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Cause mediche. Pagheranno gli ospedali Contenuto nell'archivio del 2015

Da La Stampa del 3-12-2015

La legge di stabilità in esame alla Camera si arricchirà nelle prossime ore di un tassello cruciale quanto poco pubblicizzato. La legge sulla responsabilità professionale degli operatori sanitari ha concluso il suo percorso alla Commissione affari sociali di Montecitorio. Un pezzo di quel testo, però, dovrebbe essere preso dal Governo e inserito sotto forma di emendamento nella legge di stabilità. Così, mentre il resto del disegno di legge verrà incardinato a gennaio, la parte relativa alla responsabilità civile dovrebbe diventare legge entro la fine dell’anno.

Una volta approvata, sarà l’azienda sanitaria a rispondere per le cause di risarcimento avanzate dai pazienti che sostengono di avere subito una lesione dei loro diritti. Inoltre l’onere della prova sarà invertito: ora è a carico del medico mentre finirà in capo a chi presenterà la richiesta di risarcimento.

L’azienda sanitaria potrà rivalersi sul medico, ma l’azione di rivalsa dovrà avvenire nella misura massima di un quinto della retribuzione. Il medico, per i tre anni successivi al passaggio in giudicato della decisione pronunciata nel giudizio di rivalsa, non potrà vedersi assegnare incarichi professionali superiori rispetto a quelli ricoperti, né potrà partecipare a pubblici concorsi per incarichi superiori.

Al netto di questo, la ratio del provvedimento dovrebbe portare maggior serenità in corsia, sgravando i medici di parte della pressione relativa al rischio di prendere una denuncia in seguito a un errore e contribuendo a limitare il numero di esami prescritti al solo scopo di costruirsi una posizione di difesa nel caso in cui le cose si mettano male.

I risparmi previsti in termini di medicina difensiva sono difficili da quantificare ma dal ministero della Salute filtra ottimismo. Per questa ragione si è scelto di inserire l’articolo già nella legge di stabilità in esame: si tratta infatti di una previsione di risparmio che, per quanto difficile da stimare, insiste su una spesa di circa 10 miliardi. Parte dei quali si spera di risparmiare attraverso il provvedimento.

Certo, è da mettere in conto un aggravio conseguente sulle assicurazioni delle aziende sanitarie e sul versante delle spese legali, ma dalla maggioranza assicurano che il saldo sarà più che positivo.

Sul resto della legge c’è un ampio consenso parlamentare. Il testo introduce tra le altre cose un fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria, la possibilità di un’azione diretta del soggetto danneggiato nei confronti della compagnia assicuratrice, l’obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di essere provviste di una copertura assicurativa oltre a un tentativo obbligatorio di conciliazione tra le parti.

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