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AIOM inaugura la scuola di umanizzazione e lancia l'allarme sull'abuso di markers Contenuto nell'archivio del 2016

Allarme degli oncologi sull'uso improprio dei marcatori: 13 mln l'anno

Da Il Sole24 ORE Sanità del 10-5-2016

“La sfida è spingere sempre più il sistema sanitario verso l'appropriatezza, un obiettivo che può essere essere raggiunto non solo grazie alle risorse, ma anche applicando modelli efficienti». E’ stato molto apprezzato l'intervento di Mario Melazzini, presidente Aifa (Agenzia italiana del Farmaco), che ha sintetizzato efficacemente quanto emerso nel convegno nazionale sullo Stato dell'Oncologia organizzato dall'Aiom lo scorso 28 aprile al Senato. Nel 2015 in Italia sono stati stimati circa 363.000 nuovi casi di tumore. Oggi il 68% dei cittadini a cui vengono diagnosticati tumori frequenti sconfigge la malattia. E’ però necessario che le strutture oncologiche siano da un lato distribuite in maniera uniforme sul territorio nazionale e dall'altro interconnesse in un sistema di rete che consenta a tutti i pazienti di accedere alle migliori tempie disponibili. Un aspetto sottolineato anche nell'intervento di Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato. I progressi della ricerca, le campagne di prevenzione, i miglioramenti delle terapie e la disponibilità di strutture adeguate hanno consentito di ottenere un progressivo miglioramento dell'assistenza portando la sopravvivenza nel nostro Paese a livelli equivalenti, se non addirittura superiori, alla media europea.

Dal rapporto sullo "Stato dell'oncologia" è emerso l'allarme per l'utilizzo improprio dei marcatori tumorali. Questi test sono utilizzati in oncologia da più di 40 anni, ma oggi il loro uso sta diventando eccessivo rispetto al numero dei pazienti oncologici. Nel 2012 sono stati eseguiti in Italia oltre 13 milioni di marcatori tumorali a fronte di 2 milioni e 300mila italiani che vivevano dopo la diagnosi (oggi sono più di 3 milioni).

A oggi nessun marcatore tumorale si è dimostrato utile per la diagnosi precoce, quindi non devono essere utilizzati al di fuori dell'ambito strettamente clinico, ma impiegati in pazienti che hanno già avuto una diagnosi di specifiche neoplasie e solo in due situazioni: per la valutazione della risposta al trattamento e per la diagnosi di recidiva di malattia in persone già trattati. Le linee guida nazionali e internazionali definiscono ambiti ben precisi di utilizzo. Non devono quindi essere usati con intento di screening per cancro in individui asintomatici e non possono essere considerati test diagnostici in presenza di sintomi. Dall'altro lato, l'Aiom ha costituito un tavolo di lavoro permanente con la Società italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia (Siapec) per la caratterizzazione molecolare delle neoplasie in funzione terapeutica. Scopo principale di questo gruppo di lavoro è la creazione di una rete laboratoristica italiana diffusa sul territorio nazionale in grado di offrire con adeguata qualità test biomolecolari in oncologia. La creazione di una rete è infatti strumento indispensabile per garantire ai pazienti oncologici le analisi molecolari necessarie per l'inquadramento diagnostico e la definizione della migliore strategia terapeutica. Analisi molecolari accurate sono indispensabili per garantire l'appropriatezza dei trattamenti, con particolare riguardo ai biomarcatori predittivi. Gli strumenti che il gruppo di lavoro utilizza per realizzare questa strategia sono rappresentati dalla stesura di raccomandazioni peri test molecolari, dalla organizzazione di eventi formativi specifici in patologia molecolare e dall'offerta di programmi di controllo di qualità per i principali biomarcatori predittivi. Negli ultimi anni, in seguito all'attenzione crescente nei confronti della componente ereditaria delle malattie tumorali, l'Aiom si è inoltre impegnata nell'implementazione di attività diagnostiche mirate alla valutazione del rischio eredo-familiare e nell'attivazione di percorsi di sorveglianza clinica e strumentale e di prevenzione, personalizzati e differenziati rispetto a quelli proposti alla popolazione generale.

Carmine Pinto
presidente nazionale Aiom
(associazione italiana di Oncologia medica)

 

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