necessarie per l'iscrizione a scuola fino al 1999 - poi l'imposizione venne meno per l'ampia copertura raggiunta - oggi si passa a 12, tutte gratuite: saranno requisito indispensabile per l'ammissione all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia - quindi per i bambini da zero a sei anni - e sono obbligatorie, pena sanzioni e segnalazioni peri ragazzi fino ai 16 anni iscritti alla scuola dell'obbligo.

Ad anti-polio, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B (già obbligatorie), si sommano otto vaccini "fortemente raccomandati" nel calendario oggi in vigore. Si tratta di anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae di tipo b, anti-meningococco B, anti-meningococco-C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Ma l'obbligo si declina con modalità differenti, in base alla data di nascita: quelle 12 vaccinazioni andranno somministrate ai nati dal 2017, mentre per i nati dal 2001 al 2016 si dovrà tenere conto delle profilassi contenute nel calendario vaccinale relativo a ciascun anno di nascita. Per fare un esempio, i nati dal 2001 al 2004 faranno riferimento al calendario inserito nel Piano nazionale vaccini 1999-2000: e cioè, se non avranno ancora provveduto, dovranno sottoporsi alle quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B, anti-tetano, anti-poliomielite, anti-difterite), più anti-morbillo, anti-parotite, anti-rosolia, anti-pertosse e anti-Haemophilus Influenzae b, raccomandate dal Pnv in vigore in quegli anni. Sono gratuite anche le vaccinazioni che i genitori devono "recuperare".

L'agenda. All'atto dell'iscrizione a scuola, i presidi sono tenuti a richiedere alle famiglie la documentazione comprovante le vaccinazioni, ovvero l'omissione o il differimento del vaccino, o l'esonero per immunizzazione da malattia naturale, oppure l'avvenuta prenotazione dell'appuntamento presso la Asl. La vaccinazione può anche essere autocertificata e in questo caso la famiglia avrà tempo sino al 10 luglio di ogni anno per esibire il libretto vaccinale.

Entro i 10 giorni successivi alla deadline i dirigenti scolastici dovranno segnalare la mancata presentazione della documentazione alla Asl, che qui entra in gioco: dovrà contattare i genitori per un appuntamento e un eventuale colloquio informativo, indicando tempi e modalità. Solo se la famiglia diserta questa "chiamata" o se, in seguito al colloquio, persevera nel non far vaccinare il bambino, scatta la contestazione formale dell'inadempimento da parte dell'Asl.

L'importo delle multe, tra 500 e 7.500 curo, dipenderà dalla gravità dell'inadempimento, ad esempio dal numero delle vaccinazioni omesse; la sanzione viene meno quando il genitore fa vaccinare il bambino entro il termine dato dalla Asl. L'azienda sanitaria dovrà poi segnalare l'inadempimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. «Sarà il magistrato - ha sottolineato ancora Lorenzin - a valutare se sussistono i presupposti per l'eventuale apertura di un procedimento».

I presidi dovranno inserire i "non vaccinabili" in classi in cui siano presenti minori vaccinati o immunizzati naturalmente. Allo stesso tempo, sempre i dirigenti scolastici dovranno segnalare alla Asl entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi in cui siano presenti più di due alunni non vaccinati.

La fase transitoria. Metterà in sicurezza, di fatto, tutto il prossimo anno scolastico, 2017-2018. Così, entro il 10 settembre i genitori dovranno presentare la documentazione o copia della prenotazione dell'appuntamento con l'Asl. O anche un'autocertificazione: e in questo caso entro il 10 marzo prossimo, andrà esibita la documentazione che attesti l'avvenuta vaccinazione.

La campagna informativa. Una circolare informativa a firma della Dg Prevenzione del ministero, diretta da Ranieri Guerra, entrerà nei dettagli di obblighi, tempistica e modalità, mentre il ministero della Salute avvierà dall'estate campagne informative e spot e attiverà un numero verde. Che con ogni probabilità avrà declinazioni anche regionali, vi-to che è sul territorio che si gioca la buona riuscita del decreto. Salute e Miur avvieranno poi, sempre a partire dal prossimo anno, iniziative di formazione dei docenti e di educazione di alunni e studenti sui temi della prevenzione sanitaria, anche coinvolgendo le associazioni di genitori.

Di Barbara Gobbi

 

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