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L’intervista a Luca Pani: “Limitiamoci ai veri salvavita per sconfiggere la diffidenza” Contenuto nell'archivio del 2015

Pani, direttore generale AIFA: “Su un tema così delicato ci vuole più trasparenza”

Da la Repubblica del 10-12-2015

«Di fronte a un tema tanto sensibile, dobbiamo essere al di sopra di ogni sospetto», dice Luca Pani, direttore generale dell'Agenzia italiana per il farmaco.
Perché, non lo siete?
«C'è un problema di trasparenza, come emerse già ai tempi della pandemia d'influenza dichiarata dall'Oms nel 2009. Il problema è così delicato da richiedere massima responsabilità. Dobbiamo stare più attenti alla comunicazione, visto che tanta gente in Italia non vuole vaccinarsi».
C'è un problema di sicurezza?
«No, assolutamente. I vaccini sono sicuri. Stiamo parlando di necessità di trasparenza».
Il presidente della sua Agenzia è appena stato sospeso per presunto conflitto d'interessi.
«No comment».
Cosa cambierebbe nel piano?
«Alcuni vaccini sono totalmente salvavita. Altri mi sembrano meno urgenti».
Per esempio?
«Il morbillo uccide. Non può essere messo nello stesso calderone degli altri. Siamo di fronte a una paura irrazionale dei vaccini da parte di molti genitori. Se reagiamo aggiungendone altri, rischiamo che ai bambini non ne venga fatto nessuno. Ma dobbiamo ricordare che se oggi il vaiolo non esiste più è proprio perché in passato è stata fatta una buona campagna di vaccinazione. Anche parotite e rosolia sono piuttosto pesanti».
Cosa eliminerebbe?
«Discuterei meglio dell'introduzione del rotavirus, che provoca gastroenteriti anche gravi, ma soprattutto nei Paesi poveri. Da noi, al di là di qualche caso di ospedalizzazione, non ci sono grandi problemi. Per il meningococco B ci sono dubbi sulla permanenza della protezione nel tempo».

 (e.d.)

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