ServiziMenu principaleHome
Home  /  Professionisti  /  Notiziario AIOM  /  'La sfida di riconoscere i bisogni dei pazienti'

'La sfida di riconoscere i bisogni dei pazienti' Contenuto nell'archivio del 2016

Buoni acquisti? Servono coordinamento, capacità organizzativa e strategica, scelte di lungo periodo. Conoscenza del mercato, della domanda, dell'innovazione di processo e tecnologica. E anzitutto, si deve partire dai bisogni dei pazienti

Da Il Sole24 ORE Sanità del 2-2-2016

Parlare oggi in Italia di centrali di acquisto non significa, solo e semplicemente, affrontare il ri-orientamento del sistema di acquisto verso la razionalizzazione delle risorse ma, piuttosto, valutare la complessità della ridefinizione del sistema sanitario in termini di risorse organizzative e per la salute. La legge di Stabilità 2016 contiene l'ennesima manovra di "razionalizzazione" dei processi di approvvigionamento di beni e servizi per le amministrazioni pubbliche, e insieme di spending review, introducendo rilevantissime modifiche a una pluralità di disposizioni sulle procedure di affidamento e dando maggiore impulso alla centralizzazione degli acquisti, affidandola a 30 centri oltre che quelle delle città metropolitane (cosiddetti soggetti aggregatori), la cui operatività sarà ordinata, per gare nazionali e regionali e articolate per soglie economiche e per tipologia di prodotti e servizi.

Le recenti integrazioni del quadro normativo introdotte dalla direttiva Ue 24/2014 danno, invece, degli strumenti potenti in termini di ridefinizione degli approcci di acquisto, per le stazioni appaltanti, e aspetti innovativi per quanto concerne gli strumenti a disposizione delle centrali di acquisto, cambiando radicalmente il criterio di aggiudicazione dell'offerta (offerta economicamente più vantaggiosa) e rendendo l'aggiudicazione al prezzo più basso solo una eccezione. La stessa Direttiva Europea, tra l'altro, in uno dei suoi considerando (cons. 59) punta il dito proprio sull'uso "abuso" delle centralizzazioni alla luce degli effetti distorsivi che questa produce sulla qualità dell'innovazione, sulla penalizzazione delle piccole e medie imprese (Pmi) e, non ultimo, su possibili "collusioni".

Cons. 59: "Nei mercati degli appalti pubblici dell'Unione si registra una forte tendenza all'aggregazione della domanda da parte dei committenti pubblici, al fine di ottenere economie di scala, ad esempio prezzi e costi delle transazioni più bassi... omissis...Tuttavia, l'aggregazione e la centralizzazione delle committenze dovrebbero essere attentamente monitorate al fine di evitare un'eccessiva concentrazione del potere d'acquisto e collusioni, nonché di preservare la trasparenza e la concorrenza e la possibilità di accesso al mercato per le Pmi".

Anche se appare condivisibile lo scopo del legislatore italiano della introduzione di meccanismi di razionalizzazione e centralizzazione degli acquisti, strumentali all'individuazione di fabbisogni standard delle pubbliche amministrazioni, e, di conseguenza, alla fissazione di un livello di spesa uniforme, per voci di costo dei consumi intermedi, bisogna osservare che i cosiddetti "consumi intermedi" rappresentano il valore dei beni e dei servizi consumati quali input in un processo di produzione. Tra essi rientrano tutti i beni e servizi consumati o ulteriormente trasformati nel processo produttivo posto in essere dall'amministrazione. Sono "intermedi" perché precedono lo svolgimento del servizio. Fare questa valutazione nel consumo di un bene pubblico, non escludibile quale è la salute, impone al sistema sanitario la definizione di paradigmi decisionali molto diversi all'interno delle centrali di acquisto, in grado di far fronte alla domanda di salute. Lo scenario di aggregazione dell'offerta in Italia dà, infatti, atto di una estrema frammentazione che segue una logica rigida e dipartimentale nelle valutazioni di acquisto tralasciando pericolosamente lo studio del mercato e la comprensione del grado di aggregazione ottimale.

Il Considerando (71): "Il rafforzamento delle disposizioni riguardanti le centrali di committenza non dovrebbe in alcun modo escludere la prassi attuale riguardante gli appalti congiunti occasionali, ossia sistemi di acquisizione meno sistematici e istituzionalizzati... omissis...".

La ridefinizione dei processi di acquisto necessita, pertanto, nel nostro paese, di una "rivoluzione copernicana" sia dei livelli decisionali che organizzativi partendo da una semplice considerazione: la razionalizzazione della spesa sanitaria, attraverso l'efficientamento degli acquisti, deve trovare basi tecniche e operative incentrate sulla valutazione del bisogno piuttosto che sul concetto del prezzo e dell'aggiudicatario. Rendere le decisioni aggregative informate da questo semplice concetto è la vera sfida che il sistema italiano di approvvigionamento deve affrontare, sfruttando l'occasione del recepimento della direttiva Ue di coordinamento degli appalti di beni, servizi e opere pubbliche (entro il 18 aprile 2016). Il sistema di centralizzazione degli acquisti sanitari in Italia deve, pertanto, superare le logiche burocratiche di presa delle decisioni e dare impulso alla capacità del soggetto pubblico di scegliere per bisogni di salute e di sicurezza, connessi all'oggetto del'appalto: ciò significa che devono essere chiare sia le prestazioni connesse all'acquisto che le successive fasi di esecuzione del contratto dotando le centrali di acquisto di idonei strumenti per valutare la qualità attraverso il monitoraggio delle performance che non è altro che la quantificazione della qualità promessa.

Le centralizzazioni con la loro elevata eterogeneità regionale, in termini di capacità di risparmio sulla spesa delle aziende sanitarie, fanno evincere una assenza di coordinamento e capacità strategica dei sistemi sanitari in cui è evidente la carenza di risorse e know how organizzativi che permettono di effettuare scelte di lungo periodo. Si può constatare, invece, una generale tendenza delle centrali di acquisto ad allontanarsi sempre di più dalla conoscenza del mercato, della domanda, e dell'innovazione di processo e/o tecnologica trascurando gli strumenti innovativi e di interazione con tutti i soggetti della filiera, pubblici e privati, che lo stesso legislatore ha messo a disposizione.

Il processo di acquisto di beni sanitari non può prescindere da una valutazione multidisciplinare in grado di analizzare la qualità, che risulta essere fattore discriminante nella esecuzione e gestione dell'appalto. Concludendo, l'istanza ineludibile della razionalizzazione dei consumi, da parte della pubblica amministrazione, attraverso la centralizzazione, non può eludere la specificità della spesa sanitaria che ha come "consumatore" finale il cittadino-paziente. Oggi, più che mai i soggetti coinvolti nella centralizzazione in sanità devono comprendere la necessità di evolversi verso sistemi in grado di riconoscere il valore e gli effettivi bisogni dei pazienti, sviluppando le professionalità e collaborazioni in grado di andare oltre il mero approccio del ciclo economico di un bene, ma che permettano di includere, nei meccanismi di gara, criteri in grado di cogliere il valore economico come impatto "economico" che quel prodotto ha sull'organizzazione e non il prezzo e le conseguenti ponderazioni.

di Franco Astorina
presidente Fare,
Federazione delle associazioni regionali degli economi e provveditori della Sanità

 

AIOM - Via Enrico Nöe, 23 - 20133 - Milano - tel. +39 02 70630279

© AIOM. Tutti i diritti riservati. P. I. 11957150151