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Farmaci innovativi subito a disposizione: unica regia anti cancro Contenuto nell'archivio del 2016

500 milioni di euro a un Fondo per i farmaci oncologici innovativi previsti dal Piano di stabilità: almeno 5 o 6 i farmaci anticancro realmente innovativi che potranno essere resi subito disponibili ai pazienti

Da Corrieredellasera.it del 28-10-2016

«Garantire a tutti i malati di cancro l’accesso ai farmaci più innovativi, da Milano a Reggio Calabria senza differenze fra Regione e Regione», così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in occasione dell’apertura a Roma del Congresso dell’Associazione degli oncologi medici (Aiom), ha voluto commentare la decisione del Governo di destinare 500 milioni di euro a un Fondo per i farmaci oncologici innovativi previsti dal Piano di stabilità. E il Ministro è anche convinto che se vincerà il Sì al prossimo Referendum, con l’abolizione del Titolo V (che parla delle autonomie delle Regioni), cambierà molto nella sanità perché «lo Stato riprenderà in mano le norme generali che riguardano la salute – ha detto Beatrice Lorenzin – mentre alle Regioni rimarrà la funzione organizzativa».

5 o 6 i farmaci anticancro realmente innovativi
Grazie al Fondo del Governo, saranno almeno 5 o 6 i farmaci anticancro realmente innovativi che potranno essere resi subito disponibili ai pazienti. Si tratta da un lato di molecole completamente nuove, dall’altro di trattamenti già in uso e rimborsabili, ma che hanno ricevuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) un’estensione delle indicazioni. La recente decisione del Governo può cambiare la vita di milioni di cittadini colpiti dalla malattia, perché queste armi possono allungare in maniera significativa la sopravvivenza garantendo una buona qualità di vita. «Questi nuovi farmaci – ha commentato Carmine Pinto , presidente nazionale dell’Aiom – includono i trattamenti immuno-oncologici che rafforzano il sistema immunitario contro il cancro e le molecole “target” che colpiscono precisi bersagli delle cellule tumorali».

Una strategia unitaria contro la malattia
Gli oncologi italiani ora chiedono un altro passo in avanti, decisivo per cambiare i criteri dell’assistenza nel nostro Paese, un “Patto contro il cancro” che garantisca una strategia unitaria contro la malattia. «Solo così – continua il professor Pinto - potremo curarli garantendo loro le cure migliori, con un’unica regia che vada dalla ricerca, alla prevenzione primaria, alla diagnosi precoce, alla riabilitazione, fino alle fasi terminali di malattia. Senza trascurare gli aspetti legati al reinserimento sociale e lavorativo». Ma per fare questo occorre che tutti gli attori del sistema dai politici, alle istituzioni, dagli oncologi i ricercatori e alle associazioni dei pazienti, costruiscano un progetto comune che, come ha sottolineato Stefania Gori, presidente eletto di Aiom «può aiutare a migliorare i risultati dell’assistenza ai malati». Che nel nostro Paese ha già portato alla riduzione di mille morti nel 2013 rispetto al 2012.

di Adriana Bazzi

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