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Fumo vietato anche all'aperto. La nuova crociata degli ospedali Contenuto nell'archivio del 2016

Tra zone rosse e aree riservate rebus fumo zero negli ospedali.
La lista delle idee per far rispettare il divieto anche nei luoghi aperti

Da la Repubblica Milano del 20-6-2016

Il divieto è valido ovunque, appena oltrepassato il cancello. E non importa che non ci si trovi in un luogo chiuso ma all'aperto: lo stop è in vigore all'interno di reparti e ambulatori, così come accanto ad alberi o cespugli. Divieto di fumo, totale, in tutti gli ospedali milanesi: la disposizione è arrivata dal ministero della Salute, e tutte le strutture sanitarie della città si stanno allineando. Cambiando la segnaletica nei cortili e nei giardini, e dando istruzioni ai vigilantes che potranno multare i fumatori incalliti che violeranno il divieto. «La norma — spiega Giuseppe Genduso, direttore sanitario del Niguarda — è valida in tutte le aree, all'aperto e non, dell'ospedale. Si tratta di un cambiamento graduale, ma che ha un valore educativo: il nostro obiettivo è eliminare, a poco a poco, tutti i posacenere presenti dentro il perimetro della struttura».

Il primo ospedale privo di sigarette è stato, in Italia, il Polilinico di via Sforza, che tre anni fa ha varato il progetto "Ospedale senza fumo", vietando il fumo non solo nei luoghi chiusi, ma anche nei viali e nel cortile. Un modello innovativo, e che adesso dovrà essere replicato da tutti i presidi della città (e del Paese) in base a quanto deciso dal ministero. «Il divieto si basa sul principio di tutela della salute di tutti. Per questo, è valido sia per i pazienti ricoverati, sia per i dipendenti e i visiatori», spiega Marco Salmoiraghi, direttore generale del San Carlo e del San Paolo. Nell'ospedale in zona Barona a inizio giugno sono stati individuati, con una delibera ad hoc, alcuni punti nei quali i fumatori potranno accendere una sigaretta: in tutto, una decina di aree, in cui dipendenti e visitatori avranno il via libera per fumare. Fuori da questi spazi, invece, chi sarà trovato con un mozzicone rischierà una multa da un minimo di 27 euro e 50 centesimi, a un massimo di 275 euro. Non solo: chi verrà beccato a fumare vicino a una donna incinta o a un bambino fino a 12 anni, dovrà pagare una multa raddoppiata.

«La sanzione amministrativa è prevista per tutti — aggiunge Marco Trivelli, direttore generale del Niguarda-. A questa si somma poi quella disciplinare se il fumatore è un dipendente dell'ospedale. Ovviamente, siamo consapevoli che si tratta di una novità che ha bisogno di tempo per essere metabolizzata. E che, soprattutto, richiede un cambiamento culturale». Una "rivoluzione" non semplice da mettere in atto soprattutto in quelle strutture, come appunto il Niguarda o il Sacco, che comprendono diversi padiglioni, circondati da viali e giardini. Tra le varie ipotesi allo studio, allora, c'è quella di fissare delle distanze "di sicurezza" dagli edifici, oltre le quali si potrà consentire al fumatore di accendere una sigaretta. Oppure quella di delimitare delle aree fumatori, «un'ipotesi che però qui al Niguarda vorremmo escludere, visto che sono molto dispendiose da attrezzare», aggiunge Genduso.

Certo è che vietare di fumare a un paziente in attesa del responso di un esame, o a un visitatore che aspetta notizie sulla salute dei propri cari, può non essere una passeggiata. «Senza contare — ragiona Alessandro Visconti, numero uno del Sacco, del Fatebenefratelli e del Buzzi — che da noi al Sacco ci sono anche molti studenti di Medicina, visto che siamo sede universitaria: far rispettare il divieto di fumo anche a loro, oltre che ai dipendenti e ai pazienti che non possono lasciare la struttura per lunghi periodi, è complicato. Abbiamo dato mandato ai direttori di presidio e ai vigilantes di aumentare i controlli: la strada, però, è ancora lunga».

Di Alessandra Corica


I CASI

NIGUARDA
Multe previste per tutti, da decidere se prevedere poche aree dove è possibile fumare o zone rosse attorno agli edifici.

SAN PAOLO
L'ospedale ha appena deciso una decina di aree esterne riservate per visitatori e lavoratori fumatori.

SACCO
Per l'ospedale il divieto assoluto ha una complicazione in più: si dovrà farla rispettare anche agli studenti di Medicina.

 

 

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