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Contro il cancro la carica dei nuovi farmaci

500 milioni nel bilancio 2017 per terapie oncologiche innovative. «Recepiamo i grandi progressi della ricerca»

Da Avvenire del 27-10-2016


Un fondo per i farmaci innovativi in oncologia. È la prima volta che viene istituito in Italia. Finanziato nella Manovra 2017 con 500 milioni di euro, servirà per permettere a tutte le strutture di cura del Paese di dotarsi di nuove molecole, frutto dei progressi in àmbito internazionale, e renderle disponibili ai malati subito. Anche grazie a questi farmaci, oggi in oncologia possiamo parlare di miglioramento della qualità della vita e del prolungamento della sopravvivenza delle persone anche grazie a progressi come questi. Vediamo allora in dettaglio di che farmaci si tratta.

Una prima categoria è quella dell'immunoterapia. Una parte di questi nuovi metodi di cura prevede già il rimborso: sono quelli per il melanoma e per il carcinoma squamocellulare del polmone. Sono invece in via di rimborso per il 2017 i farmaci immunoterapici per l'adenocarcinoma del polmone, i tumori del rene, del colon e della vescica.

La seconda categoria innovativa che entra nelle nuove terapie di cura è quella mirata su bersagli cellulari, detta per questo anche anche " target". In questa fascia saranno a disposizione alcuni farmaci che funzionano nella tipologia di tumore del polmone con mutazione di un gene, il Gfr, oppure che hanno un'al-terazione molecolare genetica.

«Perla cura del 20% dei tumori del polmone venivano già utilizzati farmaci target - spiega Carmine Pinto, presidente dell'Aiom, l'associazione italiana di oncologia medica -. La novità è che oggi pazienti che con farmaci di prima generazione non rispondono più alle cure hanno a disposizione, in via di rimborso nel 2017, nuovi farmaci target di seconda generazione che superano le resistenze dei precedenti».

Anche nella cura del melanoma sono efficaci i nuovi farmaci target in quella tipologia di tumore della pelle che presenta una specifica mutazione genetica. «In queste situazioni - spiega ancora Pinto - abbiamo anche la possibilità, oltre all'immunoterapia, utilizzare una combinazione di farmaci target mirati contro due geni responsabili della malattia: il Braf e il Mek».

L'ultima categoria di farmaci target innovativi viene utilizzata nel tumore dell'ovaio con mutazione del gene Brca (lo stesso del carcinoma alla mammella). «Le donne che hanno la mutazione di questo gene - spiega ancora il responsabile degli oncologi italiani -possono mantenere attiva la risposta anche dopo la chemio attraverso la cura con una terapia degli inibitori di Parp», una categoria di farmaci.

Gli ultimi farmaci messi a disposizione a fine del 2017 saranno quelli appartenenti a una categoria nuovissima di target: si tratta degli inibitori delle cicline, che funzionano contro il carcinoma della mammella avanzato tramite recettori ormonali positivi in combinazione con la terapia ormonale.

«Tutto questo è un progresso enorme dell'oncologia mondiale, che l'Italia ora sta recependo» dice con orgoglio Carmine Pinto.

Ma come sarà possibile fare in modo che le Regioni li inseriscano velocemente nei loro prontuari? «Al nostro congresso che si apre domani - riprende il presidente Aiom - proporrò che il nuovo Fondo sia gestito dall'Agenzia italiana del farmaco. Sarà l'Aifa così a definire il numero di farmaci innovativi. A questo Fondo potrebbero attingere le Regioni a fine anno sulla base dei volumi di spesa, in maniera omogenea per tutti».

Il governo pare intenzionato a finanziare il Fondo nella legge di stabilità in fase di elaborazione. Ora in questa stessa manovra deve essere inserita la modalità in cui il prezioso salvadanaio andrà utilizzato. I malati di cancro sottoposti in questo momento nel nostro Paese a cure oncologiche sono 350mila. «L'obiettivo dell'introduzione del Fondo per i farmaci innovativi è di aumentare la sopravvivenza di tante persone e superare il dato odierno di un milione di guariti: occorre fare in modo - conclude il presidente degli oncologi — che i 3 milioni e mezzo di italiani che hanno già avuto esperienza di cancro sopravvivendole possano aumentare in modo ancora più significativo».

Il presidente della Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in oncologia, Francesco De Lorenzo plaude all'istituzione del Fondo: «Da sempre sosteniamo la necessità di istituirlo per assicurare parità di accesso ai farmaci oncologici. Abbiamo documentato i ritardi nelle acquisizioni con i rapporti che pubblichiamo ogni anno». Il punto per De Lorenzo sarà la gestione: «Verranno dati soldi direttamente alle Regioni? Queste si impegneranno a inserire i nuovi farmaci nei loro prontuari? Verranno assegnati i fondi sulla base delle spese che le singole Regioni sosterranno?». La proposta di De Lorenzo è «dare attuazione al decreto Balduzzi, che prevedeva l'automatico inserimento dei farmaci innovativi nei Prontuari regionali. Ma Aifa in questi anni non ha ancora deciso che cosa è un farmaco innovativo. Speriamo che il nuovo direttore generale Mario Melazzini abbia questa sensibilità. E che i criteri di indicazione del Fondo entrino nella legge di stabilità».

di Francesca Lozito

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