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8 marzo, Lorenzin: tabella di marcia per le cure al femminile, presto i nuovi Lea. Due terzi del Ssn è donna ma lo stipendio vale il 30% in meno Contenuto nell'archivio del 2016

Si comincia con la giornata della salute della donna prevista per il 22 aprile e si va avanti con altri eventi fino al Fertility day organizzato per il prossimo 22 settembre

Da Sanità24 - Il Sole 24 ORE dell’ 8-3-2016

Lo aveva annunciato e ora è arrivato il programma pensato proprio per la salute a misura di donna, su questo la ministra della Salute Beatrice Lorenzin ci gioca la faccia e l’entusiasmo. E non poteva mancare l’hashtag #donnexlasalute, pensato proprio per questo calendario di iniziative. Gli eventi informativi si terranno nei teatri locali e in stand appositamente allestiti nelle piazze di molte città italiane tra cui Roma, Bologna, Padova e Catania. A Roma sarà inoltre realizzata una grande iniziava con esperti del settore e testimonial.

«In Italia siamo di fronte a una svolta, metà dei ministri sono donne con ministeri di peso». Ha dichiarato oggi Beatrice Lorenzin, a margine della cerimonia al Quirinale per la celebrazione della Giornata internazionale della donna. «È una giornata molto importante - ha aggiunto - perché ogni giorno dobbiamo riaffermare quello che siamo e quello che vogliamo fare».

A breve Lea con epidurale e fecondazione assistita
E Lorenzin parla a tutto campo anche sui nuovi Lea. «Il lavoro è stato ultimato dagli uffici e stiamo semplicemente valutando la congruità di tutti gli aspetti. Penso che a brevissimo sarà approvato l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, nei quali per le donne abbiamo inserito la cura dell'endometriosi, la fecondazione assistita sia omologa che eterologa a titolo gratuito, l'epidurale». La ministra ricordando che «il bonus bebè, il percorso per il parto sicuro e le misure per la prevenzione del cancro», ha evidenziato che per quanto riguarda la fecondazione assistita, «far nascere bambini non è un business, e se abbiamo la medicina dalla nostra parte questa deve essere accessibile a tutti e garantire la salute della donna e del bambino». Celebrando la giornata dedicata al mondo femminile insieme a una platea soprattutto di donne, con alcune dipendenti del ministero che hanno improvvisato un flash mob lanciando messaggi di prevenzione, dalle vaccinazioni al rispetto del proprio tempo, Lorenzin ha ricordato che «questa è una giornata di impegno, per fare il punto sulle cose fatte e su quello che c'è ancora da fare, anche con le donne che si occupano di salute».

Farmaci di genere
La ministra ha anche parlato della medicina di genere: «Ho chiesto all'Agenzia europea dei medicinali (Ema) di valutare, data anche la quantità di pubblicazioni scientifiche, delle sperimentazioni cliniche apposite per le donne. Per sapere, ad esempio, se e quanto un farmaco anticancro influisce sulla fertilità, così come altri tipi di medicinali».

I numeri rosa del Ssn: donne medico 40%, poche ai vertici
È donna oltre il 40 per cento del totale dei medici che lavorano nel Servizio sanitario nazionale. Ma nei ruoli apicali del mondo sanitario «purtroppo le donne sono ancora pochissime, ma spero che la nuova legge che ho istituito sulla nomina dei manager in sanità, finalizzata a premiare il merito, possa vedere protagoniste più donne».

Auspica Beatrice Lorenzin: «Le ragazze laureate in Medicina sono molte di più dei ragazzi così come è maggiore il numero di donne medico, ma le donne nei posti apicali della Sanità ancora sono in pochissime - ha sottolineato Lorenzin – mentre una maggiore loro presenza in ruoli dirigenziali si registra nel settore dell'industria farmaceutica».

I numeri diffusi oggi dal ministero della Salute fotografano il peso delle donne impegnate nella sanità pubblica: su 109.682 professionisti, 44.445 sono donne. Sono soprattutto anestesiste (5.568), interniste (3.511), lavorano nella radiodiagnostica (2.594) o in farmacologia (2.496). E poi pediatre (2.822), ginecologhe (2.358), psichiatre (2.496), chirurghe (1.191). Con una percentuale di presenza rispetto ai colleghi maschi che si attesta attorno al 40-50 per cento. Con l'eccezione di alcune aree, come la pediatria dove oltre 6 medici su 10 sono donna, la genetica medica (58%) e l'area psichiatrica: le psichiatre sono circa il 63% del totale dei professionisti, mentre le neuropsichiatre infantili sono il 73% del totale. «Io ho rinnovato il Consiglio superiore di sanità con metà donne e metà uomini e una presidente donne. Ma mi era stato detto che non c'erano abbastanza donne scienziato in Italia per farlo. E anche se le donne medico sono in maggioranza, nei ruoli apicali non ci sono. Nel mondo sanitario stesso, dunque - ha detto la ministra - c'è ancora strada da fare e sto promuovendo politiche attive per le donne che lavorano nella sanità».

Gelli (Pd): ancora troppe disparità
«Due terzi del personale Ssn è donna, ma sono ancora troppe le disparità esistenti. Nel comparto, infatti, il genere femminile rappresenta la maggioranza anche in termini di lavoratrici precarie e nel part-time. Quando, però, si parla di carriera e di occupazione di ruoli apicali ecco che i dati si sovvertono». Lo ha dichiarato il deputato e responsabile sanità del Pd, Federico Gelli. Una differenza che ha i suoi riflessi «anche a livello retributivo - spiega Gelli visto che, a parità di ruolo, come riportato dai dati Enpam del 2010, si arrivano a registrare differenze anche del 30% in termini di guadagno tra un uomo ed una donna medico - prosegue Gelli -. Le professioniste nella classe di età 60-69 anni presentano in media circa 40 mila euro rispetto ai 57mila notificati dai loro colleghi dell'altro sesso. Anche dati relativi alle classi di età più giovani tendono a confermare questa disparità retributiva: nella fascia d'età 20-29 anni i medici uomini che svolgono libera professione denunciano circa 18mila euro l'anno contro i 14 delle donne, mentre tra 30-39 anni i maschi guadagnano 36mila euro contro i 28 delle femmine. Rilevante, poi, la differenza che emerge analizzando le rendite dei medici dai 40 ai 49 anni. Mentre gli uomini dichiarano redditi per circa 55mila euro, le donne non superano i 40mila l'anno». «E ancora, le donne, nel loro quotidiano, devono fare i conti con un'organizzazione del lavoro spesso ancora troppo poco attenta alle loro esigenze. Si registrano, quindi, ridotte possibilità di bilanciare il lavoro e le responsabilità familiari. Insomma – conclude – ancora oggi c'è tanto lavoro da fare».

IL CALENDARIO DELLA SALUTE IN ROSA

Giornata nazionale per la salute della donna: 21 e 22 aprile 2016
In occasione della Giornata, indetta con Dpcm per il 22 aprile di ogni anno, si terranno iniziative su due giorni: il 21 e il 22 aprile.

  • Il 21 aprile si terrà un evento che sarà un excursus sulla salute e sulle problematiche legate alle diverse età della donna, dalla giovinezza alla maturità, “raccontate” da testimonial famosi attraverso monologhi tematici e da esperti e luminari dal punto di vista scientifico; il 22 aprile si terrà invece un convegno con sessioni di lavoro con Associazioni, Società Scientifiche, volontariato sanitario, esperti.
  • Dal 22 aprile sarà attivato sul Portale del Ministero uno Sportello Donna dove professionisti pubblici delle diverse branche della medicina (ginecologi, pediatri, endocrinologi, cardiologi, specialisti in medicina riproduttiva, etc) daranno risposte ai quesiti più importanti posti dalle donne e acquisiranno informazioni sulla loro salute.
  • Sarà realizzato un Quaderno della Salute monotematico sulla medicina di genere coordinato dal Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.
  • Saranno realizzate sul territorio in collaborazione con società scientifiche e Associazioni di settore iniziative di promozione della salute e prevenzione.
  • Sarà realizzato un Calendario interattivo sulla salute della donna che ricorderà tutte le iniziative di prevenzione da adottare nelle diverse fasi della vita della donna.

Fertility day: 22 settembre 2016
L'istituzione di una Giornata nazionale dedicata al tema della fertilità “Fertility day” rappresenta un'occasione per richiamare l'attenzione di tutta l'opinione pubblica sul tema. Può diventare una proposta d'incontro sul tema della fertilità con i giovani, gli insegnanti, le famiglie, i medici, coinvolgendo proprio questi ultimi in una serie di iniziative a partire dagli stessi studi medici. Si tratta di mettere a fuoco con grande enfasi il pericolo della denatalità, la bellezza della maternità e paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l'aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini, prima che sia troppo tardi.
Sarà quindi realizzato il prossimo 22 settembre 2016 una grande manifestazione nazionale con successiva cadenza annuale, in tutte le città che aderiranno, con il coinvolgimento dei Sindaci dei Comuni, degli Ordini dei Medici, delle Società Scientifiche, delle Farmacie, delle Scuole e delle Famiglie. Gli eventi formativo/informativi si terranno nei teatri locali e in stands appositamente allestiti nelle piazze di molte città italiane tra cui Roma, Bologna, Padova e Catania. A Roma sarà realizzata una grande iniziativa formativo/informativa con esperti del settore e testimonial.

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