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Il governo pensa alla minitassa, un cent in più su ogni sigaretta per pagare i farmaci anticancro Contenuto nell'archivio del 2016

Il progetto. Frutterebbe 700 milioni. I medicinali oncologici sono la seconda voce di spesa farmaceutica: 4,2 miliardi nel 2015

da la Repubblica del 15-9-2016

Una speranza per i pazienti e una mazzata per le casse del sistema sanitario, con sullo sfondo Big Pharma che si frega le mani. I nuovi medicinali anti cancro che stanno arrivando sul mercato sono costosissimi e rischiano di far saltare il banco della sanità pubblica in molti Paesi. L'Italia non fa eccezione e per fronteggiare l'impatto economico potrebbe aumentare la tassazione per i fumatori. Il ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin ci pensa da tempo e adesso, con l'accordo del Tesoro, sta davvero studiando una tassa di scopo da un centesimo a sigaretta.

Visto che i circa 10 milioni di fumatori italiani consumano in media un pacchetto al giorno, cioè 3,6 miliardi all'anno, in questo modo si raccoglierebbe una cifra superiore ai 700 milioni di euro. Cioè quasi identica all'aumento annuo della spesa farmaceutica per gli anti tumorali stimato per il futuro dagli oncologi. I 20 centesimi in più a pacchetto per la tassa di scopo si aggiungeranno ai 90 già versati per l'Iva e ai 2,90 euro di accise (su un pacchetto da 5 euro).

Già oggi i medicinali oncologici rappresentano una delle voci più importanti della spesa farmaceutica italiana. Dal 2014 sono diventati la seconda categoria in fatto di costo, dietro quelli per i diffusissimi problemi dell'apparato cardiocircolatorio. Nel 2015 per pagarli sono stati necessari 4,2 miliardi di euro, cioè oltre il 7% in più dell'anno prima, con un tasso di crescita che già da solo denuncia cosa sta per succedere, visto che ci sono decine di richieste di approvazione di nuove molecole. Gli aumenti percentuali potrebbero così raggiungere la doppia cifra. Anche il peso dei prodotti oncologici sulla spesa farmaceutica totale, che è di circa 11 miliardi se si considerano i medicinali comprati direttamente dalle strutture ospedaliere, è in aumento.

"Da tempo abbiamo chiesto la creazione di un fondo speciale per i nuovi medicinali anti cancro - dice Carmine Pinto, presidente di Aiom, associazione italiana di oncologia medica - Ci stiamo lavorando insieme ad Aifa e al ministero. Sarebbe un intervento strutturale ma intanto anche la tassa di scopo sulle sigarette può andare bene, come misura tampone". Pinto stima che i nuovi farmaci avranno un impatto da 7-800 milioni di euro all'anno sulla spesa sanitaria. L'oncologo spiega che nei prossimi quattro anni entreranno nel mercato almeno 7 o 8 prodotti molto importanti per la lotta a certi tumori. "Anche se l'Italia riesce ad ottenere prezzi buoni, migliori ad esempio di quelli degli Usa, sono necessarie strategie che coinvolgano l'industria. Anche perché rischia di spendere denaro per la ricerca di molecole che poi non sarà in grado di vendere se gli Stati non avranno soldi per pagare le terapie".

Il problema non è solo quello dell'impatto economico dei nuovi prodotti ma anche la distinzione tra quelli realmente innovativi e gli altri. Le agenzie regolatorie, compresa l'Aifa, lavorano per autorizzare solo prodotti che assicurano un miglioramento nelle cure. Risultati si sono visti sia per tumori che già rispondevano a chemio e terapie ormonali, come quello al seno, ma anche per neoplasie resistenti, come quelle di colon, rene, tiroide e pelle.

Silvio Garattini del Mario Negri di Milano da alcuni anni chiede di tassare le sigarette. "Secondo me andrebbe chiesto di più, un euro a pacchetto", dice. Riguardo ai farmaci, chiede di valutare attentamente l'innovatività. "Non bisogna approvare prodotti che aumentano la sopravvivenza di un malato di un paio di mesi, magari con una cattiva qualità della vita. E poi una parte del denaro che viene raccolto dalla tassa di scopo deve essere dedicato alle ricerche. Non possono restare esclusiva delle sole industrie produttrici, che ovviamente hanno i loro interessi. Ad esempio sarebbe giusto fare degli studi indipendenti comparativi, per vedere se le nuove molecole che si vogliono introdurre sul mercato sono realmente migliori di quelle già esistenti per quella determinata patologia".

La tassa di scopo sulle sigarette potrebbe momentaneamente risolvere il problema dei costi dei farmaci oncologici ma non chiuderà la questione delle molecole innovative. Ne stanno arrivando molte anche per altre patologie, e l'enorme spesa già sostenuta per la cura dell'epatite C ha mostrato quale possa essere l'impatto economico per le casse dello Stato.

Di Michele Bocci

 

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