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Vietato l'accanimento terapeutico. Il diritto di abbandonare le cure

Approvati alla Camera i primi emendamenti della legge sul testamento biologico. Oggi il voto finale, favorevoli Pd e 5 Stelle

Da CORRIERE DELLA SERA del 20-4-2017

Vola verso l'approvazione la legge sul biotestamento. Oggi dovrebbe arrivare il via libera della Camera col sostegno di Pd, Si e M5S e il no di Lega, Forza Italia e Ap. Poi il passaggio cruciale in Senato. Con il sì ogni cittadino potrà disporre le volontà di fine vita. Votati i primi due articoli sul consenso informato, cioè sul diritto della persona a ricevere informazioni riguardanti il trattamento sanitario ed eventualmente di rifiutarlo. Tra le novità introdotte dagli emendamenti al testo base, la maggiore autonomia del medico nell'attuare le richieste del malato: «Non ha obblighi professionali» è la formula usata per sottrarlo al ruolo di semplice esecutore di volontà altrui inizialmente indicate come vincolanti.

Non si parla di obiezione di coscienza. E’ implicita, ma non paragonabile in nessun modo a quella prevista dalla legge sull'interruzione volontaria di gravidanza. Viene chiarito che il medico «è esente da responsabilità civile o penale» fermo restando che l'assistito non può esigere cure contrarie alla deontologia professionale. Una forma di «obiezione mascherata che può creare un vulnus sull'impianto del provvedimento», attaccano però i 5 Stelle della Commissione affari sociali.

Già nelle sedute precedenti, circa due settimane fa, era passata la linea di equiparare a trattamenti sanitari anche nutrizione e idratazione artificiali, il punto più dibattuto politicamente. Dunque il malato potrà scegliere di rifiutarle, come potrebbe rifiutare la tracheotomia o il respiratore.

Segna una svolta l'articolo 1-bis, formulato da Mario Marazziti (Pd), sulla dignità nella fase finale della vita. Viene esplicitamente espresso il divieto di accanimento terapeutico e di «ogni tipo di ostinazione irragionevole» nella cura in caso di malattia grave e inguaribile, con prognosi infausta a breve termine e in presenza di sofferenze refrattarie ai farmaci. Entra nella legge la sedazione palliativa profonda utilizzata per risparmiare al paziente dolori insopportabili e portarlo attraverso la somministrazione di farmaci verso uno stato di incoscienza. Significa che il medico sarà accanto al morente fino all'ultimo secondo anche di fronte al rifiuto di ricevere aiuto. Sì anche all'articolo 2 sul consenso informato di minori e incapaci, rappresentati da genitori e tutori.

«Vengono codificati l'umanizzazione del morire e l'accompagnamento nel fine vita spiega Marazziti —. La convergenza trovata in Aula conferma che arriveremo a un testo equilibrato, frutto di un metodo costituente, l'unico possibile su un tema del genere». Respinto invece l'emendamento firmato da Gian Luigi Gigli (Des-Cd) e pensato per le cliniche religiose che prevedeva l'esonero per le strutture private dall'applicazione di regole in contrasto con la carta dei valori interna.

«Legge ipocrita, apre a eutanasia e suicidio assistito», accusa Mara Carfagna, Forza Italia. Il centrodestra denuncia a più voci questo doppio rischio. La parola eutanasia, però, non compare mai nel testo della legge, nata per mettere sullo stesso piano le due libertà in gioco, quella del medico e quella del paziente.

Per l'associazione cattolica «Scienza e Vita» è la porta d'entrata dell'abbandono terapeutico. «Un passo avanti, va bene», ribatte Filomena Gallo, associazione Luca Coscioni. Oggi si vota l'articolo più critico sulle Dat (disposizioni anticipate di trattamento) che garantirebbero a ogni cittadino di esprimere per iscritto le proprie volontà sul fine vita, da rispettare nel caso un domani non fossero in grado di esprimerle direttamente.

Di Margherita De Bac
mdebac@corriere.it


Il caso 

  • Ieri alla Camera è iniziata la votazione della legge sul testamento biologico. Tra gli emendamenti approvati, quello che vieta esplicitamente l'accanimento terapeutico
  • Per la prima volta viene riconosciuta in modo esplicito anche la possibilità, in presenza di gravi sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua, in attesa della morte
  • La norma introduce la possibilità per il paziente di abbandonare il trattamento terapeutico: "Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale"
  • Per quanto riguarda gli aspetti deontologici legati alla scelta del paziente, la legge non parla espressamente di obiezione di coscienza, ma riconosce che il medico curante "è esente da responsabilità civile e penale"

La parola
Biotestamento

E' l'espressione della volontà, disciplinata da una legge e fornita in condizioni di lucidità mentale, da parte di una persona riguardo le terapie che intende, o non intende, accettare nell'eventualità in cui dovesse poi trovarsi nella condizione di incapacità.

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