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Fumo in auto, controlli zoppi Contenuto nell'archivio del 2016

Ok alle ispezioni visive. Più complesse quelle interne

Da Italia Oggi del 9-2-2016

Ok alle ispezioni visive dell'auto dall'esterno per accertare il divieto di fumo nell'abitacolo in presenza cli minori e di donne incinte. Le ispezioni interne, invece, potrebbero essere bloccate se si equipara la vettura alla privata dimora. Si gioca tutto sul concetto, appunto, di privata dimora l'individuazione dei poteri degli agenti accertatori della violazione del divieto di fumo in auto introdotto dall'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo n. 6/2016. La materia è illustrata dalla circolare del ministero della salute del 4 febbraio 2016, che sul punto delle modalità di accertamento si limita a un richiamo all'articolo 13, comma 4, della legge 689/1981 e cioè la legge quadro sulle sanzioni amministrative pecuniarie. Ma vediamo di illustrare il problema.
L'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo n. 6 del 2016, estende il divieto di fumo al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza.
La circolare prende in esame le difficoltà pratiche di accertamento della violazione e si riferisce all'ipotesi infrazione commessa in un autoveicolo in movimento. Per questa ipotesi la circolare ricorda che l'accertamento può essere effettuato dal personale dei corpi di polizia amministrativa locale e dagli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, secondo quanto previsto dall'articolo 13, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. 
In realtà le modalità di accertamento sono disciplinate innanzitutto dal comma 1 del citato articolo 13. In base a questo primo comma gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.
Dunque l'agente di polizia municipale ha una serie di prerogative, tra cui l'ispezione di cose e luoghi diversi dalla privata dimora.
Dobbiamo, quindi, ipotizzare che un'autovettura venga fermata per contestare l'infrazione del divieto di fumo.
Occorre, quindi, innanzi tutto che l'agente accertatore abbia visto con i propri occhi la commissione dell'infrazione e che l'abbia immediatamente contestata al trasgressore.
In questo caso la parola dell'agente vale di più di quella del trasgressore, considerato che il verbale è atto che fa prova fino a querela di falso e che il trasgressore stesso non potrà superare l'efficacia probatoria del verbale neppure con un testimone.
Se l'auto è in movimento, potrebbero essere necessari ulteriori atti di accertamento.
L'art. 13, comma 1, della legge 689/1981 ammette atti di ispezioni di cose o luoghi diversi dalla provata dimora. Si deve, quindi, valutare se l'auto sia una cosa o un luogo di privata dimora.
Prendendo a prestito la giurisprudenza del giudice penale si nota che l'auto, che si trova sulla pubblica via, non è considerata privata dimora ai fini del reato di violazione di domicilio, salvo che possa desumersi un effettivo uso a fini di precaria abitazione; non lo è neppure ai fini della applicazione della disciplina autorizzativa sulle intercettazioni. Seguendo questa impostazione l'auto, che circola sulla pubblica via, sarebbe una cosa o un luogo diverso dalla privata dimora e, quindi, l'agente accertatore sarebbe legittimato a procedere alle ispezioni. Se, invece, si ritenesse che l'autovettura sia equiparabile alla privata dimora, comunque il suo interno può essere ispezionato visivamente dagli agenti accertatori dall'esterno.
Tra gli atti di accertamento sono previste anche le riprese fotografiche.
Soprattutto per le foto, ma in ogni caso non bisogna dimenticare la privacy dei trasportati. Si dovrà chiarire se nel verbale si dovrà riportare nome e cognome dei trasportati e la loro condizione (minorenne, donna in stato di gravidanza) oppure se sarà sufficiente dare atto genericamente della presenza di un passeggero appartenente alla categoria protetta.
Il comma 4 dell'articolo 13, della legge 689/1981, citato dalla circolare consente anche agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria, un'altra attività e cioè la perquisizione, ma sempre in luoghi diversi dalla privata dimora, previa autorizzazione motivata dell'autorità giudiziaria. Una ipotesi questa che potrebbe contrastare con le esigenze di immediatezza dell'accertamento.

Di Antonio Ciccia Messina

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