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I «miti» sui tumori (e perché nascono) - La cura «tenuta nascosta» e altre leggende sul cancro

Terapie che provocano i tumori invece di sconfiggerli, soluzioni straordinarie occultate dalla lobby del farmaco, bicarbonato che tratta la malattia come se fosse un fungo, pozioni di cui non si sa nulla di preciso Mercato e ignoranza prosperano su paura e fragilità dei pazienti.

Da Corriere della Sera del 30-10-2016

Provate a cercare su Internet "cancro" o "curare un tumore": otterrete migliaia di risultati in pagine web o video. Il problema è che moltissime di queste informazioni sono approssimative quando non sbagliate e pericolosamente fuorvianti.

«Secondo un sondaggio che abbiamo condotto nel 2015 fra i pazienti oncologici e i loro familiari, più di 8 italiani su 10 cercano informazioni su Internet e usano la rete per condividere la propria esperienza o confrontarsi con altri malati» spiega Carmine Pinto, direttore dell'Oncologia dell'Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom).

In realtà sul web ci sono molti siti ben fatti, utili, corretti, ma altrettanti che diffondono “leggende” ricorrenti. E per chi deve gestire l’ansia che accompagna una diagnosi di tumore non è facile distinguere fra realtà e fantascienza “travestita” in modo da apparire perfettamente plausibile. Basta però approfondire un po’ per capire la verità o rendere comprensibile a chiunque l’evidenza scientifica, che è l’unica cosa che conta quando si tratta di tutelare la salute.

Sono diversi i falsi miti più resistenti in merito: dal fatto che il cancro sia una malattia tipica dell’età moderna (non lo è, viene già descritta in testi medici degli antichi egizi e greci) ai super-cibi con potere preventivo (mirtilli, tè verde, broccoli eccetera, che sono certo più salutari di altri, ma nessuno di essi è dotato di un effetto miracoloso, neppure se ingurgitato a tonnellate).
Gira poi la leggenda che il cancro sia un fungo curabile con il bicarbonato di sodio, che in realtà non viene utilizzato neppure per debellare le più comuni infezioni fungine. Fino ad arrivare ai tre pregiudizi più duri a morire: analizziamoli uno per uno. 

1) Esiste una terapia anticancro efficace, ma un complotto mondiale orchestrato delle aziende farmaceutiche la tiene nascosta.
«Il web è pieno di cure miracolose, basti ricordare di recente il veleno dello scorpione cubano — dice Silvia Novello, membro del direttivo Aiom e docente di Oncologia Medica all’Università di Torino —. Centinaia di persone raccontano le loro storie inspiegabilmente prodigiose: ma chi le verifica? Chi controlla, mesi o anni dopo, se quel paziente è vivo e sta bene? E, soprattutto, quante persone sono andate, ad esempio, fino a Cuba spendendo un patrimonio senza poi ottenere alcun beneficio? Si raccontano sempre soltanto storie di presunti successi. La verità invece è che perché una terapia sia approvata deve superare in tutto il mondo una serie di passaggi scientifici, quelli delle tre fasi di sperimentazione, che ne dimostrino sicurezza ed efficacia».
Quanto alla congiura internazionale per tenere nascosta la cura del cancro? «Le teorie cospiratorie esistono in tutti i settori e non solo in medicina (si veda alle pagine successive ndr) — risponde Pinto —, ma di fatto è certo che esistono molti tipi di tumori diversi ed è impossibile che una sola terapia sia valida per tutti. E se è vero, come è vero, che le case farmaceutiche hanno come scopo il profitto, si guarderebbero bene dal non vendere una cura efficace che frutterebbe moltissimi soldi. Così come non avrebbe senso che se un singolo geniale inventasse un farmaco nuovo (cosa pressoché impossibile oggi, vista la complessità delle terapie) un’azienda non acquistasse il brevetto per poi venderlo su larga scala, come ad esempio avviene in informatica o con nuove tecnologie».

2) Le terapie contro i tumori fanno più male che bene, soprattutto la chemioterapia
Nessuno dice che chemioterapia, radioterapia e interventi chirurgici siano una passeggiata. Al contrario, le conseguenze indesiderate sono spesso numerose e pesanti.
«Ma oggi, dopo anni di studio, conosciamo bene la gran parte degli effetti collaterali e abbiamo modi per arginarli o persino prevenirli — sottolinea Massimo Di Maio, consigliere nazionale Aiom e oncologo a Orbassano (To) —. In diversi casi si procede alla riabilitazione anche prima di operare, per aiutare a una mi- gliore ripresa dopo un intervento invasivo. Malati e familiari vengono informati su che cosa può aiutarli a convivere meglio con la cura (ad esempio, contro nausea e vomito da chemioterapia, oppure su come contrastare le tossicità cutanee di farmaci e radiazioni) e l’obiettivo della qualità di vita è oggi prioritario. Si procede con un trattamento solo se i pro superano i contro».
Resta il fatto che soprattutto la chemioterapia continua a fare paura. Rispetto ai decenni passati, oggi è però cambiata radicalmente la strategia e si punta al minimo dosaggio indispensabile, non prescrivendo Otto persone su dieci coinvolte dal problema in Italia cercano informazioni sul web Per seno e prostata si può parlare di guarigione completa in nove pazienti su dieci
più il massimo tollerabile.
«E poi — riprende l’esperto — da decenni si cercano soluzioni più efficaci e con minori effetti collaterali. Sono così state create le target therapies, (i nuovi farmaci a bersaglio molecolare), la cui azione è diretta in modo specifico contro un bersaglio presente solo (o prevalentemente) nelle cellule tumorali, così che quelle sane siano risparmiate. Meno dura da tollerare è anche l’ultima arrivata nelle opzioni terapeutiche anticancro, l’immuno-oncologia, che mira a stimolare il sistema immunitario e a farlo reagire contro le cellule cancerose».

3) Il cancro è un male incurabile e inguaribile
Ci sono ancora tumori che hanno una mortalità elevata, ma per altri si può parlare di guarigione completa in quasi 9 pazienti su 10 (come prostata, seno, tiroide). Lo dicono i numeri, dal cancro si guarisce e sempre più persone riescono a conviverci trattandolo come una malattia cronica: nel 2006 gli italiani vivi dopo una diagnosi di tumore erano poco più di 2 milioni, oggi sono oltre 3. E questa cifra cresce di circa il 3% ogni anno.

di Vera Martinella

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