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Anche i social media possono aiutare la lotta contro il cancro

Da Healthdesk del 26-6-2016

Uno studio del St. Mary’s Medical Center di San Francisco presentato al recente Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il più importante appuntamento mondiale di oncologia che si è svolto a Chicago, ha analizzato più di 30 mila tweet di donne che avevano eseguito la mammografia, il Pap test e la colonscopia; l’analisi dei sentimenti espressi dalle pazienti ha sottolineato esperienze negative e positive, ma solo queste ultime hanno dimostrato di «rimanere nel tempo ed essere più influenti» verso parenti e amici. D'altronde, nella letteratura scientifica si trovano ricerche che evidenziano come le pazienti colpite da tumore del seno seguite tramite social network abbiano aderito meglio alla terapia (in particolare al trattamento adiuvante eseguito dopo l’intervento chirurgico per prevenire il ritorno della malattia) rispetto alle donne seguite in maniera tradizionale.

«La sete di fonti certificate è molto alta - commenta Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e direttore dell’Unità di Oncologia dell’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia - ed è compito di una moderna società scientifica saper “governare” il flusso costante di informazioni». Ecco spiegata, dunque, la ragione della seconda edizione del corso nazionale per giornalisti medico-scientifici e oncologi promossa dall'Aiom, che si è svolto il 24 e 25 giugno scorsi a Reggio Emilia. Un'edizione caratterizza da una decisa impronta internazionale, con la partecipazione, tra gli altri di Alice Park di Time Magazine, e dei rappresentanti degli uffici di comunicazione della stessa Asco e dell'Esmo, la Società europea di oncologia medica. «Da un lato vogliamo sensibilizzare i rappresentanti dei media sull’importanza di una corretta comunicazione – precisa Pinto - dall’altro è necessario offrire ai clinici gli strumenti per comunicare con i giornalisti. Oggi i camici bianchi utilizzano con sempre maggiore frequenza i social media, talvolta senza conoscere a fondo le insidie che possono nascondere». È Twitter la piattaforma più diffusa nella comunità internazionale di oncologi. Al Congresso ASCO 2015 hanno “cinguettato” ben 12.402 clinici, con un aumento del 70% rispetto al 2014. Anche Facebook e Youtube hanno un peso rilevante.

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