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Volata finale sul testamento biologico

A otto anni dalla vicenda Englaro arriva oggi alla Camera la proposta sul fine vita. Si potrà decidere prima se rifiutare le terapie. Il rebus delle maggioranze al Senato

Da LA STAMPA del 13-3-2017

Ci sono voluti otto anni, la rielaborazione di un lutto collettivo, e poi lo choc mediatico di un'altra morte, avvenuta in esilio, per vedere approdare, oggi, una proposta di legge sul testamento biologico nell'aula di uno dei due rami del Parlamento.

Eluana Englaro, 2009; Dj Fabo, 2017. I nomi che l'Italia si porta come ferite, comunque la si pensi, e di fronte ai quali la politica si è ridotta troppo spesso a rissa. La stessa politica che adesso ha spinto fuori dai recinti delle commissioni, fino alla discussione generale in aula, un disegno di legge frutto della sintesi di 14 testi diversi su cui c'è stata la convergenza di Pd, Mdp, Sinistra italiana, Possibile e M5S. «Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento». Il titolo è questo, la traduzione è: arriva il testamento biologico in Italia. Arriva, va detto, se passerà al Senato nei pochi mesi che ormai mancano alla fine di questa legislatura. Perché alla Camera i numeri sembrano esserci e si potrebbe chiudere ad aprile, quando, molto verosimilmente, slitterà il testo del ddl che ha come prima firmataria la deputata Pd Donata Lenzi. Se i cattolici dem non si metteranno di traverso, i numeri dovrebbero esserci, perché anche i 5 Stelle hanno accettato di far parte di quella che chiamano «la maggioranza tematica». A un patto, però: «Che non ci siano cedimenti e la legge non venga modificata al ribasso» spiegano i grillini Matteo Mantero e Silvia Giordano.

Al Senato, è tutta un'altra storia: qui le spinte contrarie di centristi, Lega Nord e Forza Italia (che voterà No come gruppo ma lascerà libertà di coscienza) potrebbero pesare.

Otto anni fa un Paese intero si divise di fronte alle tv che mandavano a rullo continuo la diretta sulle ultime tappe della vita di Eluana Englaro. La battaglia del padre, Beppe, la sentenza che consentiva ai medici l'interruzione delle cure di nutrizione e idratazione, il rifiuto opposto dalla clinica di Lecco, città di Eluana, il viaggio fino a un'altra clinica a Udine, le mani che staccano i tubi, l'attesa, la morte. Otto anni dopo il passo in avanti è la discussione su una legge che però non avrebbe comunque risolto il caso di Eluana. Perché nel testo è scritto che chiunque sia maggiorenne e capace di intendere e di volere, può attraverso le Dat, Disposizioni anticipate di trattamento, «esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari» e può lasciare scritto o registrato «il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti». Le Dat, cioè il testamento biologico, «devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata» anche attraverso videoregistrazione. Elua-na non aveva lasciato nulla di scritto o di registrato.

Se la legge passasse, però, altri malati, oggi in stato di incoscienza o totalmente paralizzati al punto da non poter esprimere una volontà, se avessero lasciato un testamento, potrebbero ottenere l'interruzione delle cure, nelle quali la legge comprende anche nutrizione e idratazione artificiale, il punto su cui c'è stata l'opposizione dei cattolici convinti che la sospensione sia di fatto un'apertura all'eutanasia.

I medici, comunque, non potrebbero più opporsi. Dovranno attenersi «al rispetto delle Dat» e modificarne le indicazioni «in accordo con il fiduciario» di cui la legge prevede la nomina, nel caso in cui nuove terapie, sconosciute al momento della compilazione del testamento, «possano assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita». Se il fiduciario non ci fosse, le Dat «manterrebbero comunque l'efficacia», anche se è prevista l'indicazione di un fiduciario d'ufficio. La legge interviene anche sul consenso informato: il paziente ha il diritto di conoscere i trattamenti e di rifiutarli in tutto o in parte.

Per quanto riguarda i minori, a esprimere il consenso dovranno essere i genitori, mentre per gli incapaci la responsabilità sarà in mano al tutore, che decide «sentendo l'interdetto ove possibile». Nel caso in cui non fosse stato lasciato il testamento, e il rappresentante legale del paziente incapace rifiutasse le cure mentre il medico volesse proseguirle, a decidere sarebbe «un giudice tutelare». Un giudice, esattamente come successe a Eluana.

Di Ilario Lombardo


I casi discussi

Piergiorgio Welby Giornalista e attivista Radicale, affetto da distrofia muscolare fin dai 16 anni, nel 2006 ha chiesto espressamente di morire. Era costretto a letto, immobile. A Welby è stato staccato il respiratore

Eluana Englaro Vittima di un incidente stradale, Eluana Englaro ha vissuto in stata vegetativo per 17 anni. Richiesto dalla famiglia, è morta nel 2009 in una casa di cura per sospensione dell'idratazione

Fabiana Antoniani Conosciuto come dj Fabo, Antoniani nel 2017 ha scelto il suicidio assistito in Svizzera vista l'impossibilità in Italia. Era cieco e paraplegico dal 2014 a seguito di un incidente stradale

Le tre vie verso il fine vita

Testamento biologico
E quello in discussione in Italia. Si consente alle persone, quando sono ancora in grado di intendere e volere, di dare prima il loro consenso o meno ad alcune terapie

Suicidio assistito
Diffuso in Paesi come Svezia, Germania, Spagna e Francia prevede che un medico prepari un cocktail di farmaci, ma che sia poi scelta del paziente prenderlo o meno

Eutanasia
attiva Si ha quando un medico, in alcuni limitati casi, inietta un farmaco letale al paziente dopo aver verificato la sua reale volontà a mettere fine alla sua vita. Si ha in Olanda, Belgio e Lussemburgo

14 testi
La proposta di legge è la sintesi di ben quattordici proposte approdate in Parlamento

L’articolo 3 della proposta di legge
I maggiorenni capaci di intendere e volere possono, attraverso le cosiddette Dat, lasciare consenso o rifiuto scritto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari (compresi anche nutrizione e idratazione). Può nominare un fiduciario che parli a suo nome e si relazioni con i medici. Questi sono tenuti al rispetto delle Dat. Possono modificare le indicazioni solo in accordo con il fiduciario, per esempio in caso di terapie sconosciute ai momento delle Dat e che assicurino una possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

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