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Il fumo passivo fa male, aumenta il rischio di tumore Contenuto nell'archivio del 2016

E' la conclusione di un largo studio Usa su un campione di 20.175 persone, pubblicato sulla rivista Carcinogenesis. La ricerca ha analizzato gli effetti e l'associazione tra fumo passivo conosciuto e soprattutto sconosciuto, e mortalità nei non fumatori, quantificando anche gli anni di vita perduta

 Da la Repubblica.it del 5-10-2016

 

Fumo passivo per i non fumatori più insidioso di quanto si pensasse prima: è la conclusione di un largo studio, 20.175 persone, pubblicato sulla rivista Carcinogenesis condotto dal gruppo dell'Icahn School of Medicine al Mount Sinai di New York (Raja Flores, professore di Chirurgia toracica, l'italiana Emanuela Taioli, direttore dell'Institute for Translational Epidemiology oltre che professore di chirurgia toracica e Population Health Science and Policy, e Bian Liu del suo dipartimento). Siamo esposti più di quanto uno possa pensare a fonti di fumo di sigaretta di cui non siamo coscienti e lo studio americano ha analizzato gli effetti e l'associazione tra fumo passivo conosciuto e soprattutto sconosciuto, e mortalità nei non fumatori, quantificando anche gli anni di vita perduta (YLL).

Lo studio. L'analisi ha coinvolto i dati dal 1999 al 2010 attraverso l'analisi di un biomarker specifico, la cotinina (un metabolita della nicotina), utilizzato per quantificare l'esposizione al fumo del tabacco, sia attivo che passivo, attendibile (anche se con qualche limite come segnala lo stesso studio: è una stima a breve termine ed ha un certo grado di variabilità individuale), incrociato con auto-report dei non fumatori e dati sulla mortalità dei non fumatori per diverse cause, in particolare tumore al polmone, tumori vari e malattie cardiocircolatorie. Racconta Emanuela Taioli: "Abbiamo messo in relazione le cause di morte nei non fumatori con più o meno alti livielli di cotinina rispetto a coloro che non avevano cotinina nel sangue. Abbiamo dimostrato un link tra chi ha livelli di cotinina e mortalità per tumore al polmone e malattie cardioivascolari".

I dati. Le evidenze scientifiche finora avevano segnalato tra un 20 e 30% di rischio aumentato di cancro al polmone dovuto al fumo passivo in chi convive con un fumatore. Ma esistono anche fattori sconosciuti ambientali che ci fanno respirare fumo senza saperlo.

Senza rendersene conto. "Una scoperta cruciale dello studio è proprio questa: non fumatori che sono esposti al fumo passivo anche se non se ne rendono conto - spiega Raja Flores. Ed Emanuela Taioli, direttore dell'Institute for Translational Epidemiology: "Ci sono fonti che non siamo in grado di controllare. Per esempio passeggiare lungo una strada dove ci sono molti fumatori fermi, entrare in un'auto dove un fumatore è appena andato via, passeggiare per strada dove un fumatore cammina accanto o vicino a noi: sono fonti occasionali che possono far aumentare i livelli di cotinina nel sangue dei non fumatori".

I locali pubblici. Per quanto riguarda i locali pubblici molto dipende comunque dalle leggi e divieti di fumo nei vari paesi (la ricerca riguarda gli Usa dove alcune misure restrittive sono state introdotte dal 2012). Nello studio sono stati inclusi tra i non fumatori coloro che nella loro vita non avevano fumato più di 100 sigarette ed ex fumatori da almeno sei mesi. Il calcolo degli "Anni di vita perduta" (YLL) è stato fatto basandosi sui dati dell'aspettativa di vita negli Usa per anno e per sesso.

Malattie cardiovascolari. La conclusione del lavoro segnala una forte associazione tra livelli di cotinina nel sangue e mortalità per tumore al polmone e tutti i tumori, malattie cardiache. Bassa associazione invece rispetto a mortalità per malattie cerebrovascolari, Alzheimer e malattie croniche delle basse vie respiratorie. L'associazione riguarda di più i maschi, tranne che per il tumore al polmone.

Coloro che sono risultati con più alti livelli di cotinina avevano una vita più breve tra 1 e 3 anni: i risultati non variano anche nei non fumatori che hanno dichiarato di non vivere o lavorare a contatto con fumatori. "Questa è la prima dimostrazione, a nostra conoscenza, di un'associazione tra mortalità ed esposizione al fumo passivo segnalato dal biomarker cotinina in soggetti non fumatori", concludono i ricercatori.

 

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