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In Francia sigarette in vendita in pacchetto neutro con il solo marchio e le scritte sanitarie minatorie Contenuto nell'archivio del 2016

Uno studio dice che il packaging brutto respinge i fumatori occasionali

Da ItaliaOggi del 25-3-2016

Addio al dromedario delle Camel, all'elmo alato di guerrieri Galli, quello di Asterix, con la critta «Liberté toujours» (Libertà sempre) delle Gauloises, alla silhouette della ballerina di flamenco delle Gitanes, al pacchetto bianco e rosso della Marlboro e al cerchio rosso delle Lucky Strike. Insomma, adieu alle icone più care del popolo dei fumatori, al pacchetto azzurro delle Gauloises di Humphrey Bogart di Casablanca o al logo barocco delle Chesterfield fumate in continuazione da Onassis. Dal 1° gennaio prossimo, qui in Francia, i pacchetti saranno tutti uguali, neutri, solo con il nome della marca, stampato su «un paquet vert fonte», pacchetto verde scuro, per l'esattezza Pantone 448C «finition mate», che non potrà in ogni caso occupare più del 35% della superficie del packaging perché il restante 65% sarà riservato alla comunicazione sanitaria, alle campagne del ministero contro il tabagismo, a quei messaggi terrorizzanti (tipo: se fumi avrai seri problemi sessuali, oppure muori) che i fumatori incalliti, come si sa, fanno finta di non vedere o su cui preferiscono ironizzare mentre accendono l'ennesima sigaretta della giornata.

Lo stabilisce la legge pubblicata mercoledì 23 marzo sul Journal Officiel de la Santé, la Gazzetta Ufficiale, e anticipata il giorno prima con gran soddisfazione dal ministro della sanità, Marisol Touraine, socialista, figlia del famoso sociologo Alain Touraine (autore dei primi saggi sulla globalizzazione) e portatrice di un progetto di riforma radicale del sistema sanitario pubblico che ha già fatto inviperire la lobby dell'industria farmaceutica, non meno potente della lobby dell'industria del tabacco e dei tabaccai.

Marisol, per questo, si è mossa con prudenza: il pacchetto no-logo doveva essere introdotto già quest'anno, ma temendo le reazioni degli industriali e dei grandi distributori si è preferito aspettare e diluire l'operazione. Gli industriali hanno tempo fino al 20 maggio prossimo per cambiare il packaging delle sigarette, i grossisti e i tabacchini fino al 20 novembre per smaltire le scorte dei vecchi pacchetti. Dal 1° gennaio 2017, dunque, solo pacchetti no-logo, color verde scuro con tutte le scritte antitabagismo decise dalla sanità pubblica. La Francia è il primo paese europeo a seguire l'esempio dell'Australia che dal 2012 ha vietato loghi e marchi. Il ministro, che avrebbe voluto anche alzare drasticamente il prezzo delle sigarette ma è stata fermata in extremis dallo stesso Hollande (perché i fumatori votano), si fa forte di uno studio di marketing che l'Ecole des hautes études en santè le ha consegnato l'anno scorso e da cui risulta che un packaging decisamente brutto, come appunto un pacchetto di cartoncino verde scuro, contribuisce ad abbassare il consumo perché respinge i fumatori occasionali.

Karine Gallopel-Morvan, autri-ce dello studio, lo ha raccomandato al ministro: il pacchetto deve essere «laide, fade, terne, peu attirant, ininte-ressante, ennuyeux», brutto, insipido, scialbo, poco attrattivo, senza alcun interesse, noioso. E a sostegno del suo studio ha portato una sessantina di ricerche scientifiche (americane, francesi, inglesi) da cui risulta che «le paquet neutre influente les comportments et les perceptions des fumeurs», il pacchetto no-logo influisce sulle scelte dei fumatori, li spinge in qualche modo a lasciar perdere. Sarà davvero così in un paese dove 78mila persone muoiono ogni anno di cancro ai polmoni? «È solo una mossa pre-elettorale», la butta già in politica Pascal Montredon, presidente della Conféderation des buralistes, l'organizzazione sindacale dei tabacchini, e da bravo sindacalista avanza già la sua richiesta: se gli stock con i vecchi pacchetti non saranno stati venduti lo stato s'impegna a ritirarli e a indennizzare i tabacchini.

Difficile che passi di questi tempi, anche se va detto che la legge antitabagismo del ministro Touraine, di cui il «paquet neutre» è solo un aspetto, ha fatto fatica ad essere approvata dall'Assemblea nazionale. Il 16 settembre 2015 una maggioranza trasversale di 228 senatori (tutti fumatori o tutti sensibili alle ragioni della lobby del tabacco?) ha provato a bloccarla. Due mesi dopo, il 25 novembre, la legge è passata ma con una maggioranza risicatissima: due voti! Ma la cosa che più spaventava Marisol Touraine era una raffica di ricorsi giudiziari contro il «paquet neutre» considerato dai grandi avvocati della lobby del tabacco «un atteint porté au droit de propriété intellectuelle et à la liberté d'entreprendre», un attentato al diritto di proprietà intellettuale e alla libertà d'impresa.

Per fortuna, a gennaio scorso, con una deliberazione, il Conseil constitutionel ha stabilito che «le paquet generique ne raprésent aucune atteinte disproportionnée...», insomma che cancellare loghi e immagini non è un attentato alla libertà d'impresa della British american Tobacco o di Altadis, la multinazionale franco-spagnola che produce le mitiche Gauloises e le Gitanes. Partita chiusa, pare. Anche se qualcuno non si rassegna. Come la Jti, la Japon tobacco international, quella delle Camel con il dromedario, che ha presentato un altro ricorso al Consiglio di stato. Difficile accettare che miliardi di fatturato vadano in fumo per colpa di un pacchetto verde scuro, pantone 448C.

Di Giuseppe Corsentino
@pippocorsentino

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