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Sanità, più corti i tempi di pagamento Contenuto nell'archivio del 2016

Rimborsi più celeri da parte di asl e ospedali sia per i farmaci sia per i dispositivi medici, ma si è ancora lontani dai 60 giorni di ritardo massimo imposti dall'Europa

Da Il Sole24 ORE del 4-2-2016

Sono scesi del 30% (farmaci) e del 10% (dispositivi medici) in sei mesi, a fine 2015, i tempi di rimborso dei crediti vantati dalle industrie farmaceutiche e da quelle del biomedicale verso asl e ospedali. E contemporaneamente è diminuita, ma in percentuali più ridotte, la massa di debiti della sanità pubblica, rimasti insoluti , ma con uno scoperto sempre considerevole: oltre 5 mld in totale. Un panorama in miglioramento, ma sempre distante dai 60 giorni di ritardo massimo imposti dall'Europa. Con la conferma in negativo dei ritardi cronici di pessimi pagatori di tre enti sanitari con record di migliaia di giorni di fatture in naftalina: l'azienda ospedaliera «Mater Domini» di Catanzaro che paga dopo 3 anni e due mesi, l'ospedale «Ciaccio» sempre di Catanzaro che impiega 2 anni e 2 mesi, l'azienda sanitaria regionale di Campobasso che onora i debiti dopo ventitrè mesi mesi. Non che non non abbiano migliorato, ma certo non basta. E intanto il Sud, sempre il Sud, resta nella lista nera.

L'iniezione di liquidità dallo Stato in questi anni ha dunque contribuito a mettere un freno ai comportamenti vessatori di asl e ospedali verso i loro fornitori. Sebbene in alcuni casi le regioni abbiano usato quelle somme anche per la spesa corrente, incappando (come il Piemonte) nell'altolà della Consulta.

In ogni caso, pur tra vistose differenze regionali i tempi di rimborso ai fornitori a fine 2015 hanno segnato un trend in calo. Anche in netta diminuzione, com'è il caso dei farmaci. Secondo i dati di Farmindustria, Il ritardo medio nazionale è stato a dicembre di 106 giorni, contro i 151 di giugno o addirittura i 247 giorni del 2011. Con un credito in sospeso che però resta altissimo: 2,3 mld. Ma attenzione: il Molise paga in 712 giorni (726 a settembre), la Calabria in 243 (erano 272), la Campania dopo 162 giorni (contro 250 di tre mesi prima). Mentre l'Umbria riesce a rimborsare in 46 giorni, le Marche in 56, la Lombardia in 62.

Non dissimile l'andamento dei rimborsi relativi ai dispositivi medici. In questo caso - dati di Assobiomedica - i tempi di pagamento a dicembre sono scesi a 156 medi su base nazionale, contro i 168 di sei mesi prima e addirittura i 280 giorni del 2010. Anche in questo caso il piccolo Molise s'è confermato maglia nera con 650 giorni di fatture bloccate (621 a giugno), seguito da Calabria con 516 giorni (555 a giugno) e dalla Campania con 268 (contro i 298 di sei mesi prima). Lo scoperto totale per il settore è di 2,78 mld, con sette regioni che da sole cumulano 1,8 mld di debiti e la Campania in coda con 362 mln di sofferenze.

Le imprese osservano con cautela. Fa notare Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria: «Ben 18 regioni su 20 hanno registrato un miglioramento dei tempi di pagamento, risultato che va nella direzione di una maggiore attrattività dell'Italia. E che ci fa sperare per il futuro, anche se c'è molto lavoro da fare nelle regioni distanti dai tempi medi di pagamento e dalle norme comunitarie». Insomma, aggiunge Scaccabarozzi, «è un passo in avanti per tutto il Paese perché con risorse certe, e se sarà affiancato dal nuovo modello di governance, le imprese possono aumentare gli investimenti, come mostrano i risultati dell'industria farmaceutica degli ultimi anni». In sintonia Luigi Boggio, presidente di Assobiomedica: «Il trend è in discesa, ma lenta e distante dai 60 giorni che vuole l'Europa. Piuttosto - prevede - le riorganizzazioni e gli accorpamenti in atto in molte regioni, rischiano di riportarci indietro».

di Roberto Turno


I NUMERI

 -30%

Farmaci
È la percentuale dei tempi di rimborso dei farmaci

-10%

Dispositivi medici
È di quanto sono diminuiti i tempi di rimborso dei dispositivi

5 miliardi

Lo scoperto
È lo scoperto della massa di debiti rimasti insoluti

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