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Iniziative in tutto il Paese per educare alla prevenzione

Prevenire è meglio che curare, recitava uno spot di successo. Un concetto semplice, anche quando applicato ai tumori, che sono di certo fra le malattie che più fanno paura.

Da Corriere della Sera del 30-10-2016

Sebbene le regole per tenerli alla larga siano semplici, chiare, facili da attuare, ancora moltissime persone le ignorano o non sono sufficientemente convinte della loro efficacia.

Per sensibilizzare gli italiani sul tema l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) ha studiato nuovi progetti, come il primo Festival Itinerante della Prevenzione e dell’Innovazione in Oncologia, creato sul modello delle rassegne di letteratura con spazi dedicati alla prevenzione primaria (corretti stili di vita), agli screening (fondamentali per individuare i tumori in fase precoce), alle armi innovative come l’immuno-oncologia (che permette di migliorare la sopravvivenza a lungo termine in neoplasie finora difficili da trattare), fino alla riabilitazione e al “ritorno alla vita” dopo la malattia.

La manifestazione toccherà, a partire dal novembre 2016, 11 città con eventi che dureranno tre giorni.

«Stando all’indagine che abbiamo promosso su circa 3 mila persone, ben il 44 per cento degli italiani è ancora fatalista e pensa che i tumori non si possano prevenire — dice Stefania Gori, presidente eletto Aiom —. Mentre quasi quattro casi di cancro su dieci si potrebbero evitare seguendo semplici norme di vita, come evitare fumo, sovrappeso, sedentarietà e dieta scorretta, che sono fra le principali cause scatenanti diversi tipi di neoplasie. Per questo in ogni data del tour saranno realizzati incontri dove giovani oncologi spiegheranno le regole della prevenzione, l’importanza degli screening e l’impatto delle nuove terapie».

Il fumo resta il nemico numero uno: centomila casi di tumore ogni anno in Italia sono causati dalle sigarette, ma nel nostro Paese i tabagisti continuano a rappresentare il 22 per cento della popolazione con più di 15 anni. Si inizia in media a fumare intorno ai 17 anni e ben un quarto dei quindicenni comincia alle medie.

«Per far comprendere ai ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori i danni delle sigarette, perché non inizino a fumare — spiega Gori —, l’Aiom promuove la campagna educazionale Meglio Smettere 2.0, la seconda edizione del progetto rivolto agli studenti, che vede come testimonial due sportivi quali la campionessa di tennis Flavia Pennetta, e l’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri».

E se è ben noto il legame fra tabacco e cancro ai polmoni, molti ignorano che le sigarette sono anche la causa principale del tumore della vescica, una neoplasia in aumento, che ogni anno in Italia colpisce più di 26 mila persone (21 mila uomini e 5 mila donne). «Non esiste uno screening specifico, ma il segnale di più frequente riscontro della patologia è l’ematuria, cioè il sangue nelle urine — sottolinea Giordano Beretta, segretario nazionale Aiom —. In altri Paesi, ad esempio nel Regno Unito e in Canada, sono state sviluppate forti campagne per sensibilizzare i cittadini, in particolare gli uomini, su questo sintomo da non sottovalutare, anche se sporadico.

Per questo promuoviamo la prima campagna nazionale contro il tumore della vescica, invitando chi ha più di 50 anni di età a controllare il colore delle urine e a rivolgersi senza tentennamenti al medico in caso di ematuria». I cittadini saranno raggiunti attraverso due vie: una forte attività sui social media e la distribuzione di opuscoli informativi nelle farmacie e negli stadi.

Infine, per informare meglio anche figure di riferimento come medici di famiglia o farmacisti, gli oncologi hanno realizzato una Immuno-Oncology Academy, strumento di formazione a distanza con vere e proprie lezioni sull’immuno-oncologia.

V.M.

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