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Intervista a Beatrice Lorenzin: “Trovati i fondi per assumere i medici” Contenuto nell'archivio del 2015

“Risorse per dottori e infermieri da risparmi delle Regioni. La norma poteva saltare”

Da la Repubblica del 15-12-2015

I TEMPI
Da gennaio i primi contratti a tempo, a giugno concorsi per gli indeterminati. La metà dei posti riservata a precari


Prima dentro, poi fuori, poi da ieri pomeriggio di nuovo dentro. La storia della norma che dà il via libera per assumere fino a 6mila medici e infermieri è stata sofferta. E ieri, dopo una riunione tra i ministri alla Sanità e alle Riforme Beatrice Lorenzin e Maria Elena Boschi e il Mef, è arrivata alla fine. Gli organici degli ospedali verranno rinforzati.
Ministro Lorenzin, ce l'avete fatta?
«Sì, abbiamo cambiato il sistema alla base delle assunzioni, non più legate alla legge sulla responsabilità dei medici e cioè alla riduzione della medicina difensiva. I fondi arriveranno dai risparmi generati da altri provvedimenti entrati in stabilità: su appropriatezza, centrali uniche di acquisto, piani di rientro delle Asl in deficit».
Temeva un fallimento?
«Per una notte era tutto saltato. Avevo paura che non si potesse portare nel sistema il personale necessario a rispettare il nuovo orario di lavoro voluto dall'Europa».
Siete certi che i soldi arriveranno?
«Certo. Le nuove misure hanno anche sistemi di controllo, per essere certi della loro effettiva applicazione. Le Regioni non devono temere, i soldi arriveranno dai risparmi che sapranno generare. L'importante è che inizino a fare le riforme».
Quando si potrà assumere?
«Da subito per rispettare la norma europea, mentre aspettiamo che ci comunichino il fabbisogno di medici e infermieri. Non tutte sono nella stessa situazione. Ad esempio l'Emilia ci ha già detto che ha bisogno di poco personale. Per questo quello dei 6mila per ora è un dato indicativo. Sin da gennaio si potranno fare contratti a tempo determinato. A giugno si faranno i concorsi per quelli a tempo indeterminato, metà dei posti sarà riservato ai precari».
Basterà a risolvere i problemi di organico?
«Questa misura va vista come la parte di un percorso, non è la soluzione di tutti i problemi. La mia idea è arrivare nel 2016 ad una grande operazione come quella della scuola».
II fondo sanitario è arrivato a 111 miliardi. Bastano?
«Sono quelli che abbiamo e dobbiamo farceli bastare, puntando su efficienza e lotta allo spreco e con una assunzione di responsabilità collettiva. Per il futuro però dobbiamo dirci quanto siamo disposti a spendere in più per rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e per mantenere il nostro sistema in salute. Possiamo vincere la sfida».
Quali altre vostre misure sono nella legge di Stabilità?
«Intanto i nuovi livelli essenziali di assistenza, il nuovo nomenclatore e le centrali uniche di acquisto. Inoltre si vincola parte del fondo per la cura della ludopatia, vietando tra l'altro la pubblicità dei giochi in tv in orario protetto, e sono garantite risorse per i farmaci anti epatite C. Infine si impegnano le Regioni a risolvere le difficoltà delle Asl in deficit».
Domani i medici scioperano, questi provvedimenti attenueranno la loro rabbia?
«Rispetto sempre le azioni dei lavoratori. Sono consapevole delle difficoltà che hanno gli operatori sanitari, derivanti dal blocco e dai mancati rinnovi dei contratti. Abbiamo attraversato anni duri ma ora siamo in una fase in cui ci riagganciarno alla ripresa».
II presidente Aifa Pecorelli è accusato di conflitto di interessi. Da giorni è attesa una sua mossa.
«Non ho ancora deciso, sono stata impegnata completamente sulla legge di stabilità. Comunque al di là della posizione del singolo, che verrà attentamente valutata, tutta l'agenzia sarà presto oggetto di una grande riforma che è ben più importante di questa decisione».

Di Michele Bocci

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