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Influenza, fuga dal vaccino “A gennaio mezza Italia ko” Contenuto nell'archivio del 2015

Il grido di allarme lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità sul calo delle coperture vaccinali.

Da La Stampa del 2-12-2015

Il clima mite che ancora accarezza buona parte d’Italia sta tenendo in naftalina il virus dell’influenza. Buona notizia si dirà. Mica tanto se poi si prende sottogamba la cosa e si finisce per non vaccinarsi. L’allarme viene dall’Istituto superiore di sanità (Iss), dove, se la fuga dai vaccini proseguirà di questo passo, prevedono mezza Italia a letto tra gennaio e febbraio, quando l’influenza raggiungerà il suo picco. Già prima di quest’anno, del resto, i numeri parlano di un calo del 30% delle immunizzazioni. Gli italiani che preferivano una punturina a febbre e dolori erano il 19,6% solo 5 anni fa. Quest’anno saranno appena il 13,6%. E la cosa più grave è che si vaccinano sempre meno quelli che ne avrebbero più bisogno, come gli anziani, che dal 68,3% di immunizzati nel 2006 sono crollati al 48,6% lo scorso anno.
Per ora, dicono i dati dell’Iss, sono circa 10mila gli italiani a letto con febbre, raffreddore, dolori addominali o alla gola. Ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di virus parainfluenzali, mentre quelli “doc” hanno steso al massimo un migliaio di persone. E siccome il vaccino funziona solo contro l’influenza vera e propria, il rischio è che qualcuno finisca, sbagliando, per crederlo inefficace. Alimentando un fuga che dura oramai da tempo e della quale non è certo colpevole la sola stagione mite di quest’anno. Un bel contributo, dicono all’Iss, lo ha dato anche l’allarme lanciato lo scorso anno non da uno dei 200 siti anti-vaccini che impazzano nella Rete ma dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che sequestrò alcuni lotti ritenuti contaminati. Dalle regioni iniziarono ad arrivare ogni giorno segnalazioni di morti “sospette”. Magari perché un ultra ottantenne, con varie e gravi malattie croniche, era spirato dopo essersi immunizzato. L’allarme rientrò appena appurato che quei lotti erano in regola e che le morti con il vaccino anti-influenzale non avevano niente a che vedere. Ma oramai il danno era fatto e la diffidenza di ieri la scontiamo ancora oggi. Con danni mica da poco, sia in termini di salute che economici. Le morti direttamente correlate all’influenza lo scorso anno sono state “solo” 163, ma Walter Ricciardi, presidente dell’Iss, stima che quelle correlate siano almeno 8mila, a causa soprattutto di complicazioni del sistema respiratorio e cardiovascolare. Sul piano economico poi i 4,3 milioni di italiani allettati dall’ “australiana” lo scorso anno hanno perso circa 10 milioni di giornate di lavoro, facendo gettare al vento qualche miliardo, stimano sempre all’Istituto.
Quest’anno potrebbe andare peggio. Ma non tutto è perduto. «Questo è il momento buono per vaccinarsi perché il picco dell’influenza arriverà tra un mese, due e il vaccino impiega 15 giorni per fare effetto», spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti. Che ricorda come quest’anno sia disponibile anche un vaccino «rinforzato» per gli anziani, «in grado con un coadiuvante di stimolarne maggiormente la risposta immunitaria».
Le categorie a rischio che non dovrebbero assolutamente saltare l’appuntamento con il vaccino le ricorda Claudio Cricelli, presidente della Simg, la Società italiana di medicina generale. Quella dei medici di famiglia per intenderci. «L’antinfluenzale è gratuito per gli under 65 e per tutti i malati cronici, in particolare diabetici, immunodepressi gravi, affetti da malattie respiratorie e cardiovascolari, malati di tumore». «Per i bambini dai sei mesi in su si paga ma - aggiunge - sarebbe consigliabile vaccinarli perché non avendo visto prima il virus le loro difese immunitarie non si attivano, rendendoli più vulnerabili». Un messaggio da recapitare ai sempre più numerosi genitori in fuga dai vaccini.

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