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Con i farmaci innovativi esplode la spesa

Sanità, dossier AIFA

Da LA STAMPA del 22-6-2016

Spinta dalle pillole d'oro anti-epatite la spesa farmaceutica rompe gli argini, sfiorando nel 2015 i 29 miliardi di euro, pari a un bel +8,6% rispetto all'anno precedente. E l'arrivo dei farmaci innovativi da 100mila e più euro a terapia, contro cancro, diabete e malattie infettive porterà a un maggiore esborso di due miliardi l'anno nei prossimi cinque anni. Che il banco farmaceutico rischi di saltare lo conferma il rapporto Osmed sul consumo di medicinali in Italia, redatto dall'Aifa, l'Agenzia nazionale del farmaco.

Ma mentre la spesa galoppa senza freni, continuiamo a buttare soldi preziosi dalla finestra usando in modo "inappropriato" pillole e sciroppi, utilizzati quando non servono o mandati giù distrattamente, magari saltando la terapia o interrompendola prima del dovuto, rendendola così inefficace. La fine che fa quasi una confezione medicinale su due, con ampie differenze tra una categoria all'altra, con gli antibiotici usati impropriamente per un'infezione virale una volta su tre, mentre i gettonatissimi anti-acidi "inibitori della pompa protonica" nella metà dei casi si prendono come gastroprotettori anziché per curare esofagiti gravi ed ulcere. Per non parlare dei farmaci per i disturbi delle vie respiratorie, che appena il 13,8% dei pazienti assume con regolarità.

E sprechiamo anche quando a pagare siamo noi stessi e non lo Stato Pantalone. La spesa a carico degli assistiti per i farmaci fuori brevetto ma comunque "griffati" ha oramai sfondato il muro del miliardo l'anno, che potremmo tenerci in tasca acquistando i più economici ed identici farmaci generici che lo Stato rimborsa integralmente, mentre sugli altri si deve pagare la differenza di prezzo.

Uno scialo che stride con l'allarme rosso sulla sostenibilità economica del nostro sistema di assistenza farmaceutica. Lo scorso anno i soli nuovi anti-epatite hanno assorbito il 7,8% di tutta la spesa farmaceutica, consentendo di curare 31mila pazienti più gravi, che sono diventati quasi 50mila in questi primi sei mesi dell'anno. Nulla rispetto a quanto le casse pubbliche dovranno sostenere quando da qui al 2020 entreranno in commercio ben 225 nuove sostanze dai costi stratosferici. Non a caso il Ministro della salute Beatrice Lorenzin è in pressing sui colleghi europei, ai quali chiede di contrattare i prezzi a livello Ue, per fare così fronte comunque contro lo strapotere di big-pharma.

PA.RU.

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