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'Perché oggi si può vincere la battaglia anticancro' Contenuto nell'archivio del 2016

Il convegno.
Confronto tra specialisti e pazienti su storie di dolore e guarigione. L'importanza della diagnosi precoce

Da IL MATTINO Napoli dell'11-10-2016

La battaglia può essere vinta: il cancro è una malattia terribile che può piombare nella vita di chiunque. Un evento inscritto nella storia dell'evoluzione della specie, che può essere tragico, in alcun casi condurre alla morte. Ma oggi il cancro può essere efficacemente combattuto. Di tumore si guarisce in una notevole percentuale di casi, soprattutto quando la diagnosi è precoce ma anche quando le terapie iniziano in fase avanzata.

Testimonianze, storie di dolore ma anche di guarigioni, di successi della scienza medica che in trenta anni hanno tracciato il lungo cammino che ha cancellato dalla mappa dei tumori la parola "inguaribile". Una cartina in cui gli avamposti di eccellenza della ricerca parlano napoletano. A ricordarlo ieri, nella sala del Rettorato della Seconda Università di Napoli, in via Costantinopoli, il direttore del Mattino Alessandro Barbano che ha coordinato un incontro "Più forti del cancro" dedicato alla prevenzione, alla ricerca e alle nuove cure. In diretta da Copenaghen, dove si è concluso il congresso annuale dell'European society of medical oncology (Esmo), sono intervenuti Fortunato Ciardiello, ordinario della Sun e Presidente Esmo, Carmine Pinto, presidente Aiom (Associazione italiana Oncologia medica) e primario di Oncologia medica dell'Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, Giacomo Cartenì, primario del Cardarelli di Napoli e Francesco De Lorenzo presidente di oltre 400 associazioni di pazienti attive in Europa. In collegamento da Milano anche Marina Garassino, primaria di Oncologia medica.

In sala con Barbano, a raccontare storie personali e testimonianze Laura Berti, giornalista di Rai 2 conduttrice di Medicina 33, il cantante Sal Da Vinci, Silvana Galderisi, presidente della Società europea di Psichiatria e direttore del dipartimento di Psichiatria della Sun, Raffaella Pannuti, presidente della fondazione Ant Italia onlus.

Più forti del cancro dunque: una narrazione che tocca con mano paure, attese, solitudini ma che racconta in diretta su mattino.it e corriere.it, anche la gioia di chi è guarito. «Oggi - ha detto Ciardiello - abbiamo a disposizione armi sempre più efficaci che partono dalla prevenzione - strategia primaria basata sull'adozione di corretti stili di vita, sul no a fumo e alcool e il sì a una dieta sana e varia e a una costante attività fisica - andando alla diagnosi precoce (da inseguire con gli screening), passando dalle nuove chemio alla chirurgia, dalla radioterapia ai nuovi farmaci biologici, fino alle nuove frontiere dell'immunologia».

Sotto la lente le novità per il tumore del colon retto, del polmone e della prostata, oggi sempre più ridotti al rango di malattie croniche a patto che la terapia sia giusta, la diagnosi corretta e tempestiva e l'approccio del paziente motivato. E qui si colloca la mappa delle disparità tra i tanti Nord e i molti Sud, in Italia come in Europa. A parlare di 20 sistemi regionali diversi è Franco De Lorenzo che racconta come 5 mila malati metastatici in Europa non hanno avuto accesso ai farmaci giusti e di 800 mila persone guarite dal cancro che non sanno cosa sia la riabilitazione. Quindi i paletti delle nuove leggi che riconoscono indennità e pensioni di invalidità ai malati. Il bisturi di Barbano affonda nel disagio dei malati, nelle tante sfaccettature della sofferenza, e con Silvana Galderisi scopre il ruolo dello psicologo nella equipe che deve affiancare il paziente nella sua dura lotta.

Di Ettore Mautone

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